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Berlusconi incontra Gheddafi e quella foto coloniale: Omar al Mukhtar e i bei tempi andati

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 10 Giugno 2009, 14:43 in In evidenza di Eleonora Bianchini
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UPDATE! 11 giugno 2009 Oggi Gheddafi ha parlato ai senatori a Palazzo Giustiniani e in questo momento sono ancora in corso scontri alla Sapienza da parte degli studenti. Qui trovate tutti gli aggiornamenti. Rosario Mastrosimone su Sostenibile rievoca alcuni trascorsi del leader libico, dal lancio dei missili contro l'Italia nel 1986 alla violazione dei diritti umani. Da leggere anche Alessandro D'Amato che su Giornalettismo ricostruisce l'ipocrisia dei figli di Voltaire a destra e sinistra ancora arroccati alle colpe del colonialismo italiano.

Gheddafi dalla Libia non viene in pace. Il leader nordafricano che si avvicina ai suoi primi 40 anni di potere, giunge a Roma, pretende la tenda a Villa Pamphili e scende dall'aereo presidenziale: pare un collage tra un'alta carica militare, Michael Jackson e Renato Zero, fresco di tinta nerissima e occhiale semioscurato. Sulla giacca ha appuntato un'immagine black and white.

Tanto per rendere noto che la memoria storica non si confonde nel logorio del tempo, Gheddafi esibisce la foto di Omar al Mukhtar, eroe nazionale libico che guidò la rivolta anticoloniale tra il 1923 e il 1931 fatto infine assassinare da Rodolfo Graziani nell’ambito del genocidio commesso dagli italiani in Cirenaica. Gennaro Carotenuto riporta un articolo di Nigrizia:

Quando Omar al Mukhtar assume nel 1923, per delega di Mohamed Idris, capo della Senussia, la guida della resistenza anti-italiana in Cirenaica, ha già 63 anni e alle spalle una intera esistenza spesa ad insegnare il Corano nella moschea di Zawihat al Gsur, un villaggio agricolo tra Barce e Maraua.

Il generale Graziani, che finirà per batterlo, ricorrendo ad ogni mezzo, così lo descrive: «Di statura media, piuttosto tarchiato, con capelli, barba e baffi bianchi, Omar al Mukhtar era dotato di intelligenza pronta e vivace; era colto in materia religiosa, palesava carattere energico ed irruente, disinteressato ed intransigente; infine, era rimasto molto religioso e povero, sebbene fosse stato uno dei personaggi più rilevanti della Senussia».

Omar al Mukhtar, infatti, non è soltanto uno splendido esempio di fede religiosa, di vita semplice ed integerrima. È anche il costruttore di quella perfetta organizzazione politico-militare che gli italiani riusciranno a frantumare soltanto alla fine di un decennio di lotte e utilizzando mezzi assolutamente straordinari.

In tanti, dai radicali all'opposizione, si oppongono al discorso di Gheddafi atteso per domani in Senato. Per capirne (alcune) ragioni, basta leggere Passineldeserto.   

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10 Giu 2009
alle 15:45

Paolo Zeriali

La visita di Gheddafi è un'autentica vergogna. Dopo essersi inginocchiato a Bush mentre tutto il mondo contestava il presidente americano (l'Italia e l'Albania erano tra i suoi pochi sostenitori...), ora Berlusconi si abbassa anche ad applaudire Gheddafi. Ma i cittadini di Lockerbie lo sanno? E poi ci meravigliamo se la stampa inglese attacca Berluscolandia? E tutto questo perché altrimenti la Lega gli toglie la sedia da sotto il culo e Papi si trova gambe all'aria...

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