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Internet è libertà a Roma: il live blogging da Montecitorio

Eleonora Bianchini avatar Giovedì 11 Marzo 2010, 15:01 in Internet e politica di Eleonora Bianchini
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Mancano pochi minuti e la sala è già affollata.Come vi avevamo anticipato ieri infatti oggi dalle ore 15 alle 17 presso la Sala della Regina a Palazzo Montecitorio, si svolgerà  Internet è libertà - Perché dobbiamo difendere la Rete (qui il gruppo su Facebook), il quinto appuntamento di Capitale Digitale, ciclo di incontri ideato da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma e Wired per fare il punto sugli aspetti della cultura digitale insieme a esponenti di livello internazionale provenienti da settori ed esperienze differenti. Blogosfere seguirà l'incontro in live blogging con video e foto su Politica e Società, qui la diretta streaming e qui tutti i contribuiti in real time da twitter (#difenderelarete).

L'incontro che sarà introdotto dall'intervento di Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, e ospiterà la lectio magistralis di Lawrence Lessig, direttore del Center for Ethics Edmond J. Safra Foundation presso la Harvard University e fondatore dell'organizzazione internazionale Creative Commons.

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A seguire si terrà un panel di discussione moderato dal direttore di Wired Italia Riccardo Luna a cui prenderanno parte Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, Umberto Croppi, assessore alle politiche culturali e comunicazione del Comune di Roma, Fiorello Cortiana, Responsabile dell'innovazione della Provincia di Milano, Juan Carlos De Martin, responsabile Creative Commons Italia, Paolo Gentiloni, Deputato del Partito Democratico, Stefano Quintarelli, CEO di Reeplay, Paolo Romani, Vice Ministro allo Sviluppo Economico.

Inizia il live blogging, seguiteci!

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14.15: entriamo a Montecitorio. Metal detector, badge per accedere e consegna di user e password in busta chiusa per la Rete WiFi. (Giulia Bongiorno ai tornelli)

15.05: la sala è già piena, cameramen e tv entrano e si posizionano. Ci sono ancora problemi di connessione per alcuni risolti uno a uno da due tecnici in sala.

15.08: Riccardo Luna spiega che sono in tanti ancora ad aspettare fuori dal Palazzo per accedere al dibattito (ma ormai le porte sono chiuse). Parla di oltre 300 messaggi arrivati su twitter prima dell'inizio dell'incontro.

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15.10: il Presidente della Camera Gianfranco Fini (sotto uno stralcio del suo intervento via qik) spiega che va superata la visione di Internet concepito solo come un "nuovo media" e della tv come canale privilegiato di comunicazione, visto che si ripropone secondo canoni obsoleti. Internet da pieno significato alla libertà d'espressione e può rappresentare una straordinaria opportunità per il diritto di cittadinanza. Controllare il traffico su Internet non può essere giustificato dalla lotta alla criminalità. La Ue ha ribadito che la libertà d'espressione in Rete non venga limitata. L'altro lato della medaglia: può essere anche uno strumento per istigare crimini (riferimento ad abusi e recenti casi di cronaca).

Il web dimostra di possedere la capacità di autocontrollarsi ed è uno strumento di libertà e conoscenza, basti ricordare la repressione dei dissidenti in Cina e in Iran. Secondo Reporter senza Frontiere dal 2008 si sono registrati forti restrizione della rete e i cyber dissidenti sono aumentati del 150%. L'accesso deve essere garantito come diritto fondamentale. Internet è la pià grande piattaforma di libertà che l'umanità abbia mai visto.

15.20: Lawrence Lessig (sotto) prende la parola dopo l'introduzione di Fini. Spiega che il vero divide è quello che distanzia diverse generazioni, ed è maggiore rispetto alla separatezza tra le nazioni.

 

 

15.38: Lessig parla di pirateria, che causa danni per milioni di dollari agli artisti che non danno la propria autorizzazione per il p2p, e del giornalismo innovativo che trova spazio in rete attraverso i blog e i social media. Ma l'aumento dei free media può mettere a rischio un tipo di giornalismo che è necessario per la democrazia.

15.44: sulla trasparenza, internet ha reso le istituzioni trasparenti e cita l'esempio di data.gov. Così come ha consentito ai consumatori di confrontare i costi tra auto ibride e non.

15.51: copyright, journalism and trust: come conciliarli con la Rete? Concetto fondamentale: regulatory humility nell'epoca degli estremismi (pro o contro la Rete, ad esempio). Importante ricordare i limiti di ciò che il governo può fare. Nei paesi democratici provvedimenti aggressivi e forzati solitamente corrispondono a un minore rirspetto della norma.

16.02: arrivano 2 tweet al secondo. Tutti i tweet verranno poi consegnati al Presidente della Camera.

16.03: interviene Umberto Croppi, assessore alle politiche culturali e comunicazione del Comune di Roma. La rete viene attaccata da chi non si rende conto dell'importanza della trasformazione (=i dinosauri, ovvero le vecchie generazioni di cui parlava Lessig). Il legislatore di solito si pone di fronte a questa materia solo in termini di limitazione, come se la legge fosse lo strumento di difesa contro la novità. Bisogna usare la Rete come territorio che è già regolato dalle leggi ordinarie. Nuove opportunità: non si può considerare il web alla stregua di una tv o di un quotidiano. 

16.10: interviene Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia. Sottolinea l'importanza dei social network e la capacità della Rete di autoregolarsi (del resto fu concepita per essere resistente in caso di attacco nucleare per organizzarsi nelle periferie senza un potere centralizzato). E' un organismo sociale che cresce in modo diverso rispetto alle altre che conosciamo. Il mercato concorrenziale è la struttura più simile alla rete: la non prevalenza e la pluralità dei soggetti con la trasparenza dell'informazione sono le caratteristiche del modello di mercato perfetto che anche il web possiede. L'unica cosa che non può essere fatta in Internet è la limitazione della libertò degli altri.

16.18:Stefano Quintarelli, CEO di Reeplay (sotto). (Gianfranco Fini lascia la sala). Chi fa le regole è necessario che ascolti e allarghi la platea di discussione, ad avvalerci come è stato fatto dalla Francia a Singapore anche dei cittadini: non solo per una questione di partecipazione ma anche per una questione economica.

16.29: Juan Carlos De Martin, responsabile Creative Commons Italia. La politica dovrebbe intervenire per consentire lo sviluppo della Rete, tramite incentivi e opportuni interventi (specie l'accesso a internet). Bisogna educare e a consumare Internet: oggi milioni di persone possono diffamare ma non lo sanno. La politica deve cogliere l'opportunità, il web è strategico. Ad esempio, l'informazione del settore pubblico potrebbe essere notevolmente potenziata sul modello di data.gov. In Italia si potrebbe fare un con rapporto costi/benefici molto vantaggioso.

16.41: Fiorello Cortiana, Responsabile dell'innovazione della Provincia di Milano. Riccardo Luna legge un tweet che chiede: possiamo uscire con qualcosa di concreto da questo convegno? Per Cortiana la Rete è viralità, e non conosce scarsità. E' possibile ricondurre un ecosistema digitale a logiche da broadcasting radiotelevisivo?, chiede a Romani. Bisogna creare condizioni naturali per la diffusione della rete attraverso le public company (=Telecom). Ma l'Italia non riconosce il valore dei lavoratori cognitivi. E' assente il welfare della società della conoscenza. Del processo a Google dovremmo chiederci se Microsoft si è fatta un codice. Loro ce l'hanno ma nessuno ha ancora la responsabilità di stabilire dei limiti di segnalazione del video (ad es.) e dei termini per la rimozione. 

16.56: Paolo Gentiloni, Deputato del Partito Democratico (sotto). L'atteggiamento ostile alla rete è diffuso molto in politica. E' importante non sbattere Internet in prima pagina, oggi assistiamo spesso a fatti del genere. Si semina l'idea che la pedofilia o la violenza nascono su Internet e sono da evitare interventi legislativi sporadici e provinciali (come Hadopi. Nelle prime settimane della legge è stato registrato dell'Università di Rennes un incremento del 3% della pirateria). Bisogna evitare le misure originarie contenute nel decreto Romani. In quel decreto c'era l'intento di prolungare a Internet regole tipiche del mondo old media. Il rapporto tra privacy e libertà non può essere risolto attribuendo agli host di controllare la rete, che così morirebbe. 

17.11: Paolo Romani, Vice Ministro allo Sviluppo Economico. Parte dalla provocazione di Riccardo Luna che nell'ntervista rilasciata a Beppe Severgnini ricorda l'affermazione di Romani: vorrei suicidarmi su Facebook. Tuttavia è impossibile perché la cancellazione sul social network di fatto non è realizzabile. Il live streaming e il webcasting secondo l'Europa sono assimilabili a trasmissioni televisive. Su twitter arrivano messaggi negativi indirizzati al viceministro.

17.29: qualche fischio e nessun applauso (sotto) per il viceministro che afferma, rispondendo a Riccardo Luna, che il governo ha i soldi sia per il Ponte di Messina che per la banda larga, progetti di pari importanza. Per conciliare tutela dei diritti e libertà è necessaria autoregolamentazione. Dice che oggi il problema della banda larga è diventato fondamentale per il paese. Grande Fratello, Sanremo e le partite di ieri sono i video più visti su YouTube: questa è condivisione? si chiede Romani.

17.34: breve intervento di Lessig che ribadisce che l'idea di democrazia non può prescindere dallo sviluppo della rete.

17.41: Riccardo Luna chiude l'incontro.

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