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Tormenta Bertolaso, spuntano Letta e Marrazzo. E Berlusconi ripesca la legge sulle intercettazioni

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 18 Febbraio 2010, 11:22 in Italia di Eleonora Bianchini
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Continua la tormenta Guido Bertolaso: gli stessi costruttori che hanno fatto affari al G8 avrebbero replicato il successo in Abruzzo dopo il terremoto de L'Aquila. E spunta anche il nome di Gianni Letta. Secondo quanto riporta Repubblica, Letta è al centro di una rete di relazioni decisiva per il governo e per l'attività edilizia della Protezione civile macina-appalti. La mattina del 7 marzo 2009 il consigliere del premier chiama Bertolaso e gli racconta, con la consueta cortesia, che Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea, lo ha chiamato: "Ha saputo che Dimas apre una procedura di infrazione sulla Maddalena e che la renderà pubblica mercoledì o giovedì. Mi ricordo male o tu eri amico di Dimas?". Stavros Dimas è il commissario europeo per l'Ambiente, e che ci sia un'istruttoria europea si sa dal giugno 2008. Ora si rischia l'infrazione.

E si sa, appena si adombra uno dei suoi uomini, il Presidente del Consiglio tende a lodarlo e a portarlo in palmo di mano. Infatti accade proprio questo: ieri sera il Premier, a cena con un gruppo di senatori a Palazzo Grazioli, ha subito comunicato loro quale sarebbe il bene del Paese: Letta Presidente della Repubblica e lui senatore a vita. Più di così.

Intanto non si spegne nemmeno la polemica intorno a Bertolaso e spuntano le dichiarazione della presunta massaggiatrice incriminata, che smentisce di essere stata oggetto di prestazioni sessuali. E quelle stelle di cui parlava si riferivano soltanto a una servizio rigorosamente professionale. Ma per la cricca dei Grandi Eventi, i contatti non sono solo con la maggioranza, anzi. Fiorenza Sarzanini oggi sul Corriere ricostruisce i contatti con l'ex Presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Infatti, l'obiettivo principale erano gli appalti pubblici, ma i componenti della «combriccola » avevano buone entrature anche in altri enti. E una corsia preferenziale Angelo Balducci e Diego Anemone erano riusciti a imboccarla nel settore cinema del ministero dei Beni culturali. Referente era Gaetano Blandini con il quale entrambi mostrano di avere un rapporto stretto. 

Vista la fuga di notizie, le intercettazioni che portano gli interlocutori nei registri degli indagati fanno infuriare il premier che chiede ai suoi di rispolverare quanto prima il ddl sulle intercettazioni, come scrive Giornalettismo.

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