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Regionali 2005, quando Formigoni era contro le firme truccate: dichiarazioni a destra by Travaglio

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 8 Marzo 2010, 14:10 in Italia di Eleonora Bianchini

Non parliamo del secolo scorso, ma del 2005, in occasione dell'affaire Mussolini sulle firme truccate per le regionali. Francesco Storace, Ignazio La Russa, Roberto Maroni, Maurizio Gasparri, Roberto Calderoli, Roberto Formigoni, Gianni Alemanno, Daniele Capezzone tutti uniti e compatti parlavano di reato associativo, attentato alla democrazia, rispetto delle regole, profili penali, di cancellare le liste con firme false. E ora, ironia della sorte, si trovano a predicare l'esatto contrario. Che è un attentato alla democrazia non ammettere quelle liste truccate, in cui mancano timbri e firme, dove gli orari di consegna non sono stati rispettati. 

Ma c'è chi ha ancora dubbi sul complotto. Infatti secondo La pulcediVoltaire il famoso "panino" di Roma potrebbe avere altre origini, cause, finalità, e tutta la vicenda potrebbe avere una regia occulta e attenta, in grado di sfruttare le ingenuità e il pressapochismo del centrodestra. Naturalmente ciò non toglie gli errori del centrodestra nella campagna elettorale, che sono stati molti e gravi.

A sollevare le contraddizioni è stato per primo Marco Travaglio su Il Fatto di venerdì scorso, poi ripreso anche da drilldreamdrill.

Ve ne riportiamo uno stralcio:

Le firme sono macroscopicamente false!”, tuonava il Giovanardi, “procure e uffici preposti escludano le liste presentate in modo irregolare!”. “Le autorità competenti facciano controlli a campione sull’autenticità delle firme!”, strillava il Tajani. “E’ una truffa agli elettori!”, fremeva il Landolfi. Era il marzo 2005, vigilia delle Regionali, e s’era appena scoperto che Alternativa Sociale, la lista di Alessandra Mussolini allora in guerra con la Cdl, aveva presentato centinaia di firme false, per giunta autenticate da uomini del centrosinistra. Tutta la Cdl, temendo l’emorragia di voti verso la transfuga che nel Lazio avrebbe favorito Marrazzo contro Storace, si trasformò in un sinedrio di giureconsulti ultralegalitari che, legge elettorale alla mano, ne invocavano il rispetto fino all’ultimo codicillo. “E’ una partita a carte tr uccate”, si stracciava le vesti Storace, “qui si gioca sporco, la campagna elettorale va combattuta ad armi pari”. Ciccio Epurator denunciò la Duciona alla magistratura per farla escludere dalle Regionali.

Vi consigliamo di continuare a leggere qui.

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