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"La vita in diretta" di Silvio Berlusconi: la monarchia di Fini e il Ceausescu di Confalonieri

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 5 Novembre 2009, 10:34 in Italia di Eleonora Bianchini

Abbiamo un premier a presenza intermittente. Non é intervenuto di persona per quasi due settimane nei panini del tg serale o alle sue trasmissioni preferite, come Porta a Porta e Mattino Cinque. Lo abbiamo solo sentito infuriato contro i magistrati comunisti, fonte di parecchi grattacapi, in quel di Ballarò. Per il resto, le immagini più recenti che abbiamo di lui ci rimandano alla bufera immaginaria dalla Russia con amore (e con il gas di Putin) e alla scarlattina presa dal nipotino (forse più innovativa rispetto all'inflazionatissimo torcicollo dopo l'affaire D'Addario).

Ieri tuttavia il Cavaliere si é manifestato a L'Aquila (qui il nostro reportage dalla zona rossa a settembre) per la consegna di alcune abitazioni e non ha mancato di presenziare anche a La vita in diretta (video sopra). Oggetto dell'intervento sono le fabbriche dell'odio, dall'opposizione alla casta dei magistrati, che rappresentano i veri ostacoli al mandato popolare. Infatti, nonostante il Cav. il 12 marzo 2006 avesse detto:

«Giuro da Presidente del Consiglio che vado a casa un minuto dopo, esco dalla politica se dovesse venire fuori un documento di versamento, una dimostrazione di una donazione di 600 mila dollari a questo signor Mills»,

oggi usa l'argomento del voto degli italiani come il Lodo Alfano e rimane in attesa del 27 novembre. La varietà di topics che é solito sciorinare ha intaccato anche l'opinione di uomini a lui vicini. Citiamo ad esempio il Fedele Confalonieri che lo ha definito un Ceausescu buono o il Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha detto a Bruno Vespa: "il Presidente del Consiglio tende a confondere la leadership con la monarchia assoluta.

A rompere le uova nel paniere si aggiunge anche il Partito dei Verdi olandese, GroenLinks, deciso ad aprire una procedura nei confronti di Silvio B. in merito alla libertà di stampa e al conflitto di interessi. Non solo. I Verdi affermano che il premier italiano impedirebbe da qualche tempo a giornalisti critici di accedere alle sue conferenze stampa. Secondo la capolista di Groenlinks Judith Sargentini, "se procediamo contro Bulgaria e Romania per le loro irregolarità, allora dobbiamo osare fare lo stesso con l'Italia." E se la maggioranza dell'Europarlamento dovesse appoggiare questa causa legale, la procedura giungerebbe nelle mani della Corte Europea di Giustizia.

Le vie di Silvio sono infinite e S.B. uscirà senza colpo ferire dal Tribunale e dalle richieste dei Verdi. Ma l'immagine, degli italiani e del Paese, scivola inesorabilmente verso il basso

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5 commenti
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21 Set 2010
alle 03:27

La signora Winter Purty

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13 Nov 2009
alle 21:22

Alieno

C'è qualcosa di triste e patetico in questa, come dire.... paranoia?

Commenti come quelli sopra però rendon bene l'idea di come non sia tutt'ora ipotizzabile decentemente (nel senso di prefigurare possibilità con probabile stabilità) un dopo-Berlusconi,

l'anti-berlusconismo, ha fatto di Berlusconi, nel tentativo di farne un mostro, dis-umanizzandolo, una divinità.

Ed è così ridicolo che oggi molti, grazie all'anti-berlusconismo militante che è diventata paranoia sociale, non si riesca più a vedere nemmeno l'ovvietà:

i mali del nostro Paese vengono da più lontano, prima che ci fosse Berlusconi nei sogni e negli incubi, vengono tra l'altro dai tempi in cui, Prima Repubblica, potevano fare di meglio certi soggetti politici che sono ancora lì, dove sempre sono stati, tra apparati e partiti, continuando il danno in una anche riuscita mimetizzazione delle responsabilità.

 

Qualcuno dei leader e dei soggetti politici anche di spicco tra gli anti-berlusconisti, ha anche via via provato a riportare una più equilibrata ragione, una più corretta analisi, ma ormai, la paranoia è un circolo vizioso e quei tentativi, si spengono sotto la spinta che viene dal basso, dalla base militante come trasversalmente, tentando di trarne vantaggio per acquisire nel discredito di chi prova analisi più serie, un consenso simpatico immediato, perché ormai, certi automatismi, sono palesi.

Purtroppo, il declino delle istituzioni, così come dell'immagine del nostro Paese viene da più lontano, me lo ricordo quando ero ragazzo, eccome se me lo ricordo e Berlusconi, molti, non avevan idea nemmen chi fosse.

Ai tempi di Fini, non solo il nostro Paese, ma anche lo stesso Fini aveva un'immagine peggiore di quella odierna ed anche lui, tra l'altro, non rappresentando certo le spinte migliori ed i migliori stimoli nella vita del nostro Paese, di cui ereditiamo un enorme debito che è di varia natura, non solo strettamente economica, ma anche tara di immagine, tanto nel rapporto tra cittadino ed istituzione, tanto nell'immagine che abbiamo all'estero, quanto a "serietà", cioè al fare sul serio.

Mi stupisce però, che per alcuni, ai miei tempi, come prima od oggi, non si sentono partecipi o forse abbastanza vivi, o furbi, o fighetti, se non fanno quella specie di tifoseria da ultras con aspirazioni anche violente, dove molto spesso, più che il tifo per, interessa menar le mani o insulti nel tifo "contro" che pare divertire molto di più..

Naturalmente c'é chi ne trae vantaggio, ben sapendo che si raggiunge un facile consenso dicendo ad alcuni, le cose che vogliono sentire, ma talmente le vogliono sentire che effettivamente non colgono nemmeno le profonde, incredibili incongruenze di chi le dice, che non può essere certamente sul pulpito.

Fini per esempio: se qualcosa ha ricordato un "monarca" nel suo piccolo partito, per quanto piccolo, è proprio Lui, ma più che un monarca, che può essere pure capace o bravo, ha rappresentato un despota, capace di terrorizzare nell'assuluto totale accentramento dominante, anche l'apparato dei colonnelli del partito (An).

Che ora debba essere proprio lui a parlar di monarchia, beh, come minimo fa sorridere, ma forse c'è poca memoria o forse, si vede solo ciò che si vuol vedere e detto da chi, più furbamente, lo sa benissimo.

Buona serata.

3
06 Nov 2009
alle 11:25

Vittorio

quello che continua regolarmente e inesorabilmente a stupirmi è la voluta ignoranza di chi difende l'Indifendibile.

Ricordo ai molti che non vogliono ricordare o sapere che il Silvio Nazionale (furbo e intelligente) ha iniziato la sua carriera di imprenditore grazie a una vagonata di quattrini elargitigli da banche in odor di mafia (più che odore "lezzo"), che è stato iscritto alla P2, che deve la fortuna delle sue emittenti ad una legge disattesa e ad un decreto legge urgente fatto varare dall'On Bettino Craxi... etc...

Immagino che molti lettori di questo blog siano giovani... magari anche con laurea e con problemi di lavoro, con mutui che non arrivano etc...

Faccio notare a tutti costoro che al giovane Silvio Berlusconi, laureato in scienze politiche (all'epoca aveva 32 anni) fu concesso un "prestito" di qualcosa come una ventina di milioni di € attuali.... non credo che avesse chissà che garanzie.... a quanti di voi è capitato? 

2
05 Nov 2009
alle 14:26

Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff

Innanzitutto se é un politico, non può essere lasciato vivere "in pace". La volontà di Silvio Berlusconi di sostituirsi alle istituzioni, inoltre, non rientra in ciò che la nostra Costituzione definisce come "Presidente del Consiglio". A questo si aggiunge, fra l'altro, il declino dell'immagine italiana in Europa a cui fa da corollario la frase di Fini sopra citata.

1
05 Nov 2009
alle 13:32

giovannitalleri

Mi sembra che non si tratti di critica, di giudizi sereni, ma soltanto del solito gran risentimento, quasi odio verso Sivio Berlusconi, troppo ricco, troppo furbo e intelligente per lasciarlo vivere in pace e fare per la nostra collettività qualcosa che gli altri politici non saprebbero fare.

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