Ore 18.25: contattiamo Omid via Skype. Vive a Teheran ed è un ingengnere di 34 anni. Non vuole rispondere alle domande sulle proteste, anche se siamo in chat, perché teme di essere controllato. Spiega che ieri è andato a manifestare, ma oggi non andrà. Sa che il parziale riconteggio dei voti deciso da Khamenei non porterà a nessuna variazione del risultato elettorale. E' chiaro che Ahmadinejad sia stato rieletto per la seconda volta Presidente della Repubblica islamica.
Ore 18.22: altri real time tweets from Iran qui
Ore 16.16: segnalazioni via Skype: qui altre immagni degli scontri
Ore 15.54: Ahmad, iraniano trasferito in Malesia, ci ha segnalato il video delle proteste di ieri davanti alla sede dell'Onu a Kuala Lumpur
Elezioni in Iran, la protesta fa il giro del mondo. Dopo la marcia di ieri a Teheran, da Piazza della Rivoluzione a Piazza della Libertà e 7 vittime, sono previste per le 19 ora italiana (17 ora locale) altre proteste a Piazza Vali-e Asr. Questa mattina via Skype siamo riusciti a contattare alcuni manifestanti che hanno inviato le foto della gallery (da newpersia, tehranlive e gooyanews) e ci hanno riferito del blocco di Facebook e della banda larga in numerose zone della città. Alcuni hackers pro Mousavi hanno oscurato il sito di Ahmadinejad e i portali istituzionali. Ma la Rivoluzione corre sul web 2.0, come ha spiegato Mahnaz Afkhami ad Alessandra Farkas: l'Iran, dove il 70% della popolazione ha meno di 30 anni, è una nazione di cibernauti che sta guidando questa nuova rivoluzione con Twitter, You Tube e Facebook. Che sono mille volte più avanti dei media internazionali nel raccontare cosa accade nel Paese. Non dimentichiamoci poi che tra i blog ger più agguerriti ci sono molte donne. Per ora vi consigliamo di leggere il bignamino di Francesco Costa, come lo rinomina Lucacicca, gli utilissimi link di Internazionale e le immagini di bigpicture. Vi aggiorneremo nelle prossime ore.
Rosario Mastrosimone su Sostenibile puntualizza che, in ogni caso, Ahmedinejad è solo una faccia del regime degli ayatollah, e nel sistema reale di potere interno all'Iran ha un'influenza molto limitata. Inoltre, i numeri sulle proteste sono gonfiati oltremisura dalla stampa, tanto che c'è chi riesce a scrivere di milioni di iraniani in un certa piazza, quando in realtà sono non più di alcune migliaia (comunque tantissimi, in un Paese dalla libertà stritolata).
Per verificare le irregolarità di voto che hanno scatenato le proteste, Joshua Evangelista di Reporters scrive che Bill Keller, direttore del New York Times, è volato a Teheran e ha scritto un articolo colmo di approfondite notizie raccolte dalle strade della capitale sui brogli elettorali.
E a proposito di par condicio prelettorale: i candidati alla presidenza hanno avuto ciascuno due ore a disposizione per esporre i propri programmi in televisione e alla radio. Ahmadinejad ne ha avute venti. Ieri abbiamo linkato i siti e gli account twitter da cui è possibile seguire le proteste. Per sfuggire al blocco governativo è si consiglia l'utilizzo di Tor, e qui e qui (#teheran) si susseguono continui update.Ecco la gallery degli scontri di ieri.
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alle 02:05
giuseppe
Ai signori governanti del mondo democratico vorrei dire......
ora voglio vedere quale paese così detto democratico vorra avere il coraggio di rifiutare aiuto a questa gente