Lo sapevate che "riempire legalmente, a pagamento, uno degli iPod classici sempre più capienti (capaci di contenere fino a 40mila canzoni) costerebbe quanto una Porsche d'epoca"? La riflessione arriva a pagina 13 del Corriere che analizza l'approvazione in Francia della Hadopi 2, l'autorità che mira a regolamentare la Rete e a sanzionare il download gratuito. La legge funziona in base al principio del baseball "tre sbagli e sei fuori": gli internauti che effettuano download illegali verranno prima avvisati via mail, poi tramite una lettera ufficiale e, al terzo avvertimento, pagheranno una sanzione o saranno disconnessi. Abbiamo discusso del nuovo provvedimento insieme a Guido Scorza, avvocato e dottore di ricerca in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie.
Cosa è cambiato dalla bozza iniziale alla legge finale?
Direi quanto è bastato per superare il vaglio di legittimità costituzionale da parte del Conseil Costitutionnel ma non abbastanza perché si possa ritenere la Hadopi2 un esempio di civiltà giuridica da imitare. La versione approvata sancisce che il provvedimento di "disconnessione" venga adottato da un giudice - benché all'esito di un procedimento sommario - e non già dalla hadopi.
Si tratta di una modifica che oltre a consentire alla legge di superare il vaglio di legittimità costituzionale l'ha posta, almeno formalmente, al riparo da un sicuro contrasto con la nuova disciplina europea varata nell'ambito del pacchetto Telecom.
I francesi smetteranno di scaricare?
Non credo. D'altro canto gli italiani non hanno smesso di scaricare dopo il varo del famigerato decreto Urbani. La storia del diritto della Rete insegna che misure di repressione eccessiva di condotte largamente praticate non ottengono mai il risultato sperato e sortiscono l'unico effetto di stimolare la creatività degli utenti nel dar vita a nuove modalità di realizzazione della medesima condotta idonee a consentire di eludere le norme. È facile prevedere che l'hadopi contribuirà al diffondersi di soluzioni di navigazione anonima più intuitive e facili da usare delle attuali.
Anche la Gran Bretagna ha pensato a un analogo di Hadopi2 con il Digital Economy Bill e in Italia il provvedimento francese è stato accolto favorevolmente da Fimi, Afe, Siae e Univideo. Anche in Italia arriveranno provvedimenti simili?
Credo di si. Ci sono diversi segnali provenienti dal Palazzo che suggeriscono che il nuovo anno sarà innaugurato dalla ripresa e chiusura dei lavori del famoso comitato tecnico contro la pirateria audiovisiva nato proprio per importare in Italia la soluzione francese. La speranza è che il provvedimento italiano sia più equilibrato di quello francese ma temo, appunto, si tratti solo di una speranza.
La Siae sta pensando anche a una tassa sull'abbonamento a Internet. Ti sembra un'ipotesi plausibile? E questa eviterebbe l'approvazione in Italia di leggi come la Hadopi2?
Mi auguro che l'Italia sappia resistere alla tentazione di risolvere un problema di mercato e cultura come quello del download illegale di contenuti digitali attraverso l'introduzione di una nuova tassa.
Si tratterebbe di una soluzione ingiusta simile all'equo compenso fondata sulla presunzione non provata e non dimostrabile secondo la quale chiunque dispone di una connesione a internet la utilizza per scaricare abusivamente materiale protetto da copyright. In un Paese così arretrato in termini di diffusione della banda larga, tassare le risorse di connettività costituirebbe quasi un attentato ai principi costituzionali cui si ispira il nostro Ordinamento. Non penso tra l'altro che l'introduzione di una tassa di questo tipo scongiurerebbe il rischio di un hadopi all'italiana; la vigente disciplina sull'equo compenso che impone agli italiani di pagare 70 milioni di euto l'anno a siae per l'uyilizzo di supporti di registrazione non ha impedito, a suo tempo, il varo del decreto urbani.
La legge francese avvantaggia gli artisti, che così vedranno aumentare le loro entrate, o appaga soltanto un senso di controllo sulla Rete?
Molti artisti francesi hanno già manifestato le loro perplessità in relazione alla hadopi. Ormai è un fenomeno noto: non sono artisti ed autori ad avvantaggiarsi di questo genere di misure antipirateria. Gli unici a beneficiarne sono gli industriali dell'audiovisivo e le società di intermediazione.
Spesso l'antipirateria, in effetti, è una scusa per garantirsi il controllo della Rete ma in questo caso credo che ad ispirare l'iniziativa legislativa vi sia stato il convincimento che la nuova legge potesse risollevare le sorti dell'industria del settore. Temo però i conti non siano stati ben fatti.
Una delle difficoltà di Hadopi2 è il riconoscimento dell'autore del reato: i titolari di wi-fi aperte, infatti, potrebbero essere sanzionati perchè a loro insaputa qualcuno ha scaricato tramite la loro connessione. Il legislatore come può risolvere questo problema?
Imponendo a ciascun titolare di risorse di connettivitá un obbligo di custodia delle stesse la cui violazione è sanzionata con il provvedimento di disconnessione. In altre parole, si punisce il titolare dell'abbonamento a internet perché non ha puntualmente adempiuto al suo obbligo di custodia.
Quali sono le conseguenze?
Nella attuale situazione di scarsa alfabetizzazione informatica rischia di trasformare l'obbligo di custodia nel presupposto per l'introduzione surrettizia di una sorta di responsabilitá oggettiva.
Se i cd ed i dvd e ancora l'ingresso ai cinema costassero meno probabilmente diminuirebbe lo scaricamento dei file digit. ma come al solito si pensa anche in francia a proteggere le lobby dei produttori e distributori di cd dvd etc....agli artisti invece secondo me il download delle loro greazioni può far piacere e xchè contribuisce alla loro notorietà.
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alle 11:27
bobo
No Paolo, non servirebbe a nulla, il download "illegale" eiste ed esisterà sempre finchè esiste "la rete". La soluzione italiana di tassare la connessione è secondo me la sola soluzione logica poichè accontenterebbe tutti:
Sul 2° punto: il pensiero che si usa la rete non per scaricare materiale protetto da diritto d'autore è palesemente falso poichè chi usa la rete in un modo o nell'altro naviga e, prima o poi "sfrutta" opere protette da diritto d'autore (basti pensare a youtube o alle radio via web o altro ancora). Anzi, se la cosa diverrebbe legale, al posto di emule dove credi di scaricare un film dal titolo pincopallo e ti arriva un film di scarsa qualità o adirittura un film diverso (...), ci sarebbero dei programmi di download legale dove troveresti quello che veramente vuoi in buona qualità (Caso mai gestiti proprio dalle major o simili).
Basta veramente poco a livello di "tassa" applicata sui contratti di connessione (ISP) per accontentare tutti (Basta che la "tassa" si veramente "logica" altrimenti non servirebbe a nulla....