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Vergogna Pd, se l'insider Vendola è il nemico: D'Alema-Boccia, i dirigenti al rogo delle primarie

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 25 Gennaio 2010, 10:08 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini

Partito democratico, base contro dirigenti vince 1-0 in Puglia. La sconfitta è amara per Massimo D'Alema e Pierluigi Bersani che, per scalzare il Presidente uscente della Regione Nichi Vendola, hanno giocato la carta della candidatura di Francesco Boccia. Bocciato, conquista solo il 30% dei voti contro il 70% di Vendola, il gay di sinistra che non piace al Pd come ha palesato Vincenzo Branà su Omoios. Un plebiscito. 200.000 i votanti, il popolo del partito a vocazione maggioritaria che solo con le primarie ha la possibilità di contrastare il dirigismo dei veterani -leggi: dei vecchi- sempre più distaccati dal sentire politico degli elettori. E' questa la vergogna del Pd, a cui si somma anche lo scandalo tutto emiliano di Flavio Delbono, coinvolto nel Cinzia-gate. Altra stoccata per i moralisti ciechi e rossi.

Vista l'amarezza del day after, si arriva al paradosso: è Vendola il nemico numero uno del Pd. A questo punto, scrive Tiziano Scolari su Scheggedivetro, la dirigenza è a un bivio: ammettere che le primarie non le vuole più nessuno e smentire il risultato di ieri (opzione altamente improbabile e che porterebbe ad un vero e proprio suicidio politico) oppure accettare la candidatura di Vendola e rinunciare all'appoggio dell'Udc. 

Sulla sconfitta di Boccia, a riprova dell'ottusità del partito costruito sui prodromi della comunicazione bolscevica basta leggere la dichiarazione di Nicola Latorre a pagina 3 di Repubblica: "Da vecchio bolscevico non dirò mai che abbiamo commesso errori".

Ottimo, la posizione è condivisa da compagni dell'ex Pci, vecchi sinistri che non mollano la poltrona e dal burattinaio e sceneggiatore del grande Partito democratico Massimo D'Alema. Ma non stupitevi dell'emorragia di voti che vedrete alle prossime regionali. Paolo di Lautréamont su LapulcediVoltaire evidenzia un altro tallone d'Achille e scrive: "il Pd continua nel suo peccato originale, quello di essere servo delle belle parole, cui non può che seguire una cattiva prassi. E' un partito alla ricerca costante di colpevoli (n.b.: interni o esterni non importa), e non di  soluzioni ai problemi. Un nichilismo irrimediabile."

Ps: messaggio ai dirigenti: se il Partito democratico raggiunge ancora consensi a due cifre alle consultazioni politiche e amministrative, sappiate che quei voti non li avete conquistati con il radicamento sul territorio, la vostra abilità oratoria, gli inni all'antiberlusconismo e il senso civico riformista che per osmosi avete trasmesso nei vostri comizi polverosi. E non sono nemmeno quei presunti giovani che graziate di visibilità per poterli ricattare, plasmare, forgiare secondo il vostro protocollo da Prima Repubblica. Sappiate che i vostri elettori, ormai, camminano senza dirigenti, senza rappresentanti, ammutoliti dalle candidature dei soliti noti, mentre dal basso si grida altro. Il nome di Vendola, ad esempio.

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