Trans in diretta, ospiti di canali pubblici e privati. Speciali di Matrix e Porta a Porta dedicati al quartiere a luci rosse di Via Gradoli e Via due Ponti, mentre Marrazzo in convento scongiura il tracollo psicologico. Fuori, invece, il mondo si arrovella sul senso di tanto clamore e sull'omicidio di Brenda.
Lo sapevamo, era questione di attimi: dopo la bicicletta di Garlasco, il plastico di Cogne, quello fantomatico per smentire l'impotenza di Silvio Berlusconi, Bruno Vespa a Porta a Porta, nota giornalettismo, ha subito telefonato al falegname per ordinare il plastico del monolocale di Brenda, la trans brasiliana morta giovedì. E la lista-spese di Porta a Porta si impenna. Ma la puntata è stata interessante lo stesso. «Brenda era una grande esperta di computer. Ci faceva quello che voleva», ha rivelato China, una transessuale amica della vittima. China ha anche detto di non aver «Mai toccato il suo computer. Non aveva un filmato su quel pc altrimenti io l’avrei saputo». La transessuale ha infatti detto di essere stata la prima a sapere da Brenda di alcune foto in suo possesso che ritraevano Marrazzo.
China spiega che Natalì avrebbe teso la trappola a Marrazzo e che la trans era gelosa non solo di Brenda ma "di tutte noi". Marrazzo avrebbe inoltre dato a Brenda 30.000 euro, cifra assurda per il legale dell'ex governatore Luca Petrucci.
Ora, aldilà delle ricostruzioni: come é possibile credere a questo susseguirsi di rivelazioni dei trans? Perché gli studi tv devono sostituirsi alle procure e stuzzicare con l'esca della visibilità chi sarebbe disposto a tutto pur di apparire, perché nella vita di tutti i giorni é solo un trans e di notte appaga nel silenzio le voglie represse e indicibili di potenti e professionisti?
Le dichiarazioni di China, come quelle di Natalì, assomigliano sempre più alla guerriglia nella lotta tra bande, a una faida tra proletari del sesso perverso e a pagamento, a un regolamento di conti a mezzo stampa che vuole soltanto sfogare invidie e rivendicare una popolarità tanto agognata e mai goduta. In tutto questo Brenda é il fazzoletto teso dall'arbitro in un rubabandiera in cui le due squadre di trans credono di essere i protagonisti e di guidare il gioco, ma sono soltanto pedine nelle mani di chi l'ha voluta morta. Ed é Brenda finora il vero corpo della strumentalizzazione. Sia per chi ne parla davanti al plastico di Cogne, sia per chi l'ha bruciata.
Nessuno dei testimoni che si riempiono la bocca del suo nome in pubblico ha interesse a dire la verità, che sa di morte. La credibilità di queste testimonianze é pressoché pari a zero.
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alle 22:14
antonio dmt
qui si sfiora il paranormale....ma vespa non ha più il senso della realtà... a chi potrà mai interessare il modellino della casa della vittima e le supposizioni degli amici, e l possibili vicende legate all'accaduto? macabro...solo vespa e alessio vinci riescono in questo fare. rabbrividisco. questo non è servizio pubblico decente. si diceva di fazio, della dandini, di report e di ballarò...ma di porta a porta nessuno parla? fin quando non tocca i fatti personali del padrone, vespa potrà fare quello che vuole.