Per la prima e forse ultima volta, photo opportunity del trio Paola Concia, Mara Carfagna e Vladimir Luxuria. Uno straordianario mix di generi e modelli familiari, che spaziano dall'arcobaleno alla formazione classica, dove i gay sono costituzionalmente sterili. L'occasione é speciale: accantonate le scaramucce sul Gay Pride, Mara Carfagna sfodera le unghie e spezza una lancia in suo favore con la campagna contro l'omofobia di cui ci parla Vincenzo Branà su Omoios:
La campagna pubblicitaria è un atto performativo, la sua efficacia dipende dal compimento di un'azione. L'acquisto di un prodotto per uno spot commerciale o una "buona pratica" per una pubblicità progresso, per fare due esempi. In questo caso lo spot chiede di RIFIUTARE l'omofobia. E la corda del rifiuto, è intuitivo, è proprio quella che l'omofobia stessa sollecita negli individui. Un messaggio di inclusione dell'omosessualità - e non di esclusione dell'omofobia come questo - si sarebbe dimostrato culturalmente più audace.
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