Marrazzo vuota il sacco per la terza volta. Ci riserviamo il beneficio del dubbio, visto che l'ex governatore della Regione Lazio ha ritrattato più e più volte la sua versione. Dagli ultimi interrogatori avrebbe ammesso che il pingue contante trasportato in Via Gradoli serviva per l'acquisto di droga. Ottimo, é spacciato (anche se ormai era ovvio l'utilizzo di quel denaro).
Anche il commissario Giuseppe D'Avanzo, prima in veste di avvocato difensore del politico piddino e oggi detective superpartes, é confuso e getta la spugna sulla verità a rate del M'Arrazzo (così ribattezzato da Dagospia). Scrive:
Ci sono altre confessioni? Marrazzo ha davvero e finalmente detto tutto? Perché a tornare indietro con la memoria, del governatore si ricordano soltanto omissioni, mezze verità, frottole. Più o meno dieci giorni fa - è già nota la notizia dei carabinieri ricattatori, dell'esistenza di un video compromettente - Marrazzo si presenta davanti alle telecamere per dire che è tutta "una bufala", che "il video non esiste" e, se esiste, "è manipolato".
Quanto è affidabile oggi il governatore? Si può avere fiducia in lui? Marrazzo si protegge da ogni interrogativo agitando le ragioni della privacy. Come se questa formula magica - la mia privacy - potesse evitargli quella che, altrove, chiamano "valutazione di vulnerabilità": quanto le sue decisioni possono essere libere dalle pressioni o dai ricatti ai quali lo espone la sua scapestrata vita privata?
E se anche D'Avanzo é spazientito dinanzi a Marrazzo, il governatore l'ha combinata grossa con le sue versioni altalenanti. Ma non tutto é perduto. Mentre Marrazzo stesso si flagella a ragione e arriva al punto:
"Ho commesso un errore enorme. Anche perché ho sempre saputo che uno scheletro così nell'armadio proprio non è compatibile con una carica pubblica. Avrei dovuto essere senza macchia né peccato, con la popolarità che avevo",
spunta dal cappello magico la difesa di YouDem, la web tv del Partito democratico. Arrampicarsi sugli specchi é poco. Sentite qui, boxino a pagina 9 di Repubblica. Titolo: YouDem, non é vergognoso andare con i transessuali
e fin qui, se accantoniamo morale, ipocrisia e perbenismo, potremmo pure condividere. Senza contare ovviamente che non parliamo del signor Rossi che cerca i trans sulla Cassia ma di un esponente politico di primo piano. Poseguiamo col pezzo, dove si legge:
Piero Marrazzo non ha sbagliato ad avere rapporti con i trans. La tv del Pd in una trasmissione dal titolo lievemente allusivo "Transitalia". Uno dei conduttori, Claudio Camarca, parlando della persona in genere ha detto: "Se una persona spposata tradisce con una donna o un trans non ci trovo niente di strano". E l'altra conduttrice ha aggiunto: "In Italia andare con una donna é un'attenuante, andare con un trans un'aggravante".
Ora, questo é il tenore del dibattito politico. Per difendere Marrazzo, quando avranno utilizzato tutti gli argomenti disponibili, diranno che, ad esempio, era in mutande nell'appartamento di Natalie perché faceva caldo e che aveva pensato di comprare la cocaina per qualcun'altro come atto d'amore, alla stregua del cellulare di Dino Boffo prestato al tossicodipendente.
Nel frattempo Silvio Berlusconi, che nella sua magnanimità aveva avvertito Marrazzo del video risvegliando in pieno il conflitto di interessi, se la gode alla grande e a Vespa dice che lui no, non é ricattabile. Visto che le feste nel segno della farfalla, il party di Casoria, le one or two night stand tra Villa Certosa e Palazzo Grazioli insieme alle registrazioni/intercettazioni di Patrizia D'Addario sul fai da te dell'autoerotismo non hanno avuto alcun effetto, come dargli torto.
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alle 15:07
maria
ormai chi è d'avanzo lo sa tutta italia! pur di dare la colpa a berlusconi arriverebbe a dire qualsiasi cosa, quindi...le sue parole sono aria fritta. è il recordman del duopesismo, la gabola fatta persona, più bugiardo di pinocchio. chi gli crede più?