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Berlusconi scoperto, Lodo Alfano bocciato: è la scossa di Massimo D'Alema?

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 15 Luglio 2009, 16:17 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini
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Che fossero queste le seconde scosse - dopo le prime profetizzate da Lucia Annunziata - a cui aveva accennato Massimo D'Alema? Le ipotesi erano due: o la pubblicazione di altre foto osè in seguito all'inchiesta di Bari o la dichiarazione di incostituzionalità del Lodo Alfano. Pare sia arrivata la seconda. Infatti la sesta commissione del Csm ha stabilito che:

Viola almeno quattro principi costituzionali, a cominciare da quello sull'obbligatorietà dell'azione penale, e avrà effetti "devastanti" sull'"efficacia" delle indagini il ddl Alfano sulla riforma del processo penale. E inoltre, "rafforzando la dipendenza della polizia giudiziaria dal potere esecutivo" e al tempo stesso "estromettendo il pm dalle indagini" , potrebbe permettere al governo di controllare o quanto meno di condizionare l'azione penale. La stroncatura senza appello del provvedimento che riforma il processo penale viene dalla Sesta Commissione del Csm.

Ma non finisce qui.

Infatti (dal Corriere):

Il parere, che in Commissione è stato approvato con procedura d'urgenza, potrebbe essere discusso già giovedì dal plenum di Palazzo dei Marescialli, dove sarà portato con procedura d'urgenza. E mette sotto accusa le norme-chiave del provvedimento che riguarda il processo penale e non le intercettazioni (oggetto di un altro ddl), a cominciare appunto da quella che ridisegna i rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria. Oltre all'obbligatorietà dell'azione penale, le norme all'esame del Senato -secondo i consiglieri- violano i principi costituzionali del giudice naturale (articolo 25), della ragionevole durata dei processi (articolo 111), e il contenuto dell'articolo 109 della Carta, secondo cui l'autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria. E inoltre la stessa ratio della norma su cui si appuntano i maggiori strali dei consiglieri è «in conflitto» con il ruolo che la Costituzione assegna al pm di «garante della legalità dell'azione penale e dei diritti dell'indagato e dell'imputato». Non a caso tra le conseguenze negative del ddl, i consiglieri indicano anche la «minor tutela degli interessi della difesa», oltre alla «dilatazione» dei tempi dei procedimenti.

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2 commenti
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16 Lug 2009
alle 10:29

Alessio

Colpo di stato?. Ricorda caro luca ( annebbiato secondo me ) che un magistrato studia e nasce magistrato, non parla se non consulta la legge e basa tutto ciò che fa in base a quello. Il magistrato ricopre il suo ruolo per meriti riguardo alla sua competenza e completezza, non ha e non deve avere conflitti di interessi, è l'anello di una catena ( costituzionalmente costruita ) che non lascia spazio ad interpretazioni personali. Invece un politico è tutt'altro. Ora alla luce di tutto questo, non facciamo il gravissimo errore di gettare fango sull'ultimo baluardo della giustizia in questo paese, perchè se cominciamo a dubitare di questo ( solo perchè conviene a pochi ) sarà il caos. Questo comportamento è da rivedere, pensaci.

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15 Lug 2009
alle 17:27

luca

abbiamo un colpo di stato in atto da parte della magistratura!!!  finalmente arriviamo allo scontro finale Democrazia sotto tutela dei magistrati o vera democrazia?  ci aspettano tempi lugubri , lo scontro sarà durissimo. ecco riuscire fuori Scalfaro, Ciampi , e chissà quanti altri . finalmente sapremo chi è il grande vecchio!  ( strano che Andreotti non parli)

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