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Shanghai 2010, "Italia degli innovatori": la Cina per il Made in Italy. Parla Edoardo Colombo

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 9 Luglio 2009, 16:08 in Comunicazioni, Interviste, Italia di Eleonora Bianchini


"Italia degli innovatori", la corsa è iniziata. Il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta in collaborazione con il Commissario generale del Governo per l'Expo Beniamino Quintieri hanno deciso di selezionare per l'Esposizione universale di Shanghai 2010 - dal 1 maggio al 31 ottobre - le aziende italiane che si distingueranno per innovazione ed eccellenza tecnologica (qui e sopra il bando) ispirate dal leit motiv "Better City, better life".

Una vetrina importante per il Made in Italy che si affaccia così sul mercato cinese attraverso la garanzia di un canale istituzionale che assicura prestigio e visibilità. Una possibilità da valutare con attenzione, vista la difficoltà delle PMI ad entrare su uno scenario globale altamente competitivo in cui le piccole aziende faticano ad emergere rispetto alle grandi imprese.

"L'obiettivo è promuovere l'eccellenza italiana", spiega Edoardo Colombo, membro del gruppo di lavoro per "Italia degli innovatori". Lo abbiamo incontrato per discuterne insieme.

Shanghai 2010 sarà un trampolino di lancio per le PMI selezionate.

Sì, ma non ci fermiamo all'Expo. Stiamo pensando ad altri contesti dove riproporre in futuro altre competition simili, dove le aziende possono affacciarsi sul mercato internazionale a costo zero, tramite il Ministero per l'Innovazione.

Quali saranno i criteri di selezione?

Le aziende devono rappresentare l'innovazione in tutte le sue forme, materiale o immateriale. E' essenziale, tuttavia, che i prodotti siano di interesse per il mercato cinese e di facile comprensione per potenzialità e utilizzo.

Ci sono settori privilegiati?

No, si spazia dalla tecnologia fino al settore agricolo, alimentare o al design. Con Better City, better life non intendiamo solo innovazione software.

Avete ricevuto molte domande finora?

Sì. Ma è top secret sui numeri.

Nel bando si parla di web con la sezione di Expo on line. Di cosa si tratta?

E' il nostro spazio in Rete dove, oltre ai prodotti presenti nel padiglione italiano, verranno presentati i progetti che fisicamente non si trovano a Shanghai per motivi logistici.

Ad esempio?

Non sarebbe possibile trasportare una centrale di compattazione rifiuti. Quindi la presentazione dettagliata sarebbe online e presente al padiglione con un modellino.

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