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Rosarno e Roberto Maroni nel 1996: Saviano, i cannibali e il "negro revival" di Vittorio Feltri

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 11 Gennaio 2010, 10:25 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini
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Pensavamo che la schiavitù fosse stata abolita. E invece riscopriamo l'Italia come l'Alabama, dove incombe la gogna sugli epigoni del Big George di Fried Green Tomatoes. Rosarno ha scoperto una piaga annosa, prima occultata dalle istituzioni e dall'opinione pubblica. Le baracche dei neri venduti al caporalato per 25 euro al giorno, sfruttati da ore di lavoro precario, incastonati nelle baracche in condizioni igieniche disastrose. Gli unici ad aiutarli erano Medici senza frontiere, gli stessi che operano nelle zone di guerra, per intenderci.

Ora i campi vengono demoliti, gli immigrati spostati. La 'ndrangheta, comunque, ritornerà all'attacco fra agrumi e pomodori. E la miccia di Rosarno non è solo un problema del Sud: la rivolta potrebbe scoppiare anche a Varese, in Brianza, nelle campagne di Vercelli o nelle province venete. L'unica differenza, forse, è che le condizioni igieniche sono migliori, ma il caporalato pende come spada di Damocle pure al Nord.

Interviene sul caso anche lo scrittore Roberto Saviano che dice: "Per gli immigrati contrastare le organizzazioni criminali è questione di vita o di morte"; e aggiunge: "è necessario comprendere che ad essersi ribellata è la parte sana della comunità africana che non accetta compromessi con la ‘ndrangheta. 

Gli immigrati che protestano sono nostri alleati nella battaglia all’illegalità e non dovremmo criminalizzarli. Gli africani vengono in Italia a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare e a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere." E invece Maroni che fa? Attacca, invita alla tolleranza zero e precisa che i clandestini saranno espulsi. Gli fa eco Giovanni Torri, deputato leghista che definisce selvaggi gli africani dopo che un immigrato nigeriano ha mozzato un orecchio a un agente di polizia nel modenese. Il buon Torri, tuttavia, non si ricorda che nel 1996 anche Maroni morse alla caviglia un uomo delle forze dell'ordine. Ma questa è acqua passata che non aiuta alla costruzione del Nemico, oggi tanto indispensabile, che Vittorio Feltri rinciccia con il revival del negro. E da selvaggi si passa a cannibali per Enrico Aimi, vicecoordinatore del Pdl di Modena. 

Giusta osservazione quella di Tiziano Scolari che su Scheggedivetro nota: "Pensavo che la giustizia fosse assicurata dalle forze dell'ordine: polizia, carabinieri. In questi giorni invece ho scoperto che se un manifestante ti spacca la macchina tu prendi il fucile e ti fai giustizia da te". Il Vaticano invece rinnova l'allarme contro lo sfruttamento, come ricorda Don Paolo Padrini su Passineldeserto. Ma a nessuno, chiede Debora Billi su Crisis, viene in mente un collegamento tra la bombola al tritolo davanti alla Procura di Reggio, e la spedizione di tre automobili, nella notte di giovedì scorso, presso altrettanti dormitori di extracomunitari che ha poi dato il via alla rivolta di Rosarno? Al momento, no.

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