Giuseppe Caporale, giornalista di Repubblica, ha seguito fin dalle prime ore il terremoto de L'Aquila. Nel suo libro "L'Aquila non è Kabul. Cronaca di una tragedia annunciata", Caporale descrive la disperazione e lo smarrimento tra le macerie e i primi soccorsi fino alla passerella del G8. Per arrivare, sulla falsariga delle 10 domande al premier, a 30 quesiti ancora senza risposta rivolti al capo della Protezione Civile.
Il terremoto de L'Aquila è stata una tragedia annunciata già da mesi. Quali sono le responsabilità di Guido Bertolaso? E perchè Giampaolo Giuliani non è stato creduto?
Credo che lo Stato e la Protezione Civile abbiano la responsabilità di aver lasciato per quattro mesi 70 mila persone da sole alle prese con scosse di terremoto due volte al giorno. Si poteva attivare uno stato di allerta. Si poteva informare la popolazione sui rischi. Si potevano mettere in sicurezza almeno gli edifici pubblici più malandati. Le carte oggi dimostrano tutto questo e raccontano anche che mentre gli aquilani erano sotto le scosse, c'era chi pensava agli affari. E questo credo, faccia ancora più male.
Distinzioni tra la Protezione Civile e i Vigili del Fuoco. A Radio 24, nel corso de La Zanzara, un vigile del fuoco inviato a L'Aquila ha spiegato che gli uomini di Bertolaso godevano di privilegi, confort e alloggi migliori nei giorni dell'emergenza. Lo hai riscontrato anche tu?
Il lavoro della Protezione Civile dopo il terremoto è stato rapido ed efficace, e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti. In mezzo alle macerie è difficile pensare a privilegi.
A seguito delle indagini in corso, che vedono coinvolti oltre a Guido Bertolaso anche Gianni Letta, proprio il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha assicurato che non è esistita alcuna intenzione di fare affari su L'Aquila. Ma già Saviano mesi fa parlava di infiltrazioni mafiose. Il governo è credibile nella sua intenzione di prendere le distanze da eventuali coinvolgimenti?
Non spetta a me dare giudizi, certo è che le carte delle inchieste che stanno emergendo raccontano che le stanze delle istituzioni e anche quelle della Presidenza del Consiglio venivano usate per discutere di affari. Ed anche degli affari intorno al terremoto.
Ci sono delle verità sul terremoto che non sono state scritte dai grandi giornali o dalla stampa locale?
Gli evidenti favori della Protezione Civile alla Curia de L'Aquila, ad esempio. Come la nuova casa dello studente, su cui c'è una inchiesta. A questo si aggiunge la differenza tra costruzione di case per l'emergenza (quelle del governo) e la ricostruzione che non è ancora partita. Ed è passato un anno.
E le macerie sono ancora allo stesso posto.
Quello delle macerie è uno scandalo. 4 milioni e mezzo di metri cubi ancora lì. Prima usati per le telecamere e il G8, per commuovere il mondo e mandare in onda la fiction sul dramma aquilano, poi mai spostate. Adesso si scopre che non sanno dove metterle. Questo è il Paese in cui viviamo.
In calce al libro una foto è intitolata "new town" e, finora, è quello che è stato visto a L'Aquila e nei cantieri di Bazzano o nelle nuove case di Onna. Il centro del capoluogo è ancora occupato dalle macerie a dieci mesi di distanza e proprio per questo i cittadini sono entrati nella zona rossa con i cartelli "Io non ridevo". A quando la ricostruzione?
Ci vorranno 10 anni per rivedere L'Aquila e forse un pezzo importante di città è morto per sempre. Ogni giorno che passa comprendiamo l'entità del patrimonio storico culturale che abbiamo perso.
Qual è il sentimento degli aquilani nei confronti delle amministrazioni locali?
Credo che le amministrazioni locali abbiano avuto un atteggiamento di sussiego, di sottomissione. Di paura. Sono andate con il cappello in mano, con il solito vizio di non chiedere diritti ma di cercare favori.
Come le 10 domande di Repubblica, proponi 30 domande a Bertolaso. Quali sono quelle che ti stanno più a cuore?
Sarei curioso di sapere, ad esempio, perchè la Protezione Civile si occupa dei mondiali di nuoto, perchè è stata ignorata la relazione dell'Ingv del 13 febbraio 2009 sullo sciame sismico dell'Aquila. E molte altre.
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