Se volete conoscere Sabrina Minardi, perchè non intervistate Raffaella Notariale? Scusate, ma chi più di lei che è la sola, nel vostro giro, ad averla incontrata?
Queste erano le parole di un lettore di Blogosfere Politica e Società che si chiedeva perché tanto si parlasse della superteste senza interpellare chi l'avesse conosciuta veramente. Quindi abbiamo deciso di contattare Raffaella Notariale, la cronista che nel 2005 era riuscita a ottenere le foto della tomba e i documenti originali relativi alla sepoltura di Renatino De Pedis nella Basilica di Sant'Apollinare. Infatti in una telefonata giunta nel corso della trasmissione "Chi l'ha visto?" uno spettatore disse di cercare nella tomba del boss la rivelazione del caso di Emanuela Orlandi.
Raffaella ha 33 anni e da dieci é giornalista professionista. Sin dai tempi del liceo cominciò a collaborare con diverse testate partenopee. Iniziò a scrivere occupandosi di cultura, spettacoli e attualità poi approdò alla cronaca. Sogna di lavorare come reporter in aree di crisi e ha frequentato un corso del Ministero della Difesa destinato a formare e addestrare inviati in guerra. Negli ultimi otto anni é stata nella redazione di "Chi l'ha visto?" (Rai Tre), prima come redattrice e poi come inviata. Ecco cosa ci ha detto.
Nel 2006 hai intervistato in esclusiva per RaiTre Sabrina Minardi, ex compagna di Renatino De Pedis della Banda della Magliana. All'epoca le sue rivelazioni sono state accolte con scetticismo, ora invece si é trasformata nella superteste. Perchè avevi deciso di contattarla?
L'intervista a Sabrina Minardi va letta attraverso i servizi che hanno preceduto quell'esclusiva. Nell'estate del 2005, l'autore storico di "Chi l'ha visto?", Pier Giuseppe Murgia, mi chiese di approfondire la possibilità che la Banda della Magliana avesse partecipato al sequestro di Emanuela Orlandi. A settembre proposi alla Rai due filmati. Uno raccontava che cos’era stata la Banda della Magliana, l'altro conteneva i documenti esclusivi e le foto inedite della sepoltura del boss Enrico De Pedis nella Basilica di Santa Apollinare. Un esordio promettente, ma anche complicato da gestire. Avevo lavorato con grande dedizione al caso, nei mesi estivi che avevano preceduto la messa in onda e i risultati non si erano fatti attendere: l’attenzione dei media e la risposta del pubblico furono altissimi. Al centralino di "Chi l'ha visto?" arrivarono centinaia di telefonate, mail, tantissime lettere.
Come tutti, volevo capire quale segreto celasse quell'incredibile tumulazione. Avevo la tessera della Biblioteca Nazionale e, in emeroteca, avevo letto tutti i giornali dell’epoca, cominciando dagli anni Settanta per poter meglio contestualizzare e capire i cosiddetti anni di piombo, l'attentato a Giovanni Paolo II, la P2. Lessi diversi libri e raccolsi tutte le agenzie che parlavano della malavita romana, cominciando dai cosiddetti Marsigliesi.
Perché credevi che la Minardi potesse essere un testimone chiave?
Cercando notizie su De Pedis, trovai un lancio Ansa nel quale c'era scritto che il boss dei Testaccini, cioè la frangia più pericolosa e potente della Banda della Magliana, negli anni Ottanta era stato arrestato in un appartamento dell'Eur, a Roma.
Proprio pedinando Sabrina Minardi gli investigatori avevano rintracciato e arrestato Enrico De Pedis. Vivevano insieme in quest’appartamento in via Elio Vittorini. Pochi mesi prima di morire in via del Pellegrino, il 2 febbraio del 1990, De Pedis aveva poi sposato un’altra donna, ma non aveva mai smesso di frequentare Sabrina. Non si erano mai persi di vista per dieci anni. Insomma, lei sapeva sicuramente parecchie cose. E’ per questo che l’ho cercata, trovata e infine incontrata. E’ stato un approccio lungo, paziente. Prima che mi autorizzasse a portare un cameraman, l’avrò incontrata una ventina di volte.
Come descriveresti il vostro primo incontro?
Sul citofono mancava il suo cognome, il portinaio mi disse che non viveva lì già da tempo. Ma mi fidavo delle mie fonti e bussai lo stesso, premendo proprio la casellina senza nome. Nessuna risposta. Ho atteso un po' e sono entrata verso ora di pranzo, quando il custode non c'è, approfittando dell'apertura del cancello da parte di un condomino. Poi ho cominciato a suonare il campanello di tutte le porte. Ero da sola. Innocua. Mi aprì la bellissima figlia di Sabrina, le dissi chi ero, mi fecero aspettare un po' sul pianerottolo e poi mi aprirono. Un incontro imbarazzante, all'inizio. Durò circa un’ora. Per lo più, parlai io. La incontrai diverse altre volte prima che mi autorizzasse a portare con me un cameraman molto fidato, Livio Carboni.
Sabrina Minardi era tossicodipendente. Perché oggi è ritenuto l'unico affidabile superteste voglia raccontare la verità sulla scomparsa di Emanuela Orlandi?
Sabrina Minardi è stata una donna bellissima, ricchissima, potente, desiderata. Gli eccessi l'hanno sempre accompagnata e la sua memoria vacilla, è vero. Dimentica date, confonde persone, oppure ricorda solo i soprannomi e non i nomi di battesimo, ma i particolari li ricorda tutti. Ritengo che per questo motivo i giudici le diano credito. Lei non ostenta il suo passato, non ha cercato nessun giornalista, nessun giudice. Quando l'ho incontrata per la prima volta era già molto provata. Qualche anno prima aveva avuto un incidente in seguito al quale ha perso l'uso del braccio destro. Era stata in coma sei mesi, poi le medicine, la depressione, i problemi economici. Certo, sono elementi che possono far tremare paurosamente la memoria, ma difficilmente la fanno perdere totalmente.
Dopo la messa in onda dell'intervista, ebbi modo di parlare di lei ai pm Andrea De Gasperis e a Luca Tescaroli. Quest'ultimo avrebbe voluto Sabrina come testimone nel processo per l'omicidio a Roberto Calvi, ma il presidente aveva già ascoltato una gran quantità di testimoni e rigettò la richiesta.
E lei?
Sabrina si fece da parte. Si ricoverò in una comunità per disintossicarsi e andò via da Roma. Persi i contatti perché aveva cambiato i numeri di cellulare e anch'io non riuscii più a parlarle.
Due anni dopo l'intervista esclusiva, la donna era poi stata interrogata dai magistrati della Procura di Roma. Le sue dichiarazioni sono state oggetto di lunghe indagini che hanno portato a riscontri concreti, tant'è che, dopo un altro anno e mezzo, la donna è stata ascoltata nuovamente dai pubblici ministeri Capaldo e Maisto e le sue rivelazioni hanno permesso alla Procura di avere finalmente un indagato. Si tratta del primo indagato in 27 anni, cioè da quando è scomparsa l’adolescente vaticana rapita il 22 giugno del 1983. Sabrina Minardi è ritenuto un teste affidabile semplicemente perché le sue parole hanno portato riscontri.
Perché solo a te la Minardi ha fatto queste rivelazioni? Non era stata avvicinata da nessun giornalista fino ad allora?
Prima che la conoscessi, un collega aveva parlato di lei nei suoi servizi su Emanuela Orlandi. Sabrina chiamò per protestare, perché non voleva essere nominata. Provarono a ricontattarla e a parlare con il suo avvocato diversi colleghi e persino la conduttrice, Federica Sciarelli. Ma Sabrina disse sempre che non era interessata, che non voleva parlare con nessuno. Qualche mese dopo ha parlato a me. Il perché non saprei dirlo. Ma posso dire di essere stata molto paziente.
Come é possibile che dopo 26 anni la Minardi sia stata in grado di riconoscere la voce di Mario, il telefonista?
Anche il pentito Antonio Mancini, in un'intervista a Fiore De Rienzo, l'aveva riconosciuta. Ci sono voci che non si dimenticano.
Perchè per verificare la telefonata fatta a "Chi l'ha visto" non é stata riesumata la tomba di De Pedis?
C’è il problema dell'extraterritorialità. La notizia della sepoltura apparve sul Messaggero nel 1997, se non ricordo male. Protestarono il sindacato di Polizia e la Lega, poi la notizia si sgonfiò. E' stata con la cosiddetta prova provata di documenti e foto che, quella che sembrava quasi una leggenda, si è imposta all'attenzione degli italiani. L'uomo che telefonò a "Chi l'ha visto?" disse che se avessimo voluto scoprire che fine avesse fatto Emanuela Orlandi, avremmo dovuto capire chi era sepolto nella basilica. Insomma, a me sembra un invito a collegare i due fatti. Del resto, Emanuela Orlandi è sparita e dovrebbe essere stata uccisa proprio nel 1983. Renatino fu ucciso nel 1990. Dubito che gli assassini dell'adolescente vaticana, i gregari, i mandati o chi per loro si prendessero la briga di riesumare i poveri resti nascosti chissà dove e trasferirli nella tomba di Enrico De Pedis.
Nonostante questo ragionamento, a qualcuno resta ancora il dubbio, me ne rendo conto. Ma se anche ci fosse stato dell’altro, in quella bara, posso facilmente immaginare che questo “altro” sia stato rimosso a seguito del clamore suscitato dalla notizia.
La famiglia di De Pedis si era detta disposta a trasferire la salma di Renatino, ma nessun magistrato si prenderebbe la briga di infastidire il Vaticano per aprire una bara che sicuramente non contiene tracce di dna diverse da quelle di Enrico De Pedis.
Che rapporto hai ora con Sabrina Minardi, dopo avere condiviso dichiarazioni così importanti? E' legata a te "in esclusiva"?
E' una persona bisognosa di cure fisiche e psicologiche. Non ci siamo sentite per diversi anni perché lei aveva cambiato numeri. Io no. Ed è stata lei a cercarmi, l'ultima volta. Compatibilmente con quello che le hanno suggerito i magistrati, credo che parlerebbe con chiunque la trovasse.
Sabrina Minardi teme ritorsioni dai "poteri forti"?
E' una donna ammalata e sola. Già questo basta per sentirsi spaventata. Il clamore che ha suscitato ciò che ha detto, e che è stato riportato dai media, l'ha ulteriormente destabilizzata, non c’è dubbio. Teme ritorsioni, certo, trema per sua figlia, ma oramai è andata troppo oltre da quella prima intervista del 2006.
senza alcun dubbio sabrina minardi e' un personaggio affascinante e invidio l'intervistatrice che e' potuta entare cosi' in contatto con tutta la storia della banda attraverso le parole di chi l ha vissuta come l ha vissuta lei
I fatti di questo libro hanno dell'incredibile, l'ho letto con molto interesse
Alla libreria di via Cola Di Rienzo, a Roma, mi hanno detto che è già finito. Non vorrei fare giri inutili, dove posso trovare il libro?
E' uscito il suo libro: "Segreto criminale", edito da Newton Compton. L'ho divorato in due giorni! Complimenti!
Non credo, altrimenti Raffaella Notariale come avrebbe fatto? Non capisco che cosa aspettino i magistrati, eppure grazie proprio a Sabrina Minardi sono riusciti ad avere il primo indagato del caso di scomparsa di Emanuela Orlandi...
Ma Sabrina Minardi è sotto protezione?
Grazie!
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alle 22:21
Giorgio
Sabrina mi sono innamorato di te sai piu' vedo Raffa e piu' ti penso.