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Concorsi pubblici truccati: Facoltà di Farmacologia a Milano, parla un candidato

Eleonora Bianchini avatar Mercoledì 13 Gennaio 2010, 10:00 in In evidenza, Italia, Segnalato da voi di Eleonora Bianchini
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Abbiamo raccolto la testimonianza di un candidato a un concorso pubblico presso un' Università a Milano che nel corso dell'esame ha rilevato varie irregolarità.

Siamo a Milano a un concorso per titoli finalizzato ad assegnare un posto di lavoro a tempo determinato - categoria C in area amministrativa della Facoltà di Farmacologia presso una delle più importanti università pubbliche della città. I candidati che si presentano il giorno del colloquio sono solo 5 e la graduatoria per titoli, già esposta al pubblico prima dell'inizio dei colloqui, non supera i 5 punti a persona su un massimo previsto di 10.

Prima dell'inizio dei colloqui una ragazza si presenta alla commissione: c'è un errore, il suo nome non è inserito in graduatoria ma lei sostiene di essersi regolarmente iscritta pagando il bollettino di 10.33 € (conditio sine qua non per l'ammissione al concorso pubblico). Ha con sè una fotocopia del bollettino per certificare l’avvenuto pagamento.

La commissione chiamata a valutare, formata da 4 persone tra docenti e personale amministrativo, si interessa alla domanda mancante e al rispettivo bollettino che, a quanto pare, "non sono pervenuti". Dopo 40 minuti in cui, mentre i candidati attendono, la commissione ostenta titubanza, sparizioni e ritorni per andare alla ricerca del “bollettino” perduto, segue il suo ritrovamento e la ragazza viene ammessa.

Curiosità e contraddizioni: la motivazione data a tutti sul presunto smarrimento della domanda è che la ragazza aveva erroneamente dimenticato di allegare la ricevuta dell'avvenuto pagamento e pertanto la domanda non era stata presa in considerazione. Per questo motivo la commissione, per ammettere la candidata al colloquio, trattiene poi la fotocopia della ricevuta che ha portato con sè la giovane, pinzandola con la domanda. La cosa stupisce tutti ma nessuno contraddice la commissione pensando che il comportamento sia legittimo, forse anche ritenendolo in fondo un atto di bontà nei suoi confronti. Tutto ciò nonostante nel bando sia scritto che: "La ricevuta del versamento deve essere allegata alla domanda di partecipazione a pena di esclusione dal concorso".

Dopo i colloqui – aperti a tutti - in cui si distinguono per bravura due ragazzi che dimostrano di essere preparatissimi sull'argomento, il verdetto è che la suddetta ragazza, che oggettivamente e anche a suo giudizio aveva sostenuto un colloquio mediocre, è la vincitrice. Alla fine supera ampiamente i 21 punti necessari alla sufficienza e scalza coloro che erano partiti con un punteggio maggiore nella graduatoria sui titoli. Inoltre, cosa non proprio trascurabile, la sommatoria dei suoi punti viene resa nota solo alla fine insieme al punteggio finale che comprende anche l’orale. Ma ciò che di più stranisce tutti gli altri partecipanti è che la vincitrice aveva passato tutto il tempo prima e durante i colloqui a chiedere suggerimenti agli altri perché diceva di non avere studiato nulla e di non essere assolutamente preparata.

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3 commenti
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11 Set 2011
alle 13:42

Maria Ariannadreams

La cosa strana è che se... dico se.. solo supponi, questi fannulloni ti minacciano di querela!!!

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04 Mar 2010
alle 11:06

Simone

La cosa è routine, anche se nessun dipendente pubblico ammetterà l'esistenza di queste pratiche

1
13 Gen 2010
alle 14:40

naiadhe

 

Che dire? Sono certa che in Italia queste cose siano all'ordine del giorno....purtroppo più di quanto noi pensiamo:-/

Ecco come entrano i "fannulloni" nel pubblico impiego (....)

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