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No Berlusconi Day, testimonianze da Londra: lettori 2.0 in piazza tra Borsellino e la Costituzione

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 9 Dicembre 2009, 09:54 in Press & Friends di Eleonora Bianchini

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No B-Day, se ne parla ancora. La nostra Franca Corradini, curatrice del blog A scuola di bugie tra gli ideatori della manifestazione (ascoltate qui la sua videointervista su Lo Specchio) ha postato numerosi videocontributi dalle capitali europee. Contrastanti i dati sull'affluenza a Roma, che oscilla tra i 90.000 secondo la Questura e il milione per gli organizzatori (come sempre i numeri delle nostre manifestazioni si caratterizzano per l'assenza di oggettività e la sproporzione tra aspettative e realtà).

Mentre l'onda viola serpeggiava nelle strade di Barcellona, Berlino e Helsinki, anche Londra ha fatto sentire la sua voce. Un nostro affezionato lettore 2.0, Federico Zanni, ci ha inviato la sua testimonianza From The Land of No Bidet. Ecco il racconto del suo No B-Day da Londra

Mentre ci avviciniamo al numero 38 di Eaton Place, sede del Consolato Italiano a Londra, io e Mirco siamo presi da una leggera depressione: le uniche due persone presenti sono un ragazzo italiano con un megafono e un "bobby" in impermeabile giallo. Continuo a camminare e penso: "Non posso nemmeno dire che potrebbe andare peggio: sta già piovendo."

E dire che su Facebook eravamo più di mille persone.

Immaginavo che non tutte avrebbero partecipato, ma anche solo un centinaio sarebbe stato abbastanza. Possibile che ancora una volta le bancarelle di Camden Town e Portobello Road abbiano prevalso sulla voglia di salvare quel poco di dignità rimasta al nostro Paese?

Per l'italiano a Londra, ogni giorno è una lotta continua per dimostrare che no, non siamo tutti pagliacci; no, non siamo tutti mafiosi; no, non siamo tutti imbecilli. In quanto, per gli inglesi, la situazione politica italiana semplicemente "doesn't make any sense". "How come Berlusconi is still in power?", mi chiedono, "How come nobody seems to do anything about it?" "How come people still vote for him?" . Io, lo sguardo basso per la vergogna, rispondo: "Non ne ho idea. So solo che, se fosse per me, Berlusconi se ne sarebbe già andato da un pezzo".

Ed è ciò che mi ha convinto a scendere in piazza oggi. Non mi importa se domani Berlusconi sarà ancora al suo posto; non mi importa se "il problema vero non e' lui, ma quelli che gli stanno dietro"; non mi importa se "non c'è nessun'altra alternativa".

Io scendo in piazza per dimostrare (agli altri, ma anche a me stesso) che esiste un'Italia diversa da quella che si vede quotidianamente su TV e giornali (esteri) e io ne faccio parte. Oggi è solo l'inizio; eliminiamo un problema alla volta; l'alternativa (come dice Mirco) siamo noi.

Speravo che altri la pensassero allo stesso modo. Ed è con voce mesta, quindi, che mi accingo a chiedere al ragazzo col megafono. Ma, ancora prima che potesse iniziare a parlare, mi interrompe e dice: "Belgrave Square" e mi indica la prima a sinistra. Sono preso in contropiede.

"Ah, non siamo in tre, allora?!"

"Eh no, andate pure a vedere"

Svoltiamo e il viola inizia a fare capolino.

All'inizio saremo una cinquantina. Ma, pian piano, la gente continua ad arrivare e alla fine raggiungiamo i duecento. La pioggia non si nota più.

C'è un clima di allegria, calore, determinazione. Si inizia con la lettura dell'Articolo 3 della Costituzione Italiana  e si continua con video, filmati e registrazioni audio, intervallati da dibattito ed interventi dei partecipanti. Grande commozione e forti applausi quando i visi di Falcone e Borsellino appaiono sul maxi-schermo. I sentimenti di rabbia e indignazione non sfociano mai in violenza verbale (ne' tantomeno fisica), ma in un urlo unanime e assordante: "Berlusconi dimettiti". Questo è il fulcro di tutta la manifestazione. Insieme alla consapevolezza che oggi è solo il primo passo e che, se si vuole un vero cambiamento, d'ora in avanti è necessario continuare a lavorare insieme per ottenerlo. A questo proposito, viene più volte sottolineata la vitale importanza dell'informazione: spetta a noi in prima persona non solo fruire dell'informazione, ma anche generarla, utilizzando i nuovi strumenti a nostra disposizione (internet, Youtube, Facebook, etc..), per combattere il monopolio dei media italiani, troppo spesso al servizio di individui o partiti.

Il successo dell'evento è lampante e gli organizzatori (tutti davvero bravissimi, nonostante qualche inceppo tecnico) sono visibilmente sorpresi ed emozionati. Ma non solo loro. Anche le auto che passano, osservano e suonano il clacson in approvazione. Anche i "bobbies" in impermeabile giallo, testimoni di una protesta energica, ma corretta, pacifica e, per questo, ancora più incisiva. So per certo che oggi, in questa piazza, non hanno visto un solo pagliaccio, un solo mafioso, un solo imbecille. Mission accomplished.  

Ancora una volta, I'm proud to be Italian. 

(l'immagine è tratta da No Berlusconi Day in London)

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2 commenti
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20 Lug 2010
alle 18:08

rachid oubouhouch

silvio berlusconi sei un padre padrone per questo io non ti voto più ma voto tua figlia barbara e aiuto tua ex moglie veronica...

 

 

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09 Dic 2009
alle 19:45

dino

come sarebbe bello se per Natale potessimo ricevere il regalo più gradito:

un premier sincero. serio,dedito a espletare il suo mandato con abnegazione: un premier che facesse della sobrietà il suo imperativo categorico, un premier che non fosse padrone,direttamente e indirettamente, di tutte le emittenti televisive del Paese....

io personalmente credo:

che costui non se ne andrà mai e neanche con le cannonate!

 

 

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