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25 aprile del Duce, la bimba della Rsi sbattuta sul Corriere: parla il padre Alfredo Punzi

Eleonora Bianchini avatar Martedì 4 Maggio 2010, 09:44 in Interviste, PoliticaMente di Eleonora Bianchini
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28 aprile 1945, Benito Mussolini e Claretta Petacci vengono fucilati a Giulino di Mezzegra dove ogni anno si tiene la commemorazione l'ultima domenica del mese. Quest'anno è coincisa con il 25 aprile, Festa della Liberazione. All'indomani il Corriere pubblica in prima pagina una foto: non ci sono vecchi repubblichini, ma una bimba con alloro e gladio sul baschetto e camicia nera mentre, davanti al papà anche lui in tenuta da camerata, "scatta foto con la sua macchinetta digitale" e assiste alla "lezione di odio".

Alfredo Punzi di Tradate, Varese, classe 1950, impiegato di in un gruppo bancario, è suo padre. Figlio e nipote di ausiliari della Rsi, dopo avere commentato il nostro post, spiega che voleva far conoscere a sua figlia "la Storia non raccontata dei libri di scuola". 

E qual'è?

Quella della Rsi. Mia madre mi ha trasmesso il valore dell'onestà e della fede, anche a costo della vita. I tedeschi si trovavano in casa nostra e li abbiamo traditi col governo Badoglio, a Salò non c'erano voltagabbana.

L'onestà e il valore non si conciliano con la firma delle leggi razziali, i treni che partivano da Fossoli per Bergen Belsen, Auschwitz e Mauthausen e i rastrellamenti nel ghetto ebraico di Roma.

Le leggi razziali, in quanto alleati con la Germania, abbiamo dovuto firmarle. Ma sono solo state avallate da Mussolini, lui non ne era fiero. Poi so di tanti ebrei che non sono stati deportati nei lager per aiuto dei fascisti. 

E' negazionista sui campi di concentramento?

Esserlo adesso significa andare in galera. Come faccio io a dirglielo?

Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, lo ha fatto e non è in galera. Cos'è per lei il 25 aprile?

E' un'invasione angloamericana, altro che Liberazione. Siamo diventati una loro colonia. Avere le loro basi militari in casa non è essere liberi.

Meglio il fascismo, lo stesso dei roghi di libri, della censura della stampa, militare, di assemblea, espressione e delle comunicazioni personali?

Prima della guerra Benito Mussolini è stato un grande statista con le pensioni, la maternità, le bonifiche e le colonie per i bambini. E poi non è vero che tutti i giornali erano filofascisti, c'era allora come oggi L'Avanti! che era socialista.

Mussolini ne sospese la pubblicazione nel 1926. E sugli esiliati politici? 

La sua era una dittatura all'acqua di rose, gli oppositori venivano mandati al confino, non ammazzati.

Incluso Giacomo Matteotti, ucciso per volere del Duce?

Non si sa ancora chi sia stato. Sua moglie ha avuto la pensione grazie a Mussolini. 

Vorrebbe che sua figlia fosse nata e cresciuta sotto il fascismo?

Non lo so. Temo che possa incontrare brutte compagnie. Sa, soldi facili, droga. Oggi per avere una ricarica del cellulare si prostituiscono. Queste cose mia mamma non me le ha mai raccontate. Per me Mussolini ha fatto del bene.

Il 25 aprile ha portato con sé sua figlia vestita da repubblichina. Perché?

Il basco gliel'ho messo io, la maglietta se l'era messa comunque. E' lei che ha voluto venire per stare con me. E' chiaro, ha otto anni, non le sa queste cose. Vado sempre alle commemorazioni a Giulino, Campo Dieci, Ponte di Greccio, a Treviso se capito nel giorno della ricorrenza. 

Porta sua figlia alla commemorazione di un dittatore?

Per me è istruttivo. E' la ricorrenza di una persona morta. Mia madre e mio zio vengono da questa tradizione, che sono valori. Quando ho studiato io mai una volta hanno parlato bene del fascismo. Solo ora con Giampaolo Pansa sappiamo degli eccidi dei partigiani.

Cosa dice a sua figlia dei partigiani?

No, i partigiani, non mi faccia dire...le dico che è stato un brutto periodo della storia, un  massacro fratricida. Solo che loro hanno continuato ad ammazzare anche dopo la vittoria degli Alleati, lo dice anche Pansa. Ci si uccide in guerra, ma se lo fai quando è finita sei un assassino. 

Cosa dice a sua figlia del Duce?

Che è stata una persona onesta e un grande statista. Ma i miei figli sono ancora troppo piccoli per capire, hanno otto e nove anni.

Sua figlia è ancora ignara dei fatti storici e delle atrocità compiute durante il regime.

Se i bimbi vogliono venire li porto. Lunedì quando ho letto "lezione di odio"mi sembrava di essere satana. Poverina mia figlia, che strumentalizzazione.

E del basco con gladio e alloro?

È stata una cosa folkloristica. Ho inculcato l'odio a mia figlia per un basco? Lei ha visto la foto sul Corriere e mi ha detto: "Papà, posso far vedere il giornale alle mie amiche?". Non vedevano l'ora di sbattere una bimba di otto anni in prima pagina.

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2 commenti
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14 Mag 2010
alle 00:33

Luigi

I giornalisti sono sempre alla ricerca di un scoop, pur di riuscirci sbattono in prima pagina la foto di una bambina con la camicia nera. Mi chiedo che c'è di male insegnare ai bambini la verità storica,  bella o brutta che sia, possibile che sul periodo 1943-45, bisogna sempre tacere o mentire?se i cosidetti giornalisti democratici vogliono fare un scoop, li invito a proppore di  creare una comissione sugli illeciti profitti della classe politica, che va dal 1946 ad oggi, così vedremo quanti bravi democratici se ne vanno in gattabuia, anzi negli alberghi a 5 stelle.

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04 Mag 2010
alle 12:01

federico rettondini

"E' un'invasione angloamericana, altro che Liberazione. Siamo diventati una loro colonia. Avere le loro basi militari in casa non è essere liberi."

Appunto...grazie alla fallimentare politica del governo fascista e della monarchia se ora siamo una colonia angloamericana.

"Le leggi razziali, in quanto alleati con la Germania, abbiamo dovuto firmarle." Beh...allora direi che è meglio essere colonia angloamericana che colonia del III Reich.

"Ci si uccide in guerra, ma se lo fai quando è finita sei un assassino." E' vero...i fascisti hanno iniziato ad uccidere prima della guerra, hanno seminato vento e purtroppo hanno raccolto tempesta.

Morale: Se lui può commemorare i (ne)fasti del ventennio è perchè noi democratici repubblicani lo permettiamo e non lo mandiamo "in vacanza" in qualche isola del mediterraneo.

E' libero di credere in ciò che vuole ma questo solo perchè vive in uno stato di diritto. democratico e repubblicano, finchè dura.

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