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Requiem del Pd tra Vendola e Delbono: cantano l'Emilia, Umberto Eco e gli elettori di sinistra

Eleonora Bianchini avatar Martedì 26 Gennaio 2010, 12:36 in PoliticaMente di Eleonora Bianchini
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Dopo la sVendola pugliese che ha zittito la dirigenza sinistra arriva anche la batosta dalle terre rosse, baluardo del novello Partito democratico che, più passano le elezioni e i mesi, più si identifica con una scatola vuota abbellita dalle nuances del tricolore. Proprio laddove i figli putativi di Prodi e Bersani pensavano che non avrebbero mai fallito così clamorosamente è avvenuto il disastro.

Sono lontani i tempi della sobrietà e del senso civico decantati negli editoriali dei giorni scorsi su Dozza e Imbeni. Flavio Delbono è stato stroncato dal Cinzia gate e avrebbe utilizzato denaro pubblico per viaggi privati suoi e dell'ex fidanzata. La Cracchi, rigurgitata nelle note politiche dei quotidiani, ha vendicato la sua personale caduta agli inferi: infatti, dopo avere lasciato Delbono, da segretaria personale è stata declassata al Cup. Lei, diceva, voleva solo il suo lavoro mica le dimissioni dell'ex.

I commenti alla vicenda Vendola+Delbono sono impietosi, da destra e da sinistra. 

Umberto Eco su La Stampa di Torino cala la mannaia: «Che figura da cioccolatai hanno fatto a Bari questi dirigenti del Pd. Non era difficile prevedere la vittoria di Vendola, no?». E su Massimo D'Alema: «Non ne ha indovinata una da quarant'anni, si presenta come il più esperto di tutti, in realtà le ha sempre sbagliate tutte [...] È convinto di essere uno stratega, in realtà ha distrutto tutto quello che ha toccato». E infine la stroncatura del Partito democratico: «Lo dissi subito, fin dalla nascita, che non ci credevo, la fusione è nata fredda, e non laica. Com'è andata lo vediamo. Occorrerà trovare qualcos'altro. Io non so cosa».

Il Pd è morto? Il partito non è mai nato, ma la dirigenza è stata sepolta dalla base. E attenti cari Bersani, D'Alema & Co: se perdete l'Emilia avete fallito e punto. Siete morti. 

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