Gay in Vaticano e potere a Dino Boffo: Monsignor Giovanni Climaco Mapelli e la Chiesa a due facce

Scritto da: -

collage.jpg

Un paio di spunti interessanti tratti da due blog. Punto primo a margine del caso Boffo: l'Italia è omofoba oppure no? Metilparaben ha raccolto i titoli del Corriere sulle scaramucce gay versus etero e sui pregiudizi omosessuali sfociati in fatti di cronaca. Il risultato è nel collage che vedete sopra, giudicate voi.

Eppure siamo testimoni del paradosso del caso Boffo: la Chiesa esprime massima solidarietà nonostante gli atti giudiziari, ora secretati per ordine del gip per non pregiudicare la riservatezza del direttore di Avvenire, che confermano la sua omosessualità e il patteggiamento per molestie (peraltro dopo avere mentito sfruttando il nome di un tossicodipendente deceduto).

Insomma, mai si era vista una Chiesa tanto pro gay come in questi giorni, tanto da guadagnarsi le simpatie dell'Arcigay (sic!) e della stampa di sinistra. E poi spunta questa bella intervista su Giornalettismo.

Anna Esposito incontra Monsignor Giovanni Climaco Mapelli, Primate ortodosso della Chiesa Antica Cattolica ed Apostolica di Monza, Milano e Lombardia. Da laico, Mapelli studia  in un’università cattolica, viveper gran parte della sua vita in ambienti cattolici, diventa uno stimato insegnante di Religione cattolica dal 1982 al 1993 per la Diocesi di Milano, in circa 20 Istituti di Istruzione Superiore presenti in Milano, Monza e Bergamo, dietro nomina del Cardinale Carlo Maria Martini. Poi nel 1993 l’uomo Mapelli avverte l’urgenza di scrivere una lettera al Cardinale, confessando la sua omosessualità. La conseguenza fu il licenziamento: Mapelli non è stato più considerato idoneo a svolgere il suo lavoro di docente.

’Italia è in forte regressione sul versante omofobia ed è ancora troppa l’ignoranza e l’ipocrisia diffuse. Soprattutto negli ambienti cattolici, dice Mapelli. Vi riportiamo solo uno stralcio dell'intervista, di cui vi consigliamo la lettura integrale (qui). 

La Chiesa ha avuto attestati di stima e solidarietà contro questo attacco dando pieno appoggio a Boffo, nonostante si alluda pesantemente a una sua presunta omosessualità. Come si spiega questa reazione solidale contrapposta alla posizione dura che fu presa nei suoi confronti?

Che cosa le debbo dire? Evidentemente Boffo è più potente di me. L’ambiente cattolico è molto moralista e non ha niente a che fare con la spiritualità e il messaggio d’amore di Gesù. Molti all’interno della gerarchia ecclesiale sono omosessuali e tutti all’interno lo sanno, ma amano riempirsi la bocca di parole che definiscano gli omosessuali come pervertiti e contro natura, o meglio di parole che richiamano al valore sacro della famiglia. Penso che siano molto vicini a quelli che Gesù chiamava Farisei. Io sono stato una voce fuori dal coro per questo sono stato allontanato senza troppe cortesie, ho chiesto di guardare la realtà e non solo la dottrina.

Perché secondo lei la CEI ha appoggiato Boffo, che continuerà a dirigere l’Avvenire?

Dico che il caso Boffo è buffo. Credo che abbiano paura che quello sia solo un avvertimento, che a Boffo seguano altri nomi e ce ne sarebbero da fare. Io ne ho conosciuti tanti, all’interno di quell’ambiente. Purtroppo la sessualità è vista con morbosità, associata al senso di colpa, repressa, spesso inevitabilmente quella pulsione implode. E comunque Boffo dovrebbe dimettersi, non perchè omosessuale, ma per coerenza. Non si può predicare bene e razzolare male.

Vota l'articolo:
Nessun voto. Potresti essere tu il primo!