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Barack Obama e il dibattito ferocissimo sulla riforma della Sanità

Venerdì 7 Agosto 2009, 12:00 in Mondo di
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di Debora Billi

La nostra stampa non ne parla, i TG sono troppo occupati a fornirci ricette per le vacanze. Eppure, in USA è in atto un dibattito ferocissimo che sta dividendo l'opinione pubblica: la riforma della Sanità

Obama aveva promesso di far passare alla storia l'attuale sistema sanitario americano: quello a pagamento, quello basato sulle assicurazioni sanitarie, quello dei 40 milioni di cittadini senza assistenza medica, quello insomma che Michael Moore ha descritto così bene nel suo documentario Sicko.

Negli ultimi giorni mi sono divertita ad assistere alla discussione in alcuni affollati forum americani, e ho scoperto molte cose interessanti: principalmente, l'approccio psicologico al problema. E' curioso vedere, ed è così lampante per noi, come un "lavaggio del cervello" abbia funzionato negli anni su un'intera popolazione.

Chiunque si affacci per sostenere la bontà del sistema sanitario gratuito viene accusato di essere un comunista. L'idea profondamente assisa nei cervelli americani è la seguente: "La sanità gratuita è da Stato socialista. Il nostro sistema è capitalista, quindi la sanità deve rimanere a pagamento. La proposta di Obama è tutto un trucco per far diventare gli Stati Uniti un Paese socialista o comunista."

Ai nostri occhi è evidente come un tale ragionamento non abbia né capo né coda. Tutti i Paesi occidentali hanno un sistema sanitario pubblico (dalla Gran Bretagna, alla Francia, fino al loro vicino Canada), e nessuno di essi è bolscevico. Inoltre, rinunciare ai vantaggi di curare malattie gravi e costose in modo gratuito solo per non sentirsi "socialisti" sembra una forma di autolesionismo priva di senso.

Eppure, tale pensiero è perseguito in modo pervicace e persino senza alcun appiglio concreto: il fatto che ad esempio la sanità pubblica sia costosa, o che comporti un aumento delle tasse, viene infatti completamente ignorato e menzionato raramente. Tutta la discussione verte sul "comunismo" in agguato.

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