Regionali 2010, vincono i Radicali: Polverini e Formigoni, quando la legge è uguale per tutti

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Ironia della sorte o dell'interpretazione normativistica della norma. I Radicali, esclusi dalle regionali lombarde, mettono in ginocchio il reginetto del Pirellone Roberto Formigoni che, nella peggiore delle ipotesi, non riuscirebbe a candidarsi. Nel Lazio invece, il Pdl, partito dei "dilettanti allo sbaraglio" per Umberto Bossi, non è riuscito a consegnare entro i termini le liste. Panico, umiliazione e dilettantismo puro. I Radicali puntano al rispetto delle regole e si appellano al protocollo nudo e crudo per l'ammissione.

L'hanno richiesto a loro e a tutti gli altri partiti, perché i due giganti Pd e Pdl dovrebbero considerarsi al di sopra delle regole? Dall'alto, intanto, si invita a chiudere un occhio, a ignorare le quisquilie.

"Che la sostanza prevalga sulla forma", dice Renato Schifani e "timbri e orpelli non sono indispensabili" per Roberto Formigoni. Divertente il post di maschileindividuale che descrive i radicali come spocchiosi, puntigliosi, ipocriti, aggressivi. Sono dei formidabili avversari che hanno messo in crisi partiti mollaccioni e più grossi, facendo rischiare l’eliminazioni di alcune liste e (forse) sovvertendo il risultato elettorale in Lazio. Un manipolo di militanti, un piccolo mucchio selvaggio che fa più rumore di militanti centinaia di volte più numerosi. Rompipalle incorreggibili, secondo il blog di zadig, sono stati l'unico partito ad avere animato queste regionali svuotate di contenuti - oltre alla retorica dei soliti problemi locali triti e ritriti, dalla sanità ai lavori pubblici - e di legalità.

Certo, come no. La legge è accessoria, le norme indicative a alla creazione di precedenti pericolosi penseremo eventualmente alle prossime elezioni.

Illuminante l'intervista di oggi a Roberto Chiarini pubblicata su Dnews. Non vale la pena soppesare le dichiarazioni trabocchetto dell'attuale maggioranza che difende l'illegalità anche nella consegna delle firme. Dice Chiarini: "Le forme e le leggi vanno rispettate. Se un pensionato si reca a ritirare la pensione senza certificato non gli viene data, quindi i timbri e le firme non sono 'orpelli'. In Italia i partiti non hanno mai avuto la personalità giuridica, eppure si sentono al di sopra della legge"

E per quanto siano puntigliosi, insopportabili per i loro scioperi sulle solite battaglie, questa volta i Radicali hanno proprio centrato. Francesco Poirè, segretario dell'Associazione Enzo Tortora dei Radicali Milano ha dichiarato infatti: "Il presidente del Senato Renato Schifani si augura fortemente che possa essere garantito il sacrosanto diritto di voto che dalla Costituzione è previsto per tutti  i cittadini: la sostanza prevalga sulla forma. Noi invece ci auguriamo soltanto che la legge prevalga sugli abusi.

Fa riflettere vedere che coloro che deridevano Emma Bonino in sciopero della fame e della sede ora chiedono la violazione della legge per "garantire il voto a tutti i cittadini": penso si riferiscano solo a quelli che voterebbero il PDL e non ai sostenitori della Lista Bonino-Pannella in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Umbria, Marche e Basilicata; Forza Nuova in Toscana, Umbria e Marche; Sinistra Critica in Umbria; Venetie per l'autogoverno in Veneto; PCL (lavoratori per il comunismo) in Emilia e Calabria; Io Sud in Basilicata; Federazione della Sinistra in Basilicata; Io Sud-MPA, La Destra, la Lista Bonino, Forza Nuova e Campania Libera in alcune province in tutta Italia.

Nessuno di queste Liste e Partiti ha fatto nulla di tutto ciò che sta inscenando il PDL: tutti hanno accettato la decisione dei Tribunali.

Non vorrei che si venisse a creare una situazione dove alcuni elettori siano più cittadini di altri."

Dai, provate a dargli torto

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