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Renzo Bossi, Padania felix contro un blogger: la firma della Digos e il mistero di Brescia

Eleonora Bianchini avatar Lunedì 10 Maggio 2010, 10:07 in Interviste di Eleonora Bianchini
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Era convinto di far satira, operazione creativa ammissibile in un paese democratico. Eppure una raccomandata inviata dalla Digos e firmata da Renzo Bossi lo ha convinto del contrario: Michel Abbatangelo, blogger italo francese, ha pubblicato sul suo blog il Diario segreto di Renzo Bossi junior, per attaccare la politica demagogica e xenofoba della Lega Nord. Il risultato sarà, dice lui, una condanna in primo grado. Lo abbiamo intervistato.

Partiamo dagli inizi. Spiegaci la genesi di "Diario segreto di Renzo Bossi junior".

Il "diario segreto" è un'opera nata come sfogo personale a fronte di episodi razzisti, xenofobi, in cui prevalgono demagogia e populismo. Mi riferisco ad esempio ai fatti di Adro o Rosarno. Alcuni mi hanno detto che ho inventato un nuovo genere, il reality surreal grotesque, una satira in cui la realtà è rappresentata attraverso l'iperbole.

Quando e come hai ricevuto la notifica della querela?

Qualche giorno fa, mentre una tempesta si abbatteva sulla Costa Azzurra. Non avrei mai immaginato cosa sarebbe scaturito all'indomani quando Daniele Sensi, Pietro Orsatti, AgoraVoxAlessandro Gilioli e altri hanno cominciato a diffondere sul web la denuncia. Non vorrei essere al posto del giudice che deve districarsi in questo pasticcio, Renzo Bossi potrebbe chiedermi i diritti d'autore dell'opera con cui spera di potersi comprare una Ferrari.

Quale è stata la tua reazione? Avevi ricevuto avvertimenti nei giorni precedenti?

Nei giorni precedenti ci sono stati picchi di traffico per alcuni post sul Carroccio e a cui sono seguite le dichiarazioni di Pietro Citati e un articolo di "Indymedia"Roberto Cota e Roberto Castelli hanno elegantemente risposto con attacchi a palle incatenate. Segnalo i miei post su Ok Notizie, popolato anche da una agguerrita rabbiosa pattuglia di leghisti che li hanno segnalati a chi di dovere. L'obiettivo è zittire il web e i blogger dal momento che la battaglia di internet il Carroccio l'ha persa da un pezzo.

Sei stato contattato dall'avvocato di Renzo Bossi o da qualcuno del suo team?

Nessuno mi ha parlato, né Renzo Bossi né qualche esponente di partito. In questi casi l'intimidazione è più efficace se la vittima permane in una condizione di incertezza. Pensavano che li avrei contattati per rimediare quanto avevo scritto. In realtà mi hanno chiamato avvocati e penalisti per offrirmi il patrocinio gratuito.

Perché hai scelto proprio Renzo Bossi? Quali sono altri personaggi politici su cui vorresti fare satira come hai fatto per lui?
 
E' la mascotte del Carroccio, rappresenta il leghista medio.
Confesso che mi abbia sorpreso la denuncia da parte sua. Credo che come macchietta sia il mio personaggio più riuscito. Suscita molta simpatia e tutto sommato se ne esce abbastanza bene rispetto ad altri come Silvio Berlusconi, Mario Borghezio o Bobo Maroni.

Che succederà ora?
 
Sarò condannato primo grado, visto che verrò giudicato nella tana del lupo, a Gemonio. Ma sono anche cittadino francese e di questo intendo avvalermi sino in fondo.

Come giustifica le oltre 12.000 preferenze raccolte a Brescia da Renzo Bossi, eletto fuori dal suo collegio di Varese e fuori dal listino bloccato di Roberto Formigoni?

Un libro di Jean Paul Sartre nel dopoguerra vendette un milione di copie. Un fatto straordinario e curioso che intrigò tutti: come era possibile, visto che era un mattone indigeribile a partire dalla prefazione? 

Quindi? 

Il mistero venne svelato qualche anno dopo: i commercianti usavano il libro che pesava mille grammi esatti al posto del peso da un chilo in metallo. L'alto costo del ferro e la rarità dei pesi fecero di quel libro un best seller. Sono sicuro che tra qualche tempo scopriremo anche le ragioni dietro l'elezione di Renzo, aldilà delle sue promesse di "padania felix". 

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14 Mar 2011
alle 11:07

Massimo Vaj

Credo che il libro di Sartre fosse "L'essere e il nulla", che io lessi quando avevo quindici anni ed ero abbastanza intelligente da capire che era un libro più incentrato sul nulla che sull'essere. Il grando merito della Lega Lombarda sta proprio nell'aver unito questi due concetti difficili in uno facile: essere nulla e riuscire a far danni.

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