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Acqua privata, dalla Bolivia a Beppe Grillo: se un bene pubblico é come il petrolio

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 19 Novembre 2009, 10:21 in Italia di Eleonora Bianchini

Oggi è una brutta giornata, scrive Debora Billi su Petrolio. Una di quelle che ti costringono a concludere che il tuo lavoro è inutile, che in sostanza non può che andare peggio, che non esiste possibilità di combattere per diritti e giustizia che appartengono in realtà a pochi altri e non a noi.

A cosa ci stiamo riferendo? Lo spiega bene Filadelfo Scamporrino su Risparmio e Mutui. Nel nostro Paese, infatti, sta per diventare Legge dello Stato un Decreto, denominato "Decreto salva-infrazioni", al cui interno c'è un provvedimento che ci interessa da vicino e che ci coinvolge nella vita di tutti i giorni, a partire da quando la mattina ci facciamo la doccia. L'acqua, bene comune e prezioso, con il Decreto potrà essere gestito dai privati e sarà in tutto e per tutto soggetto alle leggi di mercato; insomma, l'acqua a regime potrà essere considerato a tutti gli effetti come un bene assimilabile ad un servizio Adsl o ad un piano tariffario per il proprio telefonino. L'acqua "libera", privatizzata, costerà di più o di meno alle famiglie? Sì, e sono previsti rincari del 30% come hanno preventivato anche le associazioni dei consumatori.

Questa mattina ci aspettavamo di trovare sul blog di Beppe Grillo un post di condanna sul decreto salva infrazioni, eppure tutto tace. Sopra però potete ascoltare una sua intervista rilasciata ieri a Matteo Incerti di Radio Bruno, fondatore del gruppo su Facebook Condomini a 5 stelle (energia, acqua, riciclo, internet, solidarietà). Neuroniattivi pubblica invece un interessante excursus internazionale sulle cause e le conseguenze della privatizzazione dell'acqua.

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