Berlusconi chiama Ballarò: processo Mills, giudici comunisti un'anomalia italiana

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Silvio Berlusconi non perde il gusto per le sorprese. Dopo l'annunciata telefonata ad Anno Zero che si era risolta in una bolla di sapone, finalmente il premier ritorna a dar voce alle proprie opinioni per via telefonica.

Durante il finale della puntata di Ballarò di ieri, infatti, il Presidente del Consiglio ha voluto intervenire nel dibattito, che riguardava la crisi economica e il taglio dell'Irap.

Inizialmente il suo è stato un monologo che il conduttore Floris non è riuscito a contenere. Per cominciare ha attaccato violentemente la magistratura affermando che "l'anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, ma sono i pm e i giudici comunisti di Milano che da quando Berlusconi è sceso in politica lo hanno aggredito in tutti i modi. I pm sono la vera opposizione nel nostro Paese".

Quindi ha accusato lo stesso conduttore di un uso indebito della televisione pubblica, in quanto organizzerebbe dei processi pubblici nei suoi confronti (in particolare la questione del processo Mills) senza alcun contraddittorio, definendo il suo programma "il festival della calunnia, della falsità pagato con i soldi dei contribuenti".

Il monologo poi ha lasciato spazio ad un moderato tentativo di dialogo. Il premier, infatti, ha risposto alle domande di Concita De Gregorio, direttrice de l'Unità, sul caso Marrazzo, spiegando di aver contattato l'ex presidente della regione Lazio e di avergli fornito il numero di telefono dell'agenzia coinvolta, lasciandogli ovviamente la piena libertà di scelta. Specificando che Mondadori ha rifiutato il materiale perché non è solita invischiarsi in gossip simili, il Cavaliere ha voluto tirare una stoccata anche contro l'Espresso e Repubblica.

Per quanto riguarda la questione economica e i rapporti tesi con Tremonti Berlusconi ha ribadito che il taglio dell'Irap fa parte dell'agenda del Governo ma che non si piò prevedere quando si potrà procedere. In ogni caso si deve andare  avanti con la politica di rigore auspicata dal Ministro dell'Economia, confermando l'avvenuto chiarimento tra i due.

Si è poi assistito all'usuale sfoggio di sondaggi, questa volta sulle preferenze egli italiani in politica. Fuori corso riporta i dati: "il governo è al 54%, il presidente del Consiglio è al 68% e il Pd, che è tornato Pci con l'elezione di Bersani, è al 25%".

Sul versante più leggero del dibattito sono state smentite le illazioni che circolavano attorno al viaggio del premier in Russia, spiegando che il ritorno in Italia è stato rimandato non per una nevicata improvvisa ma per una fitta nebbia che impediva il decollo dell'aereo.

Ultimo scambio di battute tra il conduttore e Berlusconi sulla malattia che l'ha costretto a letto e gli ha permesso di vedere la trasmissione, cosa inusuale per lui: Floris chiede al premier come va con la scarlattina e questi con una delle sue proverbiali battute gli risponde che nel caso di una sua visita sarebbe lieto di attaccargliela.

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