Cattolicesimo magico, viaggio tra Medjugorje e il Rinnovamento dello Spirito: intervista a Marco Marzano

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Il cattolicesimo magico vive ancora in Italia? Se in Occidente la sua versione popolare tende a scomparire, nel nostro paese il fenomeno, specie quello che rientra nel filone del "carismatismo" è in crescita. Marco Marzano, docente di Sociologia all'Università di Bergamo, ha raccontato il suo viaggio ne il "Cattolicesimo cattolico" (Bompiani, pagg. 187, euro 9.50) andando di persona a Medjugorie, tra i riti dei fedeli, i pellegrinaggi e le apparizioni mariane oltre ad addentrarsi nei gruppi carismatici. Ecco cosa ci ha raccontato.

"Cattolicesimo magico" si propone come "un'indagine etnografica". Perché non religiosa o sociologica?

Il libro non è un'astratta analisi sociologica, né un testo di teologia ma piuttosto un vero racconto. E' la storia del mio «viaggio» dentro «il cattolicesimo magico» attraverso il mio pellegrinaggio a Medjugorje e un singolare «corso di formazione all'evangelizzazione» organizzato da appartenenti al movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito (RNS) Solo nell'ultimo capitolo del libro avanzo un tentativo di interpretazione dei fenomeni che ho studiato, delle cose che ho visto. E ho fatto tutto questo immergendomi nel contesto, come avviene in tante ricerche sociologiche.

Perché accostare il fenomeno dei pellegrinaggi a Medjugorje e i carismatici del Rinnovamento nello Spirito?

Ho conosciuto il RNS a Medjugorje, come racconto nel libro. Medjugorje non è Lourdes, ovvero non rappresenta un luogo di preghiera e di culto dove tanti anni fa un'umile pastorella vide la Madonna. A Medjugorje le apparizioni sono ancora un fatto quotidiano al quale io stesso ho assistito. E sono altrettanto quotidiani i racconti dei «viaggi in Paradiso» riferiti dai veggenti nelle loro catechesi.

A Medjugorje può accadere, come succede negli incontri del Rinnovamento, che qualche fedele cada a terra all'improvviso per effetto del cosiddetto «riposo nello Spirito» oppure che qualche pellegrino venga «posseduto» dal demonio durante una funzione religiosa e cominci ad urlare e a dibattersi. O ancora può avvenire che si preghi in un linguaggio glossolalico, cioè pronunciando un insieme di suoni disparati dal significato incomprensibile. Per questo nel libro ho scritto a proposito del cattolicesimo magico di un “potenziale mistico-eversivo”, di un fenomeno incontrollabile, espressione di un cattolicesimo popolare, alternativo a quello istituzionale e che reclama la sopravvivenza di un mondo incantato, fatto di angeli, demoni, veggenti, profezie e miracoli. Un mondo tenacemente nemico dei teologi e di una spiritualità troppo raffinata, sopravvissuto alla modernità e che oggi rivendica, silenziosamente ma con forza, il suo spazio dentro la Chiesa.

Chi é attratto dal culto di Medjugorje e dal Rinnovamento nello Spirito?

Direi che si tratta prevalentemente di ceti popolari, anche se si trovano non pochi fedeli provenienti da classi sociali più elevate. La mia impressione è che si tratti di persone cresciute in un ambiente di religiosità popolare, pieno di immaginette, rosari, devozione intensa e pellegrinaggi. In questi luoghi ci sono anche molte persone «sofferenti», che presentano qualche disturbo psicologico particolare. Ma direi che sono una piccola minoranza. E la loro presenza è la conseguenza del fatto che in questi posti viene accolto chiunque, che non si bada troppo alla sua condizione fisica o psichica, che, per dirla con una battuta,  non ci sono test di accesso.

Perché il culto di Maria e i movimenti a lei legati come Fatima, Lourdes e ora Medjugorje sono sempre stati ostacolati dalle gerarchie ecclesiastiche?

Si tratta di fenomeni «spontanei», cioè che si presentano nella storia senza che l’istituzione li abbia direttamente provocati o causati. E che per questo sono in qualche misura per essa sempre temibili. Tuttavia, una volta posti sotto controllo, possono divenire la fonte di un forte sentimento religioso popolare utile all'istituzione. Naturalmente all'inizio, di fronte alle pressioni dal basso che chiedono il riconoscimento della natura autentica e straordinaria dell’apparizione, la Chiesa cattolica prende tempo, esamina, indaga e poi decide. E’ avvenuto così per La Salette, Fatima, Lourdes. Ed è avvenuto così (e pensi con quali clamorosi inversioni di direzione!) nel caso di uomini di chiesa  molto «carismatici» come Padre Pio, prima messo ai margini e poi santificato nel volgere di pochi decenni.

Finora però abbiamo parlato di luoghi di culto in cui le apparizioni sono dovenute "mediatiche".

Per ogni apparizione che finisce sulla scena pubblica ve ne sono tante altre che vengono disconosciute e poi dimenticate (o che sopravvivono solo nella tenace memoria popolare). Da questo punto di vista Giovanni Paolo II ha avuto un atteggiamento più benevolo nei confronti delle apparizioni rispetto a Giovanni XXIII e Paolo VI. Almeno così risulta dalle ricerche compiute dall'antropologo Paolo Apolito. Nel caso specifico di Medjugorje, la Chiesa non ha ancora riconosciuto l'autenticità delle apparizioni e ha così evitato di dirimere un violento e antico conflitto locale tra francescani e clero diocesano che descrivo nel libro. E però nemmeno vieta ai fedeli di recarvisi. La mia impressione è che tuttavia il fenomeno abbia raggiunto ormai una dimensione tale che sconfessarlo sarà per la gerarchia cattolica  praticamente impossibile. Perché equivarrebbe a sconfessare il comportamento di quei milioni di cattolici che si sono recati da tutto il mondo in questi ventotto anni nella cittadina dell'Erzegovina.  

Conversioni mediatiche: che impatto hanno avuto sui fedeli e l'immagine della Chiesa o dei movimenti a cui fanno riferimento le conversioni di Lola Falana o Claudia Koll?

Hanno il valore di testimonianze, di dimostrazioni pratiche della potenza di Dio, della sua capacità di cambiare il corso della vita di chi decide di amarlo senza riserve. Da questo punto di vista però, le testimonianze di «persone qualunque» che si sono convertite e raccontano in pubblico le «meraviglie» di questa decisione hanno un impatto analogo, se non superiore perché i fedeli vi si identificano più facilmente, di quelle delle stelle dello spettacolo.

Nonostante la Chiesa non riconosca ufficialmente Medjugorje esistono delle ragioni politico-sociali affinchè proseguano i pellegrinaggi?

Mi sembra di averle in parte già risposto. Però questa domanda, e l'accenno alle ragioni politico-sociali dei pellegrinaggi, mi consente di ricordare che quella che ho raccontato nel libro è la storia di Medjugorje vista dall'Italia, cioè nell’esperienza dei tanti fedeli che vi si recano da qui. Ma Medjugorje ha anche un significato nella drammatica storia dei conflitti etnici che hanno devastato quell’area del mondo. Popolata, come sappiamo, oltre che da croati (cattolici) anche da musulmani e, fino a qualche tempo fa, da serbi (ortodossi). Si tratta di una storia alla quale nel libro faccio solo un rapido cenno. Ma che merita certamente di essere studiata e compresa. Soprattutto per capire i rischi che derivano dall’inasprirsi dei conflitti etnico-religiosi nel nostro continente.

Culto mariano in versione antimoderna e oscurantista: come si spiega il crescente successo di don Luigi Fanzaga?

Padre Livio, l'instancabile animatore di Radio Maria, ha avuto certamente un ruolo enorme nel diffondere e promuovere i “fatti di Medjugorje”. Soprattutto negli anni della semi-clandestinità, negli anni Ottanta, quando in quell’area c’era ancora la Jugoslavia e il comunismo. E quando i pellegrinaggi verso quella meta erano a dir poco difficoltosi. Anche oggi Radio Maria e il suo «carismatico» leader sono la principale grancassa mediatica di Medjugorje. Più in generale, ho l'impressione che Padre Livio sia un vero talento della comunicazione, dato che si è «inventato» un'emittente come Radio Maria, che sopravvive egregiamente senza pubblicità e con un palinsesto decisamente «alternativo». Il suo successo è la dimostrazione della forza di un cattolicesimo tradizionale, devozionale, semplice, dai toni foschi e anti-mondani che come un fiume carsico ha percorso tutta la storia d’Italia e che lungi dall’essere scomparso oggi acquista un inedito spazio pubblico e mediatico.

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