Brutale ed efferata. La repressione dell'esercito cinese a Urumqi contro la minoranza Uighur si è consumata impietosa, mentre la Rete è riuscita a fare filtrare pochissime immagini e testimonianze di citizen journalism: secondo quanto riporta l'APCom, è di almeno 140 morti e 828 feriti il bilancio delle vittime degli scontri etnici scoppiati ieri nella provincia cinese di Xinjiang: lo ha reso noto l'agenzia di stato Xinhua, secondo la quale gli arresti sarebbero centinaia.
Secondo quanto riporta Repubblica, però, il bilancio sarebbe assai più negativo: 156 morti, oltre 800 feriti e 1.434 arresti.
Sull'accessibilità di Internet, l'aggiornamento arriva da Cinaoggi secondo cui da poche ore, non è più possibile accedere a Facebook e Twitter. Flickr funziona, ma le foto sono oscurate. Le proteste nello Xinjiang evidentemente hanno portato il governo all'ennesimo giro di vite sui vari siti di social network, considerati troppo scomodi in questi momenti di tensione.
Su Flickr abbiamo trovato un'immagine molto cruda caricata da un utente. Qui sotto uno screenshot, cliccate sopra per vederla:
Nel giorno in cui il premier cinese Hu Jintao è a Roma, scrive Terranews, Napolitano invita al rispetto dei diritti umani e Berlusconi tace dinanzi alla strage. E riscostruisce la vicenda:
La tragedia era nell’aria quando, domenica scorsa, migliaia di giovani uiguri sono scesi per le strade di Urumqi, capitale della provincia autonoma dello Xinjiang, anche conosciuta come Turkestan orientale, protestando per quanto avvenuto pochi giorni fa in una fabbrica nel Guangdong, un’altra regione nel lontano Sud della Cina. Lì esponenti dell’etnia maggioritaria han e immigrati uiguri si erano scontrati a causa di un’accusa di violenza sessuale ai danni di una ragazza han e due lavoratori provenienti dal Nord erano rimasti uccisi.
Per questo i giovani uiguri dello Xinjiang hanno preso di mira la comunità han, incendiando auto, negozi e case private. Secondo i funzionari del governo cinese, dietro i tumulti vi sono i servizi segreti occidentali e il Congresso mondiale uiguro (Wuc), organismo politico indipendentista membro dell’Unpo, Unrepresented nations and peoples organization. «I disordini sono un evento anticipato e organizzato dalla criminalità violenta.
Solite notizie mistificate, il 70 % delle vittime sono di etnia Han, il 30% rimanente Uighure solo che in nome del cattivo cinese si preferisce mettere in risalto questo 30% cosi da far passare i fatti secondo come fa piu comodo. Si e' trattata di un vero e proprio agguato ai danno di cittadini Cinesi e le cifre (mai smentite da alcuna fonte) sono chiare, poi se si vuol fare vedere le foto del povero uighuro ucciso come se la parte cinese non contasse nulla, beh questo e' il modo di fare giornalismo in Italia e quindi nulla da stupirsi. Sul fatto che facebook sia chiuso e' una stupidaggine e fobia del governo cinese (ma sembra che con il decreto Alfano la malattia si allrghi) che dimentica come le rivolte si possono organizzare in mille altre maniere, quella di Urumqi e' nata via Sms.
Ciao a tutti,io sono arrivato oggi in cina,sono a 45 minuti da shanghai,in hotel e non riesco ad andare su facebook.Non capisco il motivo,visto che sono stato quì a marzo e aprile e potevo andarci senza problemi.Mi sapete spiegare il motivo,e se è una cosa passeggera oppure no? Visto che devo rimanere quì 2 mesi.
@andrea: grazie, se hai altre informazioni facci sapere.
@talebano: certo che sono possibili altri scambi. Come per l'Iran, vediamo che in Rete circolano informazioni che la stampa non riesce a raccogliere (o quanto meno non in tempo reale) e arrivano testimonianze "dirette".
Sembra che le rivoluzioni si possono fare solo se funzionano facebook e twitter...... come se la rete non permettesse altri scambi
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alle 06:27
luca
@ livio
queste interruzioni possono essere temporanee, flikr e' stato bloccato alcune volte in passato pero in realta' non era bloccato il sito ma la visione delle foto che con un plug in scaricato da internet puoi ripristinare quindi abituati a vivere senza facebook se rimani in Cina (credo si possa sopravvivere comunque) e se riprende appena si calmano le acque meglio.
Per un momento mettiamoci nei panni di un governo giovane che si trova a dover fronteggiare delle emergenze che sono vere e propri atti di guerriglia organizzati e non proteste pacifiche represse come si vuol fare credere.
In ogni caso l'accesso a Internet per il rimanente e' libero come potrai verificarlo da solo