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Bomba in Bocconi, l'odio secondo Adriana Faranda. Berlusconi dorme: vuole la testa di Feltri?

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 17 Dicembre 2009, 10:53 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini
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Giornate incendiarie, dalla Piazza Duomo di Massimo Tartaglia fino alla bomba alla Bocconi di ieri sera. E' questo il clima di odio di cui parla la maggioranza al governo, a cui si ispira Fabrizio Cicchitto nelle sue invettive contro la Rete, che scatena Mara Carfagna a vagliare l'ipotesi di terrorismo pochi attimi dopo l'aggressione al premier?

Solo alcune riflessioni. Ieri Debora Billi ha scritto su Crisis una post sull'odio che si riaffaccia sulla scena della politica italiana. Non esistono più i moti di piazza degli anni Settanta, le rivendicazioni organizzate delle Brigate Rosse eppure il timore maggiore dei nostri politici è l'odio. Perché? Secondo Debora,

[...] le affermazioni "Tizio è mafioso" "Caio deve morire ammazzato" sono affermazioni che colpiscono la pancia, e sono capaci di generare violenza in chi ha pochi strumenti per gestire la frustrazione o la rabbia. E malgrado si siano sempre fatte (su Andreotti se ne dicevano di tutti i colori), la capacità di gestire democraticamente l'eventuale violenza, da parte dello Stato, è oggi pressoché nulla. Non so se sia colpa del governo o semplicemente dei tempi che sono cambiati, ma cerchiamo di mettercelo in testa: da molti anni ormai il potere è letteralmente terrorizzato dai moti di piazza.

Il primo sospetto mi venne addirittura ai tempi del G8 di Genova, quando Berlusconi andò in diretta nazionale facendosi accompagnare dal Presidente della Repubblica per "calmare gli animi" dopo la morte di Carlo Giuliani. Non si era mai sentito che le due maggiori cariche dello Stato andassero in TV a dare spiegazioni (e a discolparsi...) per la morte di un manifestante. 

Certo, direte voi, la bomba alla Bocconi poco centra con la paura della piazza. Rivendicato dagli anarchici (su blogazione il testo della lettera recapitata alla redazione di Libero), l'attentato fallito nel think tank dei manager del futuro, è già stato sezionato e interpretato da Libero e Il Giornale, come scrive Giornalettismo: “E’ un altro frutto delle campagne dei cattivi maestri“, scrive il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, che poi, per contribuire a svelenire il clima della politica, fa scrivere ad Alessandro Sallusti che “Il comitato di liberazione nazionale fondato da Casini, Di Pietro e Bersani ha un nuovo socio: dopo il mattacchione Tartaglia, si sono arruolati tra i resistenti anche i compagni della Federazione anarchica informale". Ormai la vince chi la spara più grossa.

Per interpretare la bomba alla Bocconi ma anche gli attacchi in Parlamento dai banchi della maggioranza che malcelano intenti censori (vedi le dichiarazioni di Roberto Maroni sul web e i cortei, già oggi ridimensionate) ci pensa Adriana Faranda che sulla prima pagina di Italia Oggi scompone lo zeitgeist della Seconda Repubblica: "Negli anni Settanata, politicamente ci si confrontava sui contenuti e sulle proposte. Oggi, invece, contenuti e proposte scarseggiano e impera, al loro posto, la personalizzazione del conflitto politico, con la demonizzazione e la demolizione dell'avversario. Espressioni come "sei un fascista" o "sei un delinquente" si sprecano. La dialettica politica si sposta così dai contenuti al killeraggio mediatico, vedi la spasmodica ricerca dello scandalo sotto il quale seppellire il nemico".

Dobbiamo pensare al caso escort, a Dino Boffo, a Piero Marrazzo o al più recente arresto di Pier Gianni Prosperini? O dobbiamo pensare che un'etica della politica non esista più incamminata sul destino disegnato da Richard Sennett?

Domanda aperta. Chiudiamo il post sugli istigatori di odio con una perla dedicata al genio di Vittorio Feltri, tra i giornalisti più istigatori di violenza che la stampa italiana abbia conosciuto: ormai da tre mesi batte il ferro sul tradimento di Gianfranco Fini impegnato a distruggere la maggioranza. Guardate il titolo a pagina 9 di Italia Oggi:

italiaoggifeltri.jpg

Che Silvio voglia la testa del direttore de Il Giornale, stufo del clima di odio? (l'immagine è di PiazzaVittoria)

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4 commenti
4
16 Mar 2010
alle 20:28

mara

italy is gone, a country in the darkness

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17 Dic 2009
alle 17:11

daisy

Ma dove siamo arrivati? perchè tutta questa violenza inaudita....perchè la gente non riesce più a vivere concretamente mantenendo comunque determinati valori, il rispetto, la coerenza, la tolleranza...se di mezzo c'è la politica, le istituzioni e le vicissitudini che vanno dunque in cronaca dal rosa al nero, bisognerebbe non perdere di vista gli obbiettivi e gli ideali piuttosto che infiammare gli animi delle masse che seguono tutto a ruota senza poi magari avere un giudizio veritiero sull'attualità del nostro paese. L'ignoranza dilaga, questo è il vero sintomo dei disordini sociali, in my humble opinion..

seppur banale la mia considerazione/sfogo, m'è venuta leggendo questo articolo, confrontandolo anche con un alto letto poc'anzi:
http://www.loccidentale.it/articolo/la+bomba+alla+bocconi+fa+scattare+il+%22riformismo+d%27emergenza%22+di+bersani.0083395

2
17 Dic 2009
alle 15:14

jocondor infront

si, qualcosina c'è ... da ben 15 anni oltre agli asini volano anche i porcelli ... ma in realtà non si vedono perchè sono nascosti dalle nuvole.

1
17 Dic 2009
alle 12:14

libero

il clima di odio da stadio l'ha creato-ricreato voluto lo vuole berluscuni&C e da ben 15 anni da quando è sceso in campo per non finire in galera (il paese si era riapacificato ...) 

ora volere un paese mediamente civile senza condannati in parlamento senza piduisti in parlamento e senza uomini politici che controllano e sono propietari di tv radio giornali ecc .. ed una corruzione a livelli fisiologici e non patologici ecc ecc ecc ...  cos'è odiare? portare odio? 

ma di cosa stiamo parlando?? la realtà è la realtà non c'è mica altro

bisogna pretenderlo un paese normale senza farsi intimidire da ricatti minacce in puro stile eversivo piduista anni 70 in puro stile mafioso altrimenti questo paese non cambierà di una sola virgola

l'odio di cui si alimenta la lega non viene dalle stelle ma dalla tv ...

 

 

 

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