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Stato di diritto, l'omicidio di Berlusconi e Napolitano: elettori ammazzati col decreto di regime

Eleonora Bianchini avatar Sabato 6 Marzo 2010, 14:58 in Italia di Eleonora Bianchini
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A tutti quelli che credono di vivere ancora in uno Stato di diritto, dove il rispetto delle regole è il dovere fondante di una società civile e la Costituzione la nostra carta anti abusi: sappiate che ci stiamo sbagliando.

L'approvazione del decreto interpretativo (nomen omen) voluto dal governo e firmato da Napolitano è la ragione della presa di coscienza: l'ennesima legge ad personam (questa volta non ci sono dubbi) che sfrutta la cavia dell'elettorato per pretendere di calpestare le regole condivise. Un provvedimento all'italiana, che interpreta e rende sempre più labile il confine tra legalità e illegalità, ignora il senso comune (che come spiegava Ostellino a Radio24 è oggettivo, condiviso e opera nel rispetto della norma) e usa l'esca degli elettori.

Una domanda: il nostro presidente Napolitano, odiato dalla maggioranza ai tempi del Lodo Alfano e oggi considerato dagli stessi un galantuomo, è ancora il garante della nostra Costituzione? Quella firma ci fa pensare il contrario. Si grida al colpo di Stato, Di Pietro invoca l'intervento delle forze armate. Il Pd si dice indignato, ma chissà se svolgerà il suo ruolo di opposizione a cui continua a sottrarsi.


Le vittime siamo noi, non sono loro. Formigoni, Polverini e il partito della loroLibertà (che non è nemmeno in grado di raccogliere le firme in regioni in cui è forte e dimostra di avere allevato una classe dirigente in cui tutti sono capi e nessuno èoperaio), strumentalizzano il diritto di voto dei cittadini per nascondere l' incompetenza e un modo di adempiere al mestiere della politica che non ha nulla a che fare con il patto con gli elettori, con la dignità del duello con gli avversari, che bada solo alla modifica delle regole quando conviene. E la Costituzione, la nostrarabbia, la dignità morale e politica non esistono.

Contro Roberto Formigoni, tanto fedele alla sua rete di cooptazione di Comunione e Liberazione (ribattezzata Comunione e Fatturazione da Dagospia), nessun cristiano ha sollevato la voce. Proprio loro, quelli che difendono i valori e aborrono la secolarizzazione, calpestano volentieri e fino in fondo lo Stato di diritto. Più a sud Renata Polverini canta Lucio Battisti a piazza Farnese e bestemmia invocando la parola "democrazia". Cosa non si fa pur di evitare un briciolo di dignità politica e di autocritica.

Oggi si firma una pagina cupa della nostra storia. Oggi parlare di regime e di fascismo non è più una questione ideologica. E la firma sul decreto va in questa direzione. Quel che mi mi fa paura, oggi, sono gli elettori che non si accorgono di nulla.

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5 commenti
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07 Mar 2010
alle 23:16

angelo d'amore

sono d'accorsdo con emanuela. berlusconi avrebbe fatto la vittima, gridato alla congiura e trasformato una piazza di ectoplasmi replicanti a suo vantaggio.

molti elettori di destra disapprovano. per non parlare degli indecisi che da sempre sono determinanti nelle tornate elettorali. cio' che e' accaduto di certo non sara' un bello spot per il centro-destra.

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07 Mar 2010
alle 14:38

Emanuela Z.

Siamo sempre liberi di non votarli.

Anzi secondo me sconfinggerli in battaglia è cento volte meglio che farlo a tavolino. E poi. Provate a pensare cosa sarebbe stato se non li avessero ammessi: paranoici come sono quelli del Pdl (Berlusca li fa a sua immagine e somiglianza soprattutto nel peggio) avrebbero fatto il diavolo a quattro fino magari a inventarsi un sistema per rifare elezioni già fatte. Così invece se perdono ci toccherà solo contare quelle 3-4 cento volte gli stessi voti :)

Magari Napolitano ha solo voluto rimettere il potere di decidere nelle mani degli italiani e comunque continuo a pensare che una sconfitta decisa dagli italiani per loro sarebbe uno smacco peggiore.

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07 Mar 2010
alle 13:40

Valerio yuri Carlo Foti

Sembra che i difensori della democrazia e delle Istituzioni, si siano dimenticati degli orribili misfatti compiuti dal Pdl, solo Di Pietro e Niki Vendola, nel nostro Paese sollevano dubbi sulla condotta morale del nostro Presidente della Repubblica e sul Cavaliere. Certo ormai al Cavaliere non resta che mandare sull'Aventino i suoi oppositori e proclamare la Repubblica Sociale.Mai i suoi alleati sono ancora peggio perchè silenziosamente stanno annientando ciò che restava del mondo del lavoro, neanchè il Fascismo con l'introduzione delle corporazioni è riuscito a gettare nel fango la nostra Italia. Sorrideranno i cari massoni o mafiosi dei due Poli per aver smantellato lo Stato di diritto.

2
07 Mar 2010
alle 13:25

Valerio yuri Carlo Foti

Io credo che ciò che accade nel nostro Paese non sia mai avvenuto in nessun Paese democratico, persino negli Stati Uniti il Presidente ha dei forti limiti nell'esercitare il suo potere perchè il Congresso può esprimere dubbi di legittimità costituzionale e in molti casi può respingere i provvedimenti del Presidente. In Italia invece, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che dovrebbe essere il garante della Costituzione, finisce per assurgere al ruolo di maggiordomo della politica, servendo il caro Presidente del Consiglio. Le Istituzioni nel nostro Paese sono appannaggio del Divino Silvio, operaio,ferroviere, facchino, scienziato. Mi sembra di trovarmi in un presepe di San Giorgio Armeno, dove tutto sembra ridotto ad una quinta teatrale!

1
06 Mar 2010
alle 23:28

angelo d'amore

E Napolitano non fu piu’ comunista.
Io per la seconda volta, non votero’. Mi sentiro’ davvero libero, autonomo, indipendente.

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