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Giu 0917

Teheran contro Ahmadinejad, parla Sara: sms bloccati, brogli elettorali e gli scrutatori di Mousavi

Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 09:04 in Interviste


iraneltwit.jpg

Ore 16.08: secondo #iran su twitter è impossibile inviaree ricevere sms (screenshot sopra)

Ore 15.18: Sara si è spostata in un Internet cafè: hanno disattivato la sua connessione a casa. Spiega che durante il primo giorno le proteste erano contro le irregolarità di voto. Ieri e oggi, invece, sale la rabbia nelle strade di Teheran per la ferocia con cui la polizia e Basiji attaccano senza ragione i manifestanti. Sta tentando di inviarci alcune foto dal suo cellulare, ma la connessione non è stabile.

Ieri abbiamo contattato via Skype e Facebook alcuni ragazzi iraniani scesi in piazza durante gli scontri a Teheran. La linea su Skype non era stabile, alcuni temevano di essere controllati anche in chat e, per lo stesso motivo, su alcuni telefoni non si poteva parlare liberamente. Ma durante la giornata i cellulari funzionavano ancora. Qui trovate tutti i link ai siti di informazione e account twitter con costanti aggiornamenti. Con qualche difficoltà siamo riusciti a contattare via Facebook Sara, insegnante universitaria 41enne testimone dell'uccisione di una dei 7 morti. Insieme abbiamo discusso di sms bloccati, brogli alle urne e proteste nelle altre città iraniane. Ecco cosa ci ha detto.

Sara, i sostenitori di Mousavi sono scesi in strada per contestare il risultato elettorale che vedrebbe Ahmadinejad vincitore. Eppure ieri erano in molti anche a favore del nuovo Presidente scesi in corteo.

Mousavi ha più sostenitori Ahmadinejad nelle grandi città come Teheran, Shiraz, Esfahan, Ahvaz, Rasht e Karaj. Tuttavia i fan del regime sono più organizzati e dispongono dei mezzi di comunicazione, ovvero tv di Stato, radio e giornali. Per rispondere alle proteste dei giorni scorsi il governo ha mandato alcuni bus nelle città limitrofe per raccogliere i sostenitori del regime che la polizia, ovviamente, lascia liberi di sfilare per le strade.

A Teheran protestano, ma nessuno parla del resto del paese. Che cosa succede oltre la capitale?

Le proteste non sono solo a Teheran. Su YouTube ci sono video di rally organizzati in altre città iraniane. L'esercito e Basij hanno attaccato le università di Esfahan, Shiraz, Mashhad e Tabriz. Ieri il rettore di Shiraz ha rassegnato le dimissioni dopo le violenze contro gli studenti.

Khamenei ha proposto il riconteggio dei voti solo in alcuni seggi ma ha ribadito che, in ogni caso, non si andrà a nuove elezioni. Quindi, con ogni probabilità, Ahmadinejad è il nuovo Presidente. Credi che si spegnerà il fuoco delle proteste?

No. Credo che proseguiranno fino a che Mousavi e Karoubbi non otterranno il rinvio a nuove elezioni.

La Rete ha avuto un ruolo importante in questi giorni e tra Facebook, twitter e YouTube il dissenso contro Ahmadinejad è arrivato intutto il mondo. Qual'è la situazione al momento?

Peggiora di giorno in giorno. Il governo ha bloccato l'invio e la ricezione di sms, i cellulari non funzionano la notte e alcuni sono fuori uso anche di giorno. Hanno oscurato molti siti, incluso quello di Mousavi e dei suoi sostenitori. La scorsa notte hanno bloccato anche Yahoo! Messenger e mail, Skype e Gmail. Vogliono isolarci, è evidente. Sanno che sul web riceviamo aggiornamenti e notizie dai nostri amici.

Ieri Mousavi ha invitato i suoi sostenitori a non scendere in piazza. Perché?

Il ministro degli Interni non ha riconosciuto le proteste che, dunque, sono illegali. La polizia e Basij sono a favore di Ahmadinejad e si arrogano il diritto di scagliarsi contro i manifestanti.

Credi che si siano verificati brogli elettorali in queste elezioni?

Si, ci sono molte ragioni.

Ci sono state avvisaglie?

Si. Prima delle elezioni un membro del Ministero degli Interni aveva indirizzato una lettera anonima a politici e leader religiosi, avvisando dei brogli che ci sarebbero stati. Alla lettera il governo ha replicato con una purga al Ministero degli Interni.

E Ahmadinejad come ha contribuito?

A due mesi dal voto è andato a fare campagna elettorale nelle regioni più povere che ha finanziato con un apposito piano governativo.

E ai seggi?

Le urne non sono state sigillate di fronte agli scrutatori dei 45.000-50.000 seggi che hanno subito anche il blocco degli sms durante il voto. Per loro era uno strumento indispensabile che consentiva di comunicare con i candidati. Inoltre il Ministero degli interni non ha accettato il 20% degli scrutatori di Mosavi.

E sulle schede?

Hanno detto di avere stampato circa 56 milioni di schede elettorali anche se solo 44 milioni di persone hanno diritto di voto. Poi i sondaggi.

Ovvero?

Prima delle elezioni erano a favore di Mousavi.

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Commenti

1. fab, Giovedì 18 Giugno 2009 ore 15:44

Ahmadinejad PRESIDENTE anche in ITALIA

2. Paolo, Venerdì 19 Giugno 2009 ore 13:33

Ahmadineja è un pazzo sanguinario... un dittatore... cmq.. io non riesco a mettermi in contatto con tehran tramite skype, qualcuno sà se è bloccato anche oggi????

3. Eleonora, Blogosfere Staff, Venerdì 19 Giugno 2009 ore 13:59

Paolo, a quanto mi hanno scritto da Teheran (da un internet cafè) da ieri sms e facebook non funzionano e da questa mattina anche Skype pare sia fuori uso.

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