Un'inchiesta a 360 gradi sui nuovi nazifascisti con tanto di mappatura sui luoghi di aggregazione culturale, dalla Brianza alla Capitale. Bande nere. Come vivono, chi sono, chi protegge i nuovi nazifascisti (Bompiani, 17,50 euro) di Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica già autore di inchieste su lavoro nero e caporalato nell'edilizia, esplora i cuori neri italiani, dalle Osa romane alle curve degli stadi fino ai militanti che, lontani dalle prime pagine dei giornali, intrattengono rapporti politici con alte cariche istituzionali. Abbiamo intervistato l'autore partendo dall'ostilità che questo tipo di inchieste provocano, dentro e fuori la politica.
Claudio Lazzaro, ex inviato del Corriere e regista di Nazirock è stato minacciato da Forza Nuova e diffidato da Roberto Fiore. Anche tu hai subito pressioni?
Difficoltà ne ho incontrate fin dall'uscita del libro (18 marzo 2009), alle presentazioni e non solo. Forti pressioni politiche - rivolte anche alla casa editrice - e messaggi "trasversali" e "subliminali". Dirigenti di Forza Nuova si sono espressi pubblicamente sul libro dicendo che «fomenta l'odio». Per quanto mi riguarda, credo che tutto si possa dire di Bande nere tranne che fomenti l'odio, ma tant'è. Presentando in giro per l’Italia, poi, ho dovuto affrontare problemi "logistici" e tentativi di ostacolare la presentazione del mio lavoro.
Ad esempio?
A Verona il sindaco leghista Flavio Tosi - di cui racconto gli stretti legami con l'estrema destra veronese - ha negato la concessione della piazza dove doveva svolgersi il dibattito (nel centro storico di Verona, a pochi metri da dove Nicola Tommasoli è stato ucciso da un banda di giovani naziskin) salvo fare poi marcia indietro, quando il caso è scoppiato sui giornali, con un dietrofront un po' tardivo e imbarazzante. Alla fine, infatti, ci è stata concessa una sala civica, con una straordinaria risposta di pubblico: oltre 400 persone.
Altri casi?
A Bergamo, con il sindaco di centrosinistra Roberto Bruni che - in questo caso con motivazioni né strumentali né politiche - ha dichiarato off limits tutti i luoghi pubblici all'aperto per motivi di ordine pubblico. Minacce e pressioni me le aspettavo, non mi turbano affatto e a chi me le ha rivolte rispondo con un'espressione a loro molto cara: me ne frego! Certo mi fa un po' impressione che, a 60 anni dalla fine del fascismo, la presentazione di un libro sui nuovi nazifascisti - un libro di cronaca, non un partito o un comizio politico - possa addirittura costituire un motivo di turbamento per l’ordine pubblico.
Parliamo dei luoghi di aggregazione. A Milano Cuore Nero è il centro di gravità di Forza Nuova mentre a Roma il fulcro della destra movimentista è una casa occupata, Casa Pound. Le Osa (occupazioni a scopo abitativo) si sono ben integrate nel tessuto sociale romano e non in quello milanese, e hanno rubato la scena anche alle occupazioni di sinistra. Il fascismo sociale fa più presa sulla Capitale?
A Roma c'è una tradizione che a Milano non c'è. All'ombra del Duomo il fascismo non è mai stato "sociale", non ha mai raccolto le istanze dei ceti meno abbienti o delle periferie. Roma, in questo, è sempre stata il vero laboratorio della destra radicale. E infatti oggi, con la rete Casa Pound Italia, rappresenta un modello per Milano dove, però, stenta a decollare. Le Osa si sono bene integrate nel tessuto romano perché a Roma, nelle borgate ma anche nei quartieri cittadini, parte della galassia nera si fonda su una cultura diversa da quella di Milano e del Nord, per esempio anche del Veneto, altra officina della fascisteria di ieri e di oggi.
Qual è la differenza?
In queste zone c’è molto più individualismo, minore rete sociale, un'aggregazione più estemporanea e comunque non basata su temi come l'occupazione abitativa, il mutuo sociale, la lotta contro le lobby delle banche e i poteri forti, temi portati avanti da Casa Pound che sta rubando la scena alla sinistra movimentista».
Mario La Ferla ne "L'altro Che" ricostruisce il mito di Che Guevara adottato anche dalla destra militante. Destra e sinistra radicale condividono anche luoghi di aggregazione oltre che miti e ideali (antiamericanismo e no alla globalizzazione)?
Sì, penso ai centri sociali. Prima erano solo di sinistra, non era necessario connotarli politicamente. Oggi possono anche essere di destra e sono in forte crescita. Miti e ideali sono condivisi solo in parte: anti americanismo e globalizzazione (i neri la chiamano mondialismo), certo. E non solo: in alcuni casi anche le letture (Che Guevara, Saviano ecc). Talvolta c'è, da parte della destra radicale, il tentativo strategico di impossessarsi di contenuti di sinistra e riproporli sotto una nuova luce o un nuovo colore.
Neofascisti in politica: Roberto Jonghi Lavarini che presiede il comitato Destra per Milano (poi confluito nel Pdl) è stato ritratto insieme al ministro Ronchi e, da La Russa ad Alemanno, molti politici intrattengono rapporti di lunga data con la destra movimentista. In che modo è presente nelle istituzioni? Si nasconde anche sotto falso nome (Pdl) per mero opportunismo politico?
La destra militante è presente nelle istituzioni e, laddove la presenza non sia certificata ufficialmente, si basa sui rapporti quantomeno ambigui: quelli tra la destra stradaiola, radicale e estremista, spesso xenofoba e violenta, e la destra cosiddetta istituzionale, quella che si definisce moderna e liberale. Queste due destre non sono affatto lontane ma condividono in molti casi un terreno di assoluta contiguità. Sponde politiche, protezioni, sostegni.
Chi protegge i nuovi nazifascisti?
Quei politici - pubblici amministratori, sindaci, parlamentari - che magari in alcuni casi ufficialmente prendono le distanze dalle bande nere ma poi reggono il loro gioco, gli danno spazio per ingrossare le proprie fila. Molti politici, poi, non ne fanno nemmeno mistero. Ci sono connivenze - o silenzi assensi - da parte del palazzo della politica così come, per esempio, da parte dei vertici dele società calcistiche che proteggono gli ultrà filofascisti e razzisti.
Il proselitismo della destra radicale ha avuto più successo negli ultimi anni?
Sì. E questo è dovuto a diversi fattori: innanzitutto il clima socio-politico favorevole. In Italia e in Europa c'è diffidenza, paura, a volte odio nei confronti dell'immigrato, che oggi è il nemico comune delle bande nere. In un periodo di forte crisi economica riemergono le spinte nazionaliste, protezioniste, con tutti i fermenti neonazifascisti. A volte questo causa una specie di guerra tra poveri. Fasce sociali deboli che indossano la camicia nera perché i loro appartenenti si ergono a paladini della nazione, della città, del paese. Poi c'è il rallentamento di passo da parte della sinistra, che ha lasciato colpevolmente molti spazi vuoti. Nelle scuole, nei licei, nelle università, nelle piazze. E la destra radicale si è riorganizzata, facendo un'opera massiccia di proselitismo, soprattutto tra le nuove generazioni.
Adesione alla destra o alla sinistra radicale: in che cosa si differenzia l'identikit del giovane militante?
Dal punto di vista estetico, il militante dell'estrema destra ha abbandonato almeno in parte il trucidismo di qualche anno fa. E' molto meno tracciabile, si confonde nelle piazze, a volte volutamente perché la capacità di infiltrazione nella società passa anche attraverso un nuovo linguaggio e un nuovo volto. L'ultimo esempio sono state le manifestazioni di protesta contro il ministro Gelmini, che hanno visto rossi e neri quasi a fianco in piazza, salvo poi il finale di piazza Navona che sembrava pianificato per marcare differenze e territorio. Oggi il giovane militante che deve scegliere se andare a sinistra o a destra, tende a vedere più a destra l'elemento trasgressivo. Anche su questo si basa il successo di alcune organizzazioni dei "fascisti del terzo millennio".
La tua inchiesta si concentra soprattuto in Lombardia, Veneto e Lazio. Nel Mezzogiorno non ci sono esempi significativi di destra radicale militante?
Oggi meno di un tempo. Negli anni '70 e '80 questa impronta era più marcata. Poi si è un po' affievolita. Le regioni meridionali hanno un impianto sociale e politico particolare, dove gli opposti estremismi sono molto meno radicati e "in fermento2 rispetto ad altre zone del Paese.
Legge Scelba: chiunque «fa propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque «pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche» commette reato. Perchè allora sopravvivono gruppi come Forza Nuova e Fronte Sociale nazionale, che di dicono orgogliosamente fascisti?
C’è una zona grigia anche nell'apparato legislativo che permette ad alcuni partiti e organizzazioni chiaramente filofasciste di farla franca. Di muoversi sempre borderline. Non c’è solo la legge Scelba, c’è anche la legge Mancino ('93) sull'istigazione all'odio razziale e c'è l'articolo 139 della Costituziione che vieta la riorganizzaizone, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Queste leggi spesso ci sono ma non vengono applicate e si rivelano una presa in giro. Sono vilipese e calpestate ogni giorno, sotto lo sguardo miope dei nostri amministratori e di chi dovrebbe farle rispettare.
Mi sono inbattuta casualmente in questo articolo, sono andata sia a vedere la presentazione del libro a Verona e dopo pochi giorni ho deciso di comprarlo.
Non credo servano parole, il Metropolis aveva deciso già da parecchi mesi che la presentazione del libro sarebbe avvenuta in una piazza adiacente a Corticella Leoni.
A pochi giorni dalla presentazione del libro il nostro caro e beneamato sindaco Tosi ha inviato una lettera dove con giri di parole spiegava che non era piu' possibile presentare il libro dove si era deciso di presentarlo, dopo le proteste da parte del Metropolis il sindaco ha deciso di far avvenire la presentazione nella sala della biblioteca.
Non mi pare giusto, in questa città ogni volta che si cerca di far aprire gli occhi alla gente si ricevono minacce.
Viviamo in una città dove l ' odio è tangibile, girare con abiti "alternativi" comporta essere picchiati, essere discriminati.
Ci tengo solo a sottolineare che quei ragazzi che hanno pestato a morte Nicola Tommasoli, appartenevano alla tifoseria ultras dell' Hellas, erano tutti tesserati a Forza Nuova ed erano dichiaratamente naziskin, Raffaele dalle Donne frequentava la mia stessa scuola, durante le giornate di autogestione è intervenuto svariate volte difendendo coloro che erano finito in carcere per la strage di Bologna dopodichè è uscito dai cancelli, dove si stava svolgendo un presidio di Forza Nuova che era stata informata dei temi trattanti quelle giornate e stava protestando.
Potrete anche dirmi che non erano naziskin ma non vi credo,in questa città è piu' normale essere fascisti piuttosto che comunisti o anarchici.
io vorrei sapere una cosa da Michi e Cuorenerissimo(ricorda che il tuo cuore per quanto nero tu lo possa definire rimarrà fino alla fine dei tuoi giorni rosso):è possibile definirsi ultra-cattolici e avere idee politiche che innegabilmente vertono su un fantomatico peso razziale,su una xenofobia misantropa,ostentando i princìpi dello stesso fascismo che ha portato il nostro Paese ad un regime totalitario e ad una guerra mondiale??io non sono iscritto a nessun partito ma ma la mia idea di politica è spostata a sinistra,non ho ideologie ''preconfezionate'' perchè credo che oggi siano solo dei paraocchi(sia nere che rosse) ma credo in una sola cosa:la coerenza e credo che non sia opportuno acccostare a voi l appellativo ultracattolici.
Milano, 7 maggio 2009 Roberto Jonghi Lavarini, rende noto di aver già provveduto ad adire le competenti Autorità Giudiziarie, sia in sede civile che in quella penale, a ministero dell’Avv. Simone Andrea Manelli, per le gravissime lesioni alla propria reputazione, politica e privata, e del proprio nome, causate dai contenuti gravemente diffamatori, in quanto falsi e frutto di mera fantasia, degli articoli pubblicati in data 17 e 18 Marzo 2009 sul quotidiano La Repubblica - Gruppo Editoriale l’Espresso SpA ed a firma di Paolo Berizzi, nonché all’interno del libro “Bande Nere” sempre di Paolo Berizzi ed edito da Bompiani – R.C.S. Libri Spa. Nonostante le richieste di rettifica, né il quotidiano La Repubblica né, tantomeno, R.C.S. Libri Spa, si sono minimamente preoccupati di verificare l’attendibilità e la fondatezza di quanto contestato ed a firma di Paolo Berizzi. “Ha ragione il Presidente Silvio Berlusconi a condannare duramente le continue menzogne e le sistematiche mistificazioni della sinistra (comunista, giacobina e radical-chic), ben rappresentata da La Repubblica, volte a colpire gli avversari politici, distorcendo completamente la realtà. Menomale che Silvio c’è…” questa la dichiarazione di Roberto Jonghi Lavarini.
D'accordo con Miki. Razzista, ultracattolico e nazionalista? embe'? e quindi, che vogliamo fare di noi, un falo'? Se non istigo alla delinquenza, se non istigo alla discriminazione, posso non volere gli stranieri e non essere affascinato dalla new age o da derive omosessuali? Bisogno tutti essere come volete voi?
E quali sarebbero gli attacchi razzisti di Roberto Fiore cara Eleonora?
questo libro è una buffonata.
MA SECONDO TE è FARE INFORMAZIONE SCRIVERE:"...Nicola Tommasoli è stato ucciso da un banda di giovani naziskin..." QUANDO, OLTRE AD ESSERE STATO APPURATO CHE NON ERANO NAZISKIN, TI STAI OCCUPANDO DELLE ORGANIZZAZIONI DELLA DESTRA EXTRAPARLAMENTARE???
OPPURE SCRIVERE: "...I NUOVI NAZI..." BEH, IO NON SONO UN NAZI, HO UNA FISANZATA, UNA FAMIGLIA, DEGLIA AMICI E SONO SIMPATICO MENTRE X TE SONO UN RAZZISTA, ULTRACATTOLICO(ma è reato anche questo?), NAZIONALISTA CON DERIVE NAZIFASCISTE...INSOMMA,PROBABILMENTE RIMARRAI DELLA TUA IDEA.IO DELLA MIA, QUESTA NON è INFORMAZIONE MA PROPAGANDA.
ELEONORA DELLO STAFF, ALCUNE DI QUELLE FRASI CHE HO ESTRAPOLATO SONO INESATTEZZE, SE DOVESSI METTERMI A SPIEGARE TUTTO NON FINIREI + (AD ESEMPIO CUORE NERO A MILANO NON HA NIENTE A CHE VEDERE CON FN, DEL FRONTE NAZIONALE HO GIà SCRITTO...) ALTRE LE TROVO PESSIME INFORMAZIONI VOLTE A DISCRIMINARE TUTTA LA GENTE PER BENE CHE C'è IN QUEI MOVIMENTI (RAPPORTI CON POLITICI, SPALLE COPERTE...SI,INTANTO INCENDIANO LE SEDI...)LA NOIA LA CONSTATA CHI PENSA CHE L'INFORMAZIONE NEL 2009 SIA GIUSTA E INVECE SI RITROVA ALEGGERE TANTI LUOGHI COMUNI E TANTE, SCUSA IL TERMINE, CAZZATE.LA PARTECIPAZIONE A QUESTO BLOG TE LO DIMOSTRA. SALUTI
A me pare che Miki abbia espresso dei concetti chiari , attraverso i punti distorti della Vostra realtà. Non mi pare che a quei punti, sia stato acceso il dibattito da parte vostra.
Ma vi rendete conto che ad esempio a Firenze, 10 giorni fa, è stata attaccata la sede della FIamma Tricolore da 50 attivisti dei centri sociali,senza alcuna provocazione da parte dei ragazzi di destra,che erano appunto dentro la sede a svolgere attività elettorale, e che nessuna ha detto niente? solo due righe sulle pagine locali, parlando appunto di scontri tra estremisti di destra e di sinistra.E' una vergogna,solo che è una vergogna per pochi.Nessuno si indigna.Nessuno invoca, in questo caso, allo squadrismo piu' becero. Ma perche' si parla sempre dell'intolleranza e della violenza dei ragazzi di destra,quando non ci sono mi sembra, grandi episodi di attacchi a marocchini , sinistroidi e rom da parte dei neo fascisti.Poi cari signori, direi che è appropriata la definizione di neo-fascisti,quanto meno avete chiaro il concetto che di fascista non c'è niente se non qualche libro negli armadi.
Constato con una certa noia che ogni volta che pubblichiamo un'intervista a chi si è occupato alla storia della destra movimentista del presente (Claudio Lazzaro e Paolo Berizzi) o del passato (Nicola Rao), le critiche nei commenti non intendono mai sollevare un dibattito costruttivo, ma solo delegittimare gli autori. Peraltro senza argomenti convincenti.
Peccato, credo sia un'occasione persa.
CasaPound di Bologna data alle fiamme. Due ragazzi salvi per puro miracolo. Berlizzi sei un verme.
DIMENTICAVO, IL FRONTE SOCIALE NAZIONALE DA + DI 1 ANNO NON ESISTE +...MOLTO PREPARATI DIREI...MA DAI...
DIMENTICAVO, IL FRONTE SOCIALE NAZIONALE DA + DI 1 ANNO NON ESISTE +...MOLTO PREPARATI DIREI...MA DAI...
1.Claudio Lazzaro, ex inviato del Corriere e regista di Nazirock è stato minacciato da Forza Nuova
2.Nicola Tommasoli è stato ucciso da un banda di giovani naziskin
3.A Milano Cuore Nero è il centro di gravità di Forza Nuova
4.Talvolta c'è, da parte della destra radicale, il tentativo strategico di impossessarsi di contenuti di sinistra e riproporli sotto una nuova luce o un nuovo colore
5.la destra stradaiola, radicale e estremista, spesso xenofoba e violenta, e la destra cosiddetta istituzionale, quella che si definisce moderna e liberale. Queste due destre non sono affatto lontane ma condividono in molti casi un terreno di assoluta contiguità. Sponde politiche, protezioni, sostegni.
6.Quei politici - pubblici amministratori, sindaci, parlamentari - che magari in alcuni casi ufficialmente prendono le distanze dalle bande nere ma poi reggono il loro gioco
7.salvo poi il finale di piazza Navona che sembrava pianificato per marcare differenze e territorio
8.Queste leggi spesso ci sono ma non vengono applicate e si rivelano una presa in giro. Sono vilipese e calpestate ogni giorno, sotto lo sguardo miope dei nostri amministratori e di chi dovrebbe farle rispettare.
QUESTE SONO LE INESATTEZZE DI UN'INTERVISTA IMPARZIALE, PROPAGANDISTICA E POCO PREPARATA. SI PUò ANCHE SCRIVERE CHE NON FOMENTA L'ODIO E LA PAURA MA QUESTI SONO I MEZZI DI CHI DECIDE CHI PUò PARLARE E CHI NO...RIPETO, RIDICOLO
XII disposizione transitoria: È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
Non è un articolo della costituzione, bensì una norma TRANSITORIA. Siamo nel 2009, se proprio non si vuole abolire una norma TRANSITORIA vecchia di 60 anni, almeno la si aggiorni, tenendo conto della Storia. A 20 anni da Tienanmen e la caduta del Muro di Berlino, sarebbe bello se la norma dicesse:
È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, di qualsiasi partito si rifaccia a un'ideologia totalitarista. Ergo, addio partiti comunisti, pseudocomunisti, postcomunisti ecc.ecc...
Quali inesattezze?
Art. 139. della Costituzione Italiana:
La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.
E la perla dell'intervista c'è anche nel libro... Oltre a difenderla la Costituzione, che Berizzi l'abbia mai letta?
Legge Mancino e Legge Scelba, vere leggi liberticide. Cosa vorreste metterti in galera ad esempio perche' mi piace baloccarmi con libri di storia di argomenti dove non era nato neanche mio nonno.Siete ridicoli! parlate della libertà come se fosse solo ad uso esclusivo delle vostre idee?
Miki, quali inesattezze?
Condivido con Miki, già a partire da Tommasoli ucciso dai naziskin si capisce che il libro è fatto per vendere. Alla faccia di chi cresce sulla paura degli immigrati....Berizzi cresce sulla paura dei fasci.
Pieno di inesattezza questa intervista, immagino il libro. Così non si fa informazione, si fomenta solo odio. Ridicolo
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alle 22:59
14gabry88
giornalisti di merda...fate schifo...non sapete neanche quello che dite...in quanto al caso tommasoli..avete detto che e stato ucciso da una banda di giovani naziskin...ma con che coraggio pronunciate questa parola che non sapete neanche cosa significa,parola come tante inventata dalla stampa e appunto dal giornalismo per catturare l'attenzone della gente,per scandalizzare,per raccontare PALLE.io conosco due dei ragazzi dell'aggressione a tommasoli e potrei permettermi di giudicare,voi NO.