Che giornata intensa. Mentre digeriamo ancora la prevedibile sceneggiatura di Annozero e rivediamo in loop l'ennesimo show dell'italiano vero al G20, fanno capolino due notizie molto interessanti. La prima ce la segnala Joshua Evangelista su Reporters: seguendo il buon esempio di papi Silvio Berlusconi, Mara Carfagna querela Repubblica a un anno dal "misfatto". Ecco le parole incriminate di Repubblica: "Quella di Sabina Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l'invettiva più insultante e violenta della sua lunga e controversa carriera", non certo: "Brava Sabina, continua ad insultarla".
Repubblica è accusato anche di aver riportato quanto scritto in un articolo del Nouvel Observateur su "un ipotetico nastro... nel quale Mara Carfagna (amante quasi ufficiale) e Maria Stella Gelmini (le due sono definite bimbe) addirittura si interrogano reciprocamente per sapere come soddisfare al meglio il primo ministro, evocano le iniezioni che deve farsi prima di ogni rapporto".
La bella Mara, prima di querelare Repubblica perché also sprach Papi, dovrebbe andare da colui che la creò in Parlamento e farsi tre domande:
1. Perché scrivono queste cose su di me?
2. Qual è la reputazione di Silvio Berlusconi?
3. Perché sento un gran parlare di festini, donnine ed escort a Palazzo Grazioli, Api Regine, Patrizia D'Addario, Noemi Letizia e Giampaolo Tarantini?
Tre domandine Mara, su.
Altra perla della giornata: Alessandro Gilioli riporta la notizia, davvero inaspettata. Ve lo ricordate Vittorio Mangano, l'eroico stalliere di Arcore? Ebbene, sentite qui: lui non ne sapeva nulla di cavalli. Da Piovono Rane:
Trentasei anni dopo il suo arrivo ad Arcore come “stalliere”, un giudice fa presente in un’aula giudiziaria che il mafioso Vittorio Mangano «non sapeva nulla di cavalli». (Si intendeva di cani, però. Forse Berlusconi aveva molti cani).
Anche Borsellino l’aveva detto in un’intervista: gli unici “cavalli” conosciuti da Mangano erano le partite di eroina in cui trafficava, e che lui chiamava così in gergo. «I cavalli di Mangano dovevano essere sempre recapitati negli alberghi, mai negli ippodromi», scherzava Borsellino.
E pensare che era un insospettabile. Un eroe, praticamente.
a me la Carfagna piace un casino!
MIO DIO, COME SIAMO CADUTI IN BASSO, TUTTI IN EUROPA RIDONO E CI DERIDONO. MA PERCHE' L'ITALIA CONTINUA AD ESSERE " NON DONNA DI PROVINCE MA BORDELLO ? E C'ABBIAMO PURE IL PAPA IN CASA!
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alle 10:24
ruccutedd
Povero Akon, a quanto pare la showgirl Carfagna "piaceva un casino" anche a Berlusconi oltre che a te: è arrivato prima lui. Poi però l'ha nominata Ministro delle Pari Opportunità (!) della Repubblica Italiana. E adesso, almeno per cinque anni, la paghi tu, la showgirl-ministra: con i soldini delle tue tasse. L'avevi intuito, povero Akon? Mi sa proprio che in questo caso sei "cornuto e mazziato", come si dice a Napoli...