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"Gradisca, Presidente", parla chi conosce Patrizia D'Addario: l'Italia tra il letto di Berlusconi e Vespa

Eleonora Bianchini avatar Martedì 12 Gennaio 2010, 13:38 in Interviste di Eleonora Bianchini
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Chi è Patrizia D'Addario, la escort di Palazzo Grazioli che armata di registratore è entrata nel letto del premier e ha spaccato l'opinione pubblica? Tutti ne hanno parlato, dal Corriere ad Annozero, ma della sua vita, aldilà di qualche sporadica intervista incentrata sullo scandalo sessuale, il pubblico conosce poco.

Maddalena Tulanti, vicedirettore del Corriere del Mezzogiorno, ha raccolto la sua testimonianza in Gradisca, Presidente dove la D'Addario, oltre che fornire la sua versione sulla notte più celebre di Silvio Berlusconi, ha raccontato lo sfruttamento da parte del suo ex compagno, la morte del padre e il suo passato da illusionista. Un instant book nato tra la casa della D'Addario, fitta di documenti, e un caffè di Bari. Ecco cosa ci ha raccontato Maddalena.

Come ricordi il primo incontro con Patrizia?

Sarà strano a dirsi, ma il primo incontro con Patrizia è avvenuto per strada. Insieme a Fiorenza Sarzanini, inviata del Corriere, stavo raggiungendo Patrizia D'Addario presso lo studio dell'avvocata Maria Pia Vigilante per raccogliere la sua intervista. Incrociammo sul marciapiede una bellissima ragazza bionda che attirava gli sguardi, di donne e uomini. Non ci dicemmo niente in quel momento, ma più tardi con Fiorenza ci siamo confessate che entrambe avevamo pensato la stessa cosa: sarà lei? Era lei. La incontrammo qualche minuto più tardi e dopo un po' di convenevoli arrivammo al punto: è vero che sei andata a letto con Berlusconi? , rispose. E cominciò a raccontare.

Come è nata l'idea di scrivere il libro?

E' venuta quella sera stessa. Dal racconto di Patrizia emergeva la storia di una persona schiaffeggiata dalla vita e non solo in senso figurato. E mai una o più interviste avrebbero potuto rivelare tutto il dolore che la ragazza aveva dovuto sopportare, specie negli ultimi dieci anni della sua vita. Bisognava scrivere in maniera più ampia, soffermarsi su episodi trascurati dalla cronaca. Insomma, disegnare la donna e non la escort.

Perché si è fidata di te?

Non saprei. Mi ha detto di avere apprezzato il mio interessamento alla sua infanzia. Da anni nessuno glielo chiedeva più.

In che modo è avvenuta la stesura del libro?

E' stata rapida. Ci siamo viste per un mese, una volta la settimana. Il primo incontro si è avolto a casa sua perché i documenti relativi al residence e ai referti medici conservati dopo i ricoveri per le botte ricevute dal magnaccia erano veramente troppi. Gli appuntamenti successivi furono in un baretto del centro di Bari. Patrizia raccontava aiutata da torte di mela e thè e io prendevo appunti. Una volta tornata a casa scrivevo subito la puntata della settimana. Dopo cinque settimane, il 9 novembre, abbiamo consegnato il lavoro.

C'è stata molta attenzione intorno all'uscita di "Gradisca, Presidente, ma anche alcuni intoppi sulla presentazione...

Il libro è uscito in libreria il 24 novembre. La presentazione ufficiale è slittata per quattro volte perché a Roma non si è trovato una sede disponibile a ospitare la signora D'Addario. Quando infine un albergo ha accettato di ospitare l'evento, Massimo Tartaglia ha aggredito il premier e quindi siano stati noi - per solidarietà e contro ogni tipo di violenza - a decidere di annullarlo a data da destinarsi.

Hai avuto modo di conoscere Patrizia D'Addario in maniera più ravvicinata e completa di come è stata raccontata dalla stampa e dai media. Quali sono le differenze tra la sua immagine pubblica e privata?

Patrizia è stata dipinta soprattutto come la escort per antonomasia. In realtà non c'è nulla di più lontano di una prostituta dalla vera Patrizia. Lei è romantica, avrebbe desiderato una famiglia, si sarebbe voluta sposare e in chiesa. E' la classica italiana piccolo-borghese. Ci tiene a raccontare che in tutta la sua carriera di illusionista e presentatrice non ha mai voluto cedere a chi le chiedeva sesso in cambio di una carriera più rapida. Racconta con passione che ha avuto solo tre uomini nella sua vita, l'ultimo dei quali è quello che l'ha messa sulla strada. Patrizia non è una prostituta, è solo una vittima. Ma nel nostro paese, cattolico e cristiano a fasi alterne, è il peccato che fa orrore, non il peccatore. E' la escort che va a Palazzo Grazioli da criminalizzare non l'utilizzatore finale che fa sesso con una escort mentre dall'altra parte del muro ci sono collaboratori e giornalisti che attendono di commentare il fatto del giorno, in quel caso l'elezione del presidente degli Stati Uniti. Così come è il registratore che viene usato a indignare, non le cose che esso registra.

Prima e dopo il libro: ti sei ricreduta su alcuni aspetti della D'Addario che avevi conosciuto da cronista? Quali?

Francamente no. La mia vicinanza è stata profonda fin dal primo momento quindi non ho cambiato opinione dopo i nostri incontri. L'ho vista da subito come testimone del tempo che viviamo, un tempo in cui i potenti, aldilà del colore politico, appaiono sempre più liberi da regole di buon comportamento. Chi sta al vertice, in teoria, dovrebbe suscitare ammirazione e invitare pertanto all'imitazione. Ecco, io non vorrei che fosse imitato chi compra l'amore di una escort o di una donna in generale. O chi lo scambia con altri favori. E' accaduto, accade e accadrà ancora. Ma non dovrebbe succedere.

Credi che Patrizia D'Addario rappresenti la donna italiana nella cultura dominante?

Dipende. Se si guarda al coraggio del gesto di denuncia del capo del governo, sì, penso che possa rappresentare le donne italiane. Negli ultimi quaranta anni abbiamo progredito sulla strada dell'autodeterminazione, la maggioranza delle italiane non sono donne a disposizione di nessuno. Quindi credo che il coraggio di svelare tradimenti o soprusi sia comunque esemplare.

Tuttavia c'è un'altra grande parte delle italiane che non la pensa così.

Infatti. Ho sentito donne durante le nostre presentazioni che reclamavano il diritto alla scelta. Potevi tirarti indietro, no?, dicevano a Patrizia quando raccontava del protettore. La verità è che si è potuta tirare indietro solo quando è riuscita a mandarlo in galera. E sapete come ha fatto? Registrandolo mentre lui prendeva appuntamenti con gli uomini che avrebbe dovuto incontrare.

Insomma, l'opinione pubblica si è spaccata nei suoi confronti.

Patrizia ha compiuto un gesto forte ed è normale che quel che ha fatto divida, non mi sorprende. Mi stupisce invece che dell'intera faccenda che solo lei giochi la parte della cattiva. L'opinione della maggioranza degli italiani - vedi il libro di Vespa, Donne di cuori - è che la storia sia sempre andata così. Che importanza può avere mai una scopata? Tanto più che in questo caso l'utilizzatore finale dice che non sapeva che quella signora sarebbe stata pagata per rimanere con lui. Si è trattato solo di una serata allegra, in cui è andata a finire come spesso va a finire fra un uomo e una donna. Peccato che l'uomo fosse il capo del governo e che la donna fosse non una gradevole eccezione di una sera, ma la norma. Perché, come dice nel verbale di interrogatorio Giampaolo Tarantini, l'uomo che ha portato Patrizia al premier, almeno trenta ragazze in soli due mesi sono state ospitate nelle stanze di Palazzo Grazioli per fare la stessa cosa. Mi dispiace per tutti quelli che la pensano come Vespa, io non credo che sia normale tutto ciò. E per la verità non lo pensano in nessuna parte del mondo, eccetto che in Italia.

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2 commenti
2
14 Nov 2010
alle 11:35

luana

bella donna la d'addario complimenti al premier

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14 Nov 2010
alle 11:33

jennifer

ormai ha un armata di belle donne

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