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L'Avvenire di Paola Binetti contro i gay: Pd alla frutta se Mara Carfagna é l'ultima speranza

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 14 Ottobre 2009, 10:30 in Italia di Eleonora Bianchini
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Houston (o Franceschini), abbiamo un problema. Il suo nome è Paola Binetti. Mentre Barack Obama si dichiara a fianco degli omosessuali, spiega Omoios, la numeraria dell'Opus Dei che per una serie di sfortunati eventi dimora ancora tra le fila del Partito democratico, ha votato contro la legge Concia sull'omofobia. Certo, non è stata determinante nella bocciatura della legge, ma rappresenta un problema concreto nel partito a vocazione maggioritaria della sinistra. Il ddl affossato alla Camera è stato cassato da Udc, braccio armato del Vaticano con spiega Franco Grillini, e maggioranza. Contro chi non è come vorrebbero loro, sintetizza con una vignetta Mauro Biani.

A sinistra suscita le ire dei compagni il fuoco amico di Paola B. che dopo avere sollevato la libertà di coscienza sul caso Englaro e il testamento biologico usa anche oggi lo stesso argomento. Conclusione di elfobruno: Il parlamento ha fatto naufragare la legge contro l'omofobia, adducendo scuse indegne di un paese civile. Grazie al puntiglio di Casini, implacabile contro i gay quanto morbido riguardo le sorti penali di certi suoi senatori, la legge è stata bocciata per presunte pregiudiziali di incostituzionalità. Gayburg aguinge inoltre che otto deputati del Pdl (Mantovano, Lupi, Bertolini, Bianconi, Saltamartini, Pagano, Vignali e Farina) hanno letto una dichiarazione congiunta in cui dichiaravano la loro contrarietà alla legge in quanto a loro parere avrebbe aperto le porte anche ai matrimoni omosessuali e alle adozioni gay.

Viene dunque proposto il rinvio del testo in commissione, proposta però bocciata dai voti di Pd, Idv e anche da numerosi deputati del Pdl.

Per quel che mi riguarda ricostruisce il caos di ieri in aula: nel giro di due ore la situazione è diventata arruffata e confusa. Il PDL avrebbe dovuto abbandonare la Lega e non lo ha fatto. Il Pd voleva un breve rinvio in commissione per aggiungere la protezione dei transessuali in modo da non lasciare scuse o via d'uscita ai manganellatori che- almeno a Roma-lasciano la nobile impronta di una destra senza se e senza ma su omosessuali che osano passeggiare per le strade di Roma. Errori procedurali? Inganni degli abili manovratori di commissione nel PDL? Fiducia mal riposta del PD in colleghi di destra che sembravano così motivati. Ci vorranno i tecnici per l’ interpretazione dell’ incidente (o trappola) procedurale. Ma la modificazione del codice penale per introdurre l’ aggravante di omofobia è precipitata in un vuoto che non promette rapidi ritorni.

Pierfrancesco Majorino del Pd di Milano rivolge un invito inequivocabile alla deputata margheritina:

Cara Binetti, ho appreso con sconcerto del tuo voto in merito alla Legge sull'omofobia. Sono allibito, anche se, ammetto, non del tutto stupito.
Di fronte alle violenze e all'ondata di intolleranza di questi mesi ti sei comportata nel peggiore dei modi votando con la maggioranza e affossando il grande lavoro di Paola Concia. Ti chiedo allora - da cittadino, da democratico, da lombardo, territorio in cui sei stata sciaguratamente candidata, due sole cose : vattene e dimettiti da parlamentare.

Secondo freedom, continuiamo a distinguerci a livello comunitario sui mancati diritti non solo dei gay, sempre più nell'angolino europeo a cui siamo costretti da questa classe politica,possiamo considerare sulla via del calumet della pace gli attriti tra l'attuale esecutivo e la santa sede dei mesi estivi, sotterrata nuovamente l'ascia di guerra. A illuminarci la via è la lettura di Avvenire riportata su NotizieGay: insomma, sempre in nome di un bene maggiore, si affossano i progetti. Si fa carico della bocciatura Mara Carfagna, la stessa che definì i gay costituzionalmente sterili, che si impegna a rimediare l'errore del Pd e a presentare in Consiglio dei Ministri una proposta di legge contro le discriminazioni che si rifaccia al Trattato di Lisbona.

Se il Pd deve sperare nella Carfagna siamo davvero alla frutta.

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