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Berlusconi dorme sul Muro, Tremonti e Brunetta graffiano: taglio Irpef? Balle

Eleonora Bianchini avatar Venerdì 13 Novembre 2009, 17:01 in Italia di Eleonora Bianchini

Fuoco e fiamme in Consiglio dei Ministri, dove ieri si é scatenata la furia fra Tremonti e Brunetta. Pare che il premier assistesse inerme al battibecco fra i due dove sono volate parole grosse, scrive oggi Francesco Verderami sul Corriere ripreso da Dagospia:

Un problema invece andava risolto subito, perché è vero che il Consiglio aveva approvato in pochi secondi l'atteso decreto sulla riduzione delle tasse per fine anno. Il punto era che nell'esecutivo tutti pensavano si trattasse di sgravi per le imprese, del taglio degli acconti sull'Ires e soprattutto sull'Irap, balzello che Berlusconi un mese fa aveva anticipato di voler abolire.

Tutto sembrava pronto, il comunicato del governo di martedì aveva preannunciato la decisione. E alcuni ministri ieri giuravano di aver letto bene il provvedimento presentato alla riunione. Invece il taglio ha riguardato l'Ire, la vecchia Irpef.

Di cosa si tratta in realtà? Non di un reale taglio delle tasse, ma di pura demagogia che si concretizza nell'acconto dilazionato. A smascherare l'inganno non sono gli economisti della sinistra, ma Oscar Giannino su Chicago-blog, il blog legato all'Istituto Bruno Leoni (non esattamente contro l'economia di mercato).

Ancor peggio a livello di rapporti personali fra Tremonti e Prestigiacomo, o meglio tra nord e sud:

Con la Prestigiacomo solo i toni sono stati diversi. Perché quando la titolare dell'Ambiente - dopo aver illustrato il progetto da 1.250 milioni per gli interventi a difesa del suolo - ha chiesto cinque milioni per controllare il piano di interventi con tre nuove strutture ministeriali, Tremonti si è messo di traverso: «Cara Stefania, questo modo siciliano che hai di ragionare... ».

Apriti cielo, «Stefania» non ci ha visto più: «A me certe battute non le fai». Ed è scoppiata un'altra lite, che nemmeno l'intervento di Letta è riuscito a comporre. Così il decreto, che la Prestigiacomo voleva approvare prima di Natale è stato rinviato. E lei, furibonda ha lasciato il salone del Consiglio: «Me ne vado, sennò gli alzo le mani». Nemmeno Berlusconi ha salutato. Chissà se il Cavaliere se n'è reso conto. Perché lui c'era,ma era come se non ci fosse.

In Consiglio dei Ministri consumato dalle lite fratricide e alle commemorazioni del Muro sopraffatto dal sonno (video sopra). E poi c'é anche Veronica. Il Cav. é stanco.

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2 commenti
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14 Nov 2009
alle 20:59

Nazzareno

Meglio se dorme. Forse riesce ad essere meno ridicolo.

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14 Nov 2009
alle 00:09

armando

No Berlusconi day. 5 Dicembre 2009 Roma. Manifestazione Nazionale per chiedere le dimissioni del presidente del consiglio. Cercate il gruppo su facebook per altre informazioni.

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