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Berlusconi, il Titanic affonda su "Il Giornale": Veronica peggio di Ronaldinho e Dell'Utri ignoto

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 26 Novembre 2009, 10:39 in Italia di Eleonora Bianchini

L'importante è dimenticare la cronaca e negare le possibili conseguenze di decisioni giuridiche sul piano politico. Mentre Il Giornale snocciola i tasselli del complotto contro Silvio Berlusconi e chiama in causa le future dichiarazioni del pentito Spatuzza, il vicedirettore del quotidiano Alessandro Sallusti approfitta di un'ospitata tv a Exit per sparigliare le carte e cimentarsi nella nuova pop art dell'agone politico: negare i fatti.

Dopo la ricostruzione di Peter Gomez (video sopra di ByoBlu) Sallusti chiosa: cosa c'entra Marcello Dell'Utri con Silvio Berlusconi? Cancellare i fatti per un giornalista non é più deontologicamente rilevante, é evidente. Ma la foglia di fico non tiene. Oltre al premier, contro cui si schierano De Benedetti, Santoro, i manifestanti del No B-Day e i pentiti di mafia, anche Renato Schifani non gode di buona reputazione. Infatti, scrive Il Corriere, il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ricorda di avere visto, all’inizio degli an­ni ’90, il boss Filippo Graviano incontrare il presidente del Se­nato, Renato Schifani. Lo ha messo a verbale di fronte agli investigatori della Dia di Firen­ze. E ora l’informativa è depo­sitata al processo d’appello contro il senatore del Pdl Mar­cello Dell’Utri

Ricordiamo, mesi or sono, quanto si fosse inalberato Renato Schifani quando Marco Travaglio a Che tempo che fa dimostrò la sua mafia connection.

A questo si aggiunge la strenua crociata de Il Giornale che oggi apre con l'avidità di De Benedetti. Attacco del pezzo:

Tanti, maledetti e subito. Carlo De Benedetti non vuole aspettare il processo d’appello, anche se dai fatti - la «guerra di Segrate», ovvero lo scontro con Silvio Berlusconi per il controllo della Mondadori - sono passati ormai diciott’anni, e si può immaginare che un paio d’anni in più o in meno non farebbero poi questa grande differenza.

Certo che per la parte politica che sostiene il Lodo Alfano e minaccia con il ddl per il processo breve la coerenza é un optional. Il Titanic di Silvio B. é già stato speronato, la barca affonda. Fini e non solo preparano il dopo Berlusconi, mentre le future parole di Spatuzza sono la spada di Damocle del Cav.

E i problemi si annidano anche tra le mura di casa. Infatti Veronica Lario avrebbe chiesto quarantatré milioni di euro l'anno, poco più di tre milioni e mezzo al mese nell'ambito del ricorso di separazione con addebito. Appropriato paragone calcistico per capire l'entità della richiesta: corrisponde a 6 volte l'ingaggio di Ronaldinho (che si aggira intorno ai 7 milioni netti a stagione) e a un terzo del monte ingaggi di tutto il Milan. Silvio, non male.

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