ore 18.04: secondo la tv di Stato gli scontri hanno provocato oltre 15 morti. La famiglia di Ali Habibi Mousavi, il nipote del leader riformista ferito a morte dalle forze di sicurezza, denuncia la scomparsa del cadavere. Lacrimogeni sui manifestanti.
All'inizio fu Neda Soltani, la ragazza uccisa il 22 giugno e soccorsa da Arash Hejazi, il medico che ha tentò di rianimarla. Poi l'Onda Verde continuò a gonfiare le strade nonostante gli spari del regime, i cadaveri occultati dai basiji e il silenzio di Ahmadinejad. Nel giorno dell'Ashura, in cui i musulmani sciiti commemorano il martirio di Hussein, gli oppositori del regime di Ahmadinejad sono di nuovo scesi in piazza.
15 i morti secondo le fonti ufficiali, numero che contrasta le stime ancora in divenire dei sostenitori del leader di opposizione Moussavi che, come scrive Joshua Evangelista su Reporters, ha perso il nipote durante gli scontri. La tensione di questi giorni è stata accelerata anche dalla morte del Grande Ayatollah Montazeri, figura cardine del dissenso sin dai tempi di Khomeini. E ora? secondo Tariq Ali intervistato su Repubblica i tempi della Rivoluzione sono maturi. I chierici sono divisi, pasdaran e basiji sparano sulla folla, la gente sembra disposta ad affrontare anche i fucili, ricorda Andrea Garbin. E, riferiscono alcune testimonianze, il bersaglio non è più Ahmadinejad ma la Guida Suprema Khamenei.
Mentre il regime tenta di occultare le violenze sui manifestanti di cui ci parla anche Pollicino, è su Twitter e Facebook che il governo viene smascherato: con l'hashtag #iran troverete tutti gli aggiornamenti delle proteste, moussavi1388 dà appuntamento questa sera davanti all'Ebne Sina Hospital (2nd square, Sadeghiye) where Mousavi's martyred nephew is resting in peace (riporta il sito Parlemannews: "Seyyed Ali Moussavi, 35 anni, nipote di Mir Hossein Moussavi, è stato ucciso oggi [ieri, ndr] con un colpo d'arma da fuoco al petto nella piazza Enghelab [nel centro di Teheran, ndr] ed è deceduto dopo essere stato trasportato nell'ospedale di Ebne Sina"); #iranelection invita a bucare le gomme di basiji, pasdaran e dei mezzi pubblici.
Vi suggeriamo di non perdere astreetjournalist, dove un gruppo di reporters indipendenti sta seguendo in live blogging e con articoli di approfondimento tutti gli sviluppi di quello che, forse, sarà il crollo del Muro di Berlino in salsa farsi. Qui trovate i video degli scontri e per le foto seguite Saeed Valadbaygi, il blogger che già in occasione delle scorse elezioni presidenziali aveva aggirato la censura e l'oscuramento della rete.
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