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Video di Berlusconi a L'Aquila, addio cani da guardia: YouDem e il cronista sereno del Tg4

Eleonora Bianchini avatar Venerdì 22 Gennaio 2010, 10:35 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini

La comunicazione presidenziale ai tempi dell'era Berlusconi funziona così. L'immagine è ciò che conta, è bene tenere alla larga chi può oscurare la credibilità del premier con domande impertinenti. In più occasioni abbiamo visto quanto SB abbia cercato di isolare e ridicolizzare i giornalisti che per diritto di cronaca si spingevano oltre il comunicato stampa di Palazzo Chigi. La critica non è ammessa, la linea deve essere una - non trina - e non si discute. Basti vedere gli attriti con FareFuturo e la linea antifiniana de Il Giornale.

Su YouDem fa capolino un altro tassello della storia dell'immagine e della comunicazione di Silvio B. in visita a una scuola de L'Aquila (qui il video). Nessun incontro con i cronisti che, come topi in gabbia, seguono il copione delle battute rivolte ai bambini dalla sala stampa a distanza allestita per l'occasione. Niente domande, sono consentite solo le riprese video di Rai, Mediaset, Sky e La7. Un giornalista di agenzia è ammesso in aula. C'è chi si lamenta dell'esclusione, ma la maggior parte si è abituata ad aspettare sulla soglia di casa. Altro che cani da guardia del potere, quelli erano altri tempi, altre ambizioni.

Eppure potrebbe avere ragione anche il cronista del Tg4: è normale che sia così, si tratta di una procedura standard, non c'è motivo di essere frustrati soltanto perché non possiamo fare domande in questa occasione. Ma quali sono, allora, le occasioni propizie? Silenzio d'obbligo perché si parlerebbe di processo breve?

Aspettate a rispondere, e guardate qui. Ieri il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha risposto alle domande di un pubblico di tecnici competenti e selezionatissimi sul tema della censura a Internet. Lei non ha fatto mistero delle contraddizioni della Repubblica popolare cinese, di Iran, Birmania, Myanmar, Moldavia che ostacolando la connessione negano i diritti umani. Ricordiamo anche il Presidente Obama che durante la campagna elettorale e dopo la sua elezioni non ha mai impedito il confronto aperto con il pubblico e i giornalisti. E l'Huffington Post è il primo blogger accredditato nella storia alla Casa Bianca.

La presidenza americana dimostra chiari intenti di voler comunicare. Parliamo della più grande potenza del mondo occidentale. L'Italia rimane arenata nel social divide tra premier e giornalisti. Houston, abbiamo un problema. Di trasparenza e di informazione

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