UPDATE! 21 maggio Abruzzo, un giornalista tv replica a Gattinoni: Tim, gli internet point e la Protezione Civile
Una lettera indirizzata alla moglie in Argentina e pubblicata su Facebook. La Rete la fa circolare sui blog (screenshot da Nautilus) in modo virale. Le sue parole fanno discutere, alcuni volontari della Protezione Civile lo attaccano. Andrea Gattinoni, attore, è stato a L'Aquila l'11 maggio per una proiezione del film "Si può fare" sulla legge Basaglia.
Non ha avuto accesso ai campi ma ha ascoltato le testimonianze degli aquilani al Comitato 3e32, una tenda in Via Strinella nel Parco Unicef, è uno dei pochi punti di aggregazione per gli sfollati. Lo hanno chiamato per presentare il film, lui è andato e quello che ha visto è qui.
L'Aquila è una città militarizzata in vista di un G8 indesiderato e per scoraggiare episodi di sciacallaggio, dove serpeggia il timore di finire nei container per vent'anni come in Irpinia. La tensione nelle tende porta a episodi allucinanti e in accoltellamenti taciuti dalla stampa. A 20 chilometri da L'Aquila il tom tom riceveva più il segnale, la Protezione Civile ritiene che Internet nei campi non sia necessario e i veri eroi per i sopravvissuti sono i Vigili del fuoco. Gli aquilani raccontano: ci sentiamo in trappola. Abbiamo chiamato Andrea per saperne di più.
Quando sei andato a L'Aquila?
L'11 maggio dalle 5 del pomeriggio fino a mezzanotte.
Poi hai scritto la lettera.
Si, l'ho pubblicata su Facebook per mia moglie che è in Argentina per girare un film. Ci sono state molte reazioni da subito. Addirittura un mio ex compagno di liceo di estrema destra e volontario della Protezione Civile mi ha insultato. Ma io non ho attaccato le istituzioni, né scritto una lettera politica.
Cosa ti hanno detto?
Che devo vergognarmi, non devo permettermi di parlare male della Protezione Civile. Ma io non ho infangato nessuno anche nella lettera.
Hai visitato qualche campo?
No, ho chiesto di entrare ma mi hanno risposto che era molto difficile.
Ma hai ascoltato le testimonianze di chi ci vive da più di un mese.
Sì. sono andato al Comitato 3e32, dove hanno proiettato il film. E' una tenda all'interno del Parco Unicef nata come punto di aggregazione per iniziativa di Angelo Righetti, psichiatra basagliano che mi ha invitato e collabora con Beghelli per sviluppare sistemi di energie alternative all'interno dei campi.
Chi hai incontrato?
Venti persone, tutte rimaste senza casa e lavoro. Avvertono solitudine, rabbia, disperazione. E per i terremotati non è semplice passare da un campo all'altro, anche se devono incontrare un amico, un parente. Ci sono molti controlli e perquisizioni per scongiurare episodi di sciacallaggio.
Il governo ha rifiutato aiuti internazionali perchè i campi, già a pochi giorni dal terremoto, avevano già ricevuto più del necessario.
In realtà hanno bisogno di tutto, anche di scarpe da tennis. Il 28 andrò a Pesaro per proiettare il film e raccogliere fondi. Mi hanno raccontato il loro disagio, vorrei aiutarli. Per ora ho messo la loro testimonianza su Internet.
Visto che loro non possono farlo.
Nelle tende non c'è connessione.
Ma al Comitato 3e32 sì.
Sì, ho visto alcune persone con le chiavette Usb. E' strano anche che il mio tom tom non funzionasse più a cento chilometri da L'Aquila.
Ti hanno dato spiegazioni?
Mi hanno detto che è stato oscurato il satellite sopra L'Aquila. Forse hanno escluso sono alcune bande, non saprei. Ma il mio tom tom ora funziona.
Torniamo ai campi. Nella lettera parli anche di un accoltellamento.
Sì. La tensione è altissima, si svegliano la mattina e non sanno che cosa fare. Rischiano di impazzire tra il freddo, il caldo e l'assenza di prospettive. Il Comitato 3e32 è nato per colmare il vuoto delle loro giornate. E sono molto lucidi sulla ricostruzione.
Ovvero?
Sanno che li aspetta un lungo calvario. Temono di finire come in Irpinia.
E del G8? Sono contenti che il vertice venga organizzato a L'Aquila?
No, non sono certo contenti di ospitare i potenti della terra. Non era il caso, secondo loro, di organizzare un eventi di quella portata su un territorio già martoriato dal terremoto.
Sentire una sola campana non puo' arrogare la presunzione di sapere come stanno le cose.Molti aquilani sono favorevoli al G8 e NESSUNO DEVE PERMETTERSI DI CRITICARE IL LAVORO DELLA PROTEZIONE CIVILE sopratutto una massa di drogati come quelli del comitato piuttosto poco m molto poco attendibile
La mia personalissima impressione è che per conoscere una vicenda sia necessario viverla. Una mia collega è andata volontaria della Protezione Civile per un pò di tempo, le chiederò se ha voglia di rispondere a questo Blog. In ogni caso creare enfasi teoriche intorno ad una situazione di crisi pratica serve a poco, ci vogliono mani e testa per ricostruire case e persone, il resto è solo contorno e le vittime vive e morte del terremoto di certo troveranno una qualche forma di rivincita dopo aver riacquistato una casa e una vita canonica, ora le priorità sono altre mi pare.
Stefano di Venezia
P.S.: trovo l'intervento di Andrea ("9. Andrea, Venerdì 19 Giugno 2009 ore 10:28") molto equilibrato, ma è un giudizio soggettivo non avendo mai personalmente visto la situzione.
Il Papa e il G8 fanno piacere agli aquilani ? Lasciamo rispondere loro. Resta comunque il fatto che l'altro giorno qualcuno è sceso in piazza Montecitorio dalle tendopoli per lamentarsi.
Ci sono persone con manie di protagonismo e che soffrono di tali allucinazioni (anche senza l'utilizzo di stupefacenti) o che hanno una tale fantasia da vedere certe cose, create dalla propria mente e dalla propria formazione politica e sociale, come reali. Insomma vedono una propria realtà e la descrivono come tale un po perchè effettivamente la vivono così e un po artificialmente per attirare l'attenzione. E questo lo sopporto finchè si tratta di parlare di arte, società e politica in genere. Ma non quando si parla di disastri umanitari. Mi dispiace Sig. Gattinoni ma quando ho letto la Sua lettera mi è venuta solo una gran rabbia perchè su questi argomenti non si scherza. Mi sono approcciato alla sua lettera con mente aperta e senza alcun preconcetto perchè mi è stata girata via mail ma alla seconda lettura mi sono reso conto che non credo ad una parola di quello che ha detto. Il mio modesto parere è che lettere come queste (in quanto le ritengo faziose e inattendibili) fanno solo male alla nostra Nazione e soprattutto a chi sta fattivamente lavorando e vivendo nelle aree terremotate. Questa è la mia impressione, poi può essere che sia io a sbagliarmi e a non conoscere come stanno effettivamente le cose.
X Andrea Gattinoni, Cinzi, Riccardo
Ho già risposto su un altro blog incappando in questa.
Come ho detto nella risposta precedente non so che film abbia visto Andrea e non so perchè, forse la cosa più banale, il suo Tom Tom non funzionasse, ma veramente hai scritto delle cose che sono esagerate e in alcuni punti veramente sembrano frutto della fantasia. Questo non aiuta ne L'Aquila ne gli aquilani credimi.
Non sono aquilano ma presto aiuto volontario li dal 14 di aprile a tutt'oggi, certo la situazione non è delle migliori, ci sono problemi di varia natura, il disagio morale e psicologico è immenso, ma questa situazione delirante che hai vissuto tu io non l'ho mai vista.
Forse sei stato troppo poco, qualche ora non basta se non a raccogliere qualche testimonianza non sempre vera e spesso faziosa.
C'è una società di L'Aquila che offre un servizio gratuito ZEROCOULD, è ha dato la connessione dalle prime settimane in moltissimi campi.
Non vogio dilungarmi esageratamente, ripeto è vero che in alcuni campi ci sono maggiori "restrizioni" su entrate ed uscite, ma sinceramente per un certo aspetto meno male che ci sono. C'è chi si è vestito da protettore civile per andare a rubare nelle tende, che non essendo case, non possono essere chiuse a chiave. Quindi bisogna a volte anche usare il cervello, ha un senso che all'ingresso di un campo una persona sia quanto meno registrata e mostri un documento. Come ha un senso che si verificihi perchè una persona vuole farsi una passeggiata in un campo tendato. Non fa poi così piacere vedere un estraneo che viene a violare la tua privacy in un momento di disagio per fare del turismo. Tu se uno ti passeggia per casa sbirciando nelle stanze sei contento?
Se ti suono alla porta mi chiedi almeno nome, cognome e motivo del perchè sia lì?
In una tendopoli secondo te perchè invece si dovrebbe far entrare una persona qualsiasi a vedere non si sa cosa?
Volevo dire a Cinzia che le voci fuori dal coro servono, ma devo essere sincere e ponderate.
A me hanno raccontato che in un campo chiudono i cancelli alle 23 e li riaprono alle 6 del mattino, andrò a verificare e stai certa che se è vero denuncerò il fatto con tutti i mezzi che posso avere a disposizione, ma finchè non ne avrò la prova non lo racconto.
Forse in questa lettera, che poi essendo diretta ad una persona non capisco il motivo della pubblicazione su un bolg pubblico sinceramente, c'è stata un po troppa enfasi generata dallo stato d'animo del momento.
L'ho già fatto su un altro blog commentando la lettera e mi ripeto: perchè Andrea non prendi e ti fai una settimana nei campi e verifichi se sia vero o meno quello che ti hanno raccontato? Raccogli l'invito di Riccardo, piuttosto che rischiare che prima o poi qualcuno pensi che tu ti sia solo voluto fare della pubblicità.
Riccardo, vogliamo far girare la lettera di Andrea per i campi e vedere quante persone sono d'accordo con quello che ha scritto? Tipo una raccolta firme.
La invito, come fondatore di un gruppo su Facebook a farci visita, così potrà constatare di persona che forse prima di poter scrivere qualcosa bisogna entrare, vivere e guardare com'è fatta una tendopoli.
il gruppo su facebook è tendopoli coppito
chissà perchè, ma questi commenti così concordi e tesi a smentire al 100% (talvolta al 99%) mi sembrano un tantino ad hoc. ma che strano...
continua così andrea, continua così.
io credo alle voci fuori dal coro.
COmmento strumentalizzato e politicamente scorretto che sfrutta una grave calamità per gettare fango sui militari, le forze dell'ordine ed il governo
Signor Andrea Gattinoni,
quella da lei descritta è una realtà non troppo distante dalla verità, ma molto riveduta. La situazione è grave e difficile, però io la verità la conosco perché nelle tende c'ho vissuto. Sono aquilano di L'Aquila anch'io, e le dico che il suo racconto è strumentalizzato e ricoperto di uno strato di finzione che fa L'Aquila un po' troppo America. Sembra quasi una fiction di cui lei, che di mestiere fa l'attore, forse ambirebbe a fare il protagonista narratore. La verità è che nelle tendopoli si vive malissimo, come è ovvio che sia. Non credo occorra un voce illuminante a spiegarlo. Però va detto anche che chi non ha più una casa, né un lavoro, nelle tendopoli ha riscoperto i rapporti interpersonali, il parlare con la gente, il conoscere le storie altrui, quello che, nella vita quotidiana fatta di corse, appuntamenti e perenne fretta, non si ha neanche il tempo di cercare. Sta ricostruendo un proprio equilibrio psicofisico per tornare poi alla vita fuori, grazie alle persone e grazie alla Protezione Civile, ai Vigili del Fuoco e ai volontari che lavorano quasi 24 ore al giorno da due mesi, senza essere tornati mai nelle loro città, dalle loro famiglie, e hanno sempre il sorriso stampato in faccia e la voglia di fare una battuta o sdrammatizzare o sedersi accanto a te e fare una chiacchiera. Oltre ad aver montato decine di migliaia di tende in un giorno ad averle attrezzate e ad aver sprecato una quantità di energie (ne ha una vaga idea? Non credo) che io sinceramente non mi sentirei di dire una sola parola in merito, soprattutto se di mestiere facessi l'attore. Che il dispiegamento delle forze dell'ordine nella città sia elevatissimo è fuori discussione, ma da qui a ipotizzare complotti o tentativi di insabbiare le informazioni e tenerle chiuse nelle mura (qualcuna non è crollata) aquilane mi pare sempre parte del disegno cinematografico di cui parlavo prima. Il G8 gli aquilani non lo vogliono... A chi l'ha chiesto, a quante persone l'ha chiesto? E' un'intervista e deve riportare i nomi di chi non lo vuole. Il tom tom comunque prende benissimo. Se il suo è danneggiato, se ne trovano anche a buon prezzo.
Gattinoni magari non ti droghi ma forse hai preso qualche fungo allucinogeno... Robe da pazzi... isteria collettiva...
A Dave e a T'aprocomeunarancio (programmaticamente precisissimo)
Quello che ho raccontato è quello che ho visto e sentito da Aquilani dell'Aquila la sera dell'11 maggio 2009.
Non mi dilungo con voi a rispiegare le motivazioni che mi hanno spinto a raccontare in una lettera quello che mi è stato sinceramente raccontato da Aquilani dell'Aquila; se vorrete, le motivazioni le troverete nei numerosi blog in cui la mia lettera è stata in questi giorni pubblicata.
Non mi dilungo con voi a rispiegare il senso e le motivazioni che mi hanno spinto a pubblicare la mia lettera, semplicemente perché:
1) so, per testuale dichiarazione, di aver già dato sollazzo e sollievo alla giornata pesante del signor Dave, e
2) perché il nick name del signor T'aprocomeunarancio suona alle mie orecchie come qualche cosa di pericolosamente violento, che muove nella mia persona una rabbia acida e come un sentimento con cui non voglio misurarmi.
3). Per il signor Dave: purtroppo, allo stato attuale delle mie facoltà, non sono in grado di "esigere" il funzionamento di un dispositivo elettronico e satellitare sotto a centinaia migliaia di tonnellate di pietra da noi umani chiamate "Gran Sasso", per cui la montagna non l'ho nemmeno considerata, anche se avrei preferito che il Tom Tom avesse funzionato anche lì, come succede in Europa nelle medesime condizioni.
Il mio Tom Tom non funzionava all'Aquila, e SOLO sopra all'Aquila, lo ripeto. Due testimoni erano in macchina con me e non voglio insistere ancora in questo senso.
Per il signor T'aprocomeunarancio, io do una mano a chi voglio, per scelta personale ed empatica sul piano umano, mio e di chi mi sta di fronte.
Non do mani a chi si rapporta al prossimo e quindi a me con l'appellativo di "T'aprocomeunarancio", non gli do' nemmeno le mani, per così dire, levate e forti. Non gli do' proprio nessuna mano.
Buonanotte
Andrea Gattinoni
Secondo me esigeva che il tomtom ricevesse anche sotto il traforo del Gran Sasso :-)
Cmq.. E' stata una bella intervista.. Ce la voleva un po' di comicità dopo una giornata pesante :-)
Ma chi sei per scrivere tutte quelle baggianate ???
Ma viaggiavi con la mente ???
Vieni nel ns. campo e ti faccio vedere come si naviga...il PC con chiavetta è stato offerto da Vodafone....
Ma il TOMTOM era acceso ??
Occhio ai coltelli di plastica...
Smettila di dire cavolate e vieni a darci una mano.
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alle 17:52
LULU
HO LETTO SOLO ORA LA TUA LETTERA, INNANZITTUTTO TI CHIEDO, SEI STATO VERAMENTE IN UNA TENDOPOLI O STAVI RECITANDO UN COPIONE? IO FACCIO PARTE DELLA PROTEZIONE CIVILE MA NON SONO MAI PIOMBATA (COME DICI TU) NELLE TENDE DELLA POVERA GENTE. IL NOSTRO TOM TOM FUNZIONAVA BENISSIMO TANT'E' CHE NON ABBIAMO NEMMENO SBAGLIATO STRADA PER RAGGIUNGERE IL POSTO DOVE ERAVAMO DESTINATI. NON SO CHE TERZO GRADO HAI DOVUTO SUBIRE MA E' GIUSTO CHE LA GENTE CHE ENTRA NELLE TENDOPOLI VENGA CONTROLLATA, VISTO CHE CI SONO IN GIRO TANTISSIME PERSONE PRONTE A SPECULARE SULLE DISGRAZIE ALTRUI (MA TANTO QUESTO A TE NON SUCCEDERA PERCHE' TU HAI TUTTO VERO??????). MA SCUSA MI PERMETTI DI CHIEDERTI, VISTO CHE CHE IN GIRO E NELLE TENDOPOLI CI SONO TANTE FORZE DELL'ORDINE COME E' POSSIBLE CHE SIA ENTRATA TUTTA QUELLA DROGA CHE DICI??? SCASAMI SE TE LO DICO MA IL "PAZZO" QUA SEI TU NON LA GENTE CHE VIVE IN TENDA. TI ASSICURO CHE SE TU E I TUOI AMICI ANZICHE' ANDARE IN GIRO A "ROMPERE" LE SCATOLE FACESTE QUALCOSA DI PIU' SENSATO ANZICHE' SPARARE A RAFFICA SULLE FORZE DELL'ORDINE E SULLA PROTEZIONE CIVILE, SAREBBE MEGLIO. TI ASSICURO CHE L'INTENSA SETTIMANA CHE HO TRASCORSO LI MI RESTERA' SEMPRE NEL CUORE IN QUANTO TUTTA LA GENTE CHE HO CONOSCIUTO MI HA DATO DI PIU' DI PERSONE CHE CONOSCO DA UNA VITA E CHE HA DI PIU' DI LORO. SCOMMETTO CHE QUANDO TU TE NE SEI ANDATO DALLA TENDOPOLI LE PERSONE NON TI HANNO QUARDATO ANDARE VIA CON LE LACRIME AGLI OCCHI. TI DICO UN'ULTIMA COSA, PROVA A RITORNARE LI CON IL CUORE E L'ANIMA DI PERSONA NORMALE E NON COME ATTORE, ALLORA CAPIRAI TANTE COSE.