Bertolaso, le escort del Salaria Sport Village e la rabbia da L'Aquila: se gli abruzzesi non ridono

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Gli abruzzesi non sono aggressivi, anzi. Quando a settembre ero stata a L'Aquila, Onna, Paganica e dintorni a cinque mesi dal sisma, la popolazione locale si era mostrata fiduciosa nei confronti dell'esercito e della Protezione Civile, rispettosa nonostante le restrizioni e le difficoltà create dalla contingenza, mite e paziente. Ma anche gli aquilani perdono la pazienza. A seguito dell'inchiesta della Procura di Firenze che vede indagato Guido Bertolaso per corruzione tra escort e risate, sono scesi in corteo nel centro storico de L'Aquila, la zona rossa ancora ridotta in macerie, per manifestare il proprio sdegno davanti alle risate degli imprenditori la notte del 6 aprile, con cartelli e magliette con scritto "Io alle 3,32 non ridevo'", oppure "Riprendiamoci la nostra città". Poi la scelta di varcare la zona rossa, superando le transenne e le barricate delle forze dell'ordine ai Quattro cantoni per raggiungere piazza Palazzo dove alcuni sono saliti sui cumuli di macerie per mostrare il loro dissenso, scrive Il Centro.

A descrivere la rabbia dei cittadini interviene anche Anna, la blogger di MissKappa che avevamo intervistato a poche ore dal sisma.

Scrive Anna:

Il progetto della nuova L'Aquila, spacciato per risolutivo, in realtà sistemerà, quando sarà terminato,ché a febbraio ancora non lo è, solo 17.000 cittadini. A fronte degli oltre 50.000 senza casa. E, poichè il danaro è stato riservato solo alle new town, i lavori di ripristino delle abitazioni senza gravi danni strutturali non inizia. Si rendono farraginose le ordinanze. I tecnici stessi non le capiscono. Le banche non anticipano danaro. E tutto resta fermo. La città disabitata. Solo le c.a.s.e per pochi. E la cittadinanza addormentata.

Comprata per un piatto di lenticchie. Dopo dieci mesi, in queste condizioni, con un città devastata nel suo tessuto urbano e sociale, ed economico, Guido Bertolaso se ne va. Dichiara terminata la fase di emergenza. Con 40.000 persone senza un tetto che possa chiamarsi casa. Non dovrei meravigliarmi se qualcuno che lui conosce bene, e con il quale intrattiene rapporti di vario tipo, la notte del 6 aprile 2009, sfregandosi le mani, come i cattivi dei film, abbia riso nel letto, pensando alla nostra emergenza. No, non dovrei meravigliarmi. 

Su Repubblica trovate le trascrizioni delle intercettazioni. La rabbia sale, la Procura indaga. Si è innocenti fino a prova contraria, ma la rabbia degli aquilani forse non aspetterà la sentenza dei tribunali.   

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