G8, Carfagna come Maria Goretti da Ratzinger. Dal Comitato 3e32 sale la protesta: "Yes, we camp"

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Scusate, non siamo nè ipocritipuritani. E' solo che il fanciullino pascoliano, davanti a certe immagini, rinnova il suo stupore. L'iter fino a oggi comunque, ci aveva preparato a un evento del genere. Agil inizi fu Magalli, poi venne Il sabato del villaggio e non vogliamo ripercorrere tutte le comparsate tv. Poi siamo passati dal sadomaso dei book fotografici (quando era ancora bella tornita) alla maschera istituzionale della Maria Goretti, perfetta soldatessa di maggioranza mentre canta l'apologia di sè stessa versus Sabina Guzzanti a Matrix. Oggi la vediamo nella foto (sopra, ultima a destra) coperta da un velo nero, in visita da Ratzinger. E' lei, Mara Carfagna. Sulla sinistra l'altra fedelissima Mariastella Gelmini (il criterio cieca fedeltà a Silvio B. è stato determinante nella selezione delle presenze rosa al G8. Stessa ragione per cui Prestigiacomo e Meloni sono rimaste fuori). Bene, un minuto di silenzio e passiamo ad altro. 

G8 sì, ma che non sperino nel silenzio degli aquilani. Mentre la situazione non desta ancora preoccupazione - o quanto meno non sono ancora pervenuti segnali di disordini - sulla collina di Roio, nei pressi del capoluogo abruzzese, il Comitato3e32 (che già avevamo sentito per commentare la lettera di Andrea Gattinoni) riformula il motto obamiano da "Yes, we can" a "Yes, we camp". Come dargli torto.

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Nell'attesa dell'inizio dei lavori, Tiziano Scolari su Scheggedivetro pubblica la lettera di un vigile che da mesi opera tra gli sfollati. Ecco cosa scrive:

[…] Noi vigili del fuoco siamo solo delle braccia e come tutte le braccia mal pagate e senza alcun tipo di assistenza. Dall'inizio del terremoto i nostri turni sono di 24 ore (normalmente il turno è di 12) e per ora, sono passati due mesi e mezzo, questi straordinari non ci sono stati pagati.

La motivazione è che i soldi per pagarci non ci sono.

Ma a noi è più che evidente come i soldi (quei pochi che ci sono) vengano usati per altro, per cose ben più importanti della retribuzione di chi sta lavorando da oltre due mesi a ritmi sovrumani, i soldi sono meglio impiegati per i lavori d'ampliamento dell'areoporto di Preturo, punto di accesso per i "grandi", o per l'allestimento di piattaforme per l'atterraggio del Papa che poi disdice (costituendo una spesa notevole in termini di materiale, personale e mezzi impiegati).

Continua a leggere la lettera su Scheggedivetro

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