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Ddl intercettazioni, la campagna "Blog it" di Pippo Civati: paradosso privacy e comma 29

Eleonora Bianchini avatar Martedì 22 Giugno 2010, 09:43 in Internet e politica, Interviste, PoliticaMente di Eleonora Bianchini
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Anche Alessandro Gilioli sul suo Piovono rane ha ripreso qualche giorno fa la sua iniziativa contro il ddl intercettazioni ideata insieme a Paolo Gentiloni e Matteo Orfini per eliminare l'articolo 1, comma 29 che prevede il pagamento di una multa fino a 12.500 euro per i blogger che entro 48 ore non pubblicano la rettifica.

"Ma un blog non è un giornale, il blogger non è un redattore, spesso gli aggiornamenti sono saltuari. Si può rischiare una maximulta perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche.

Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un'altra cosa. L'emendamento del PD per modificare questa norma non è stato discusso perché la fiducia taglia tutto", si legge su Mobilitanti.it. Dopo Guido Scorza e Wil di NonLeggerlo, abbiamo intervistato Pippo Civati per saperne di più. 

La Rete insorge contro l'emendamento ammazzablog. Qual è, se esiste, la via di fuga dal punto di vista politico?

La via d'uscita sarebbe espatriare, ma confido ancora che qualcosa si possa fare, per evitare che questo Paese si veda ridurre ancora di più la qualità dell'informazione di cui può godere. 

La rete si mobilita da tempo, ma purtroppo si trova sempre a protestare contro cose gravi e inopportune, mentre sarebbe il momento di fare proposte per la banda larga, la connettività, la libertà di espressione, la possibilità di usare il web per avvicinare i cittadini alla politica e alle istituzioni. Qui in Italia si fa il contrario.

Come politico, cosa pensi di fare?

Ho ideato, insieme a Paolo Gentiloni e agli amministratori del sito partitodemocratico.it, la campagna «Blog it» che volutamente riprende i Post it della protesta dei movimenti e della Valigia blu, in primis. E' la prima volta che un partito politico avvia una campagna sulla falsariga delle catene tra blog, alla ricerca di una trasmissione immediata di contenuti e di proposte, per mettere in luce il pericolo che si corre se il testo del ddl non dovesse essere modificato.

Del ddl intercettazioni quali sono gli elementi da cambiare e quelli, se ce ne sono, positivi?

Il ddl sarebbe da ritirare, punto e basta. Gravi le conseguenze per la stampa, gravissime quelle per la sicurezza: nel paese del telefono, approvare quel ddl sarebbe come togliere i poliziotti dalle strade. Il tema della privacy, l'unico argomento usato dal governo in questi mesi, è stato strumentalizzato fino a esiti paradossali.

Un assaggio del rapporto fra pubbliche amministrazioni e internet. Sul sito della Regione Lombardia sembra che il Presidente Formigoni abbia avviato un dialogo a tu per tu attraverso la pagina fb. Ma è evidente che tutti i commenti siano moderati e di autentico ci sia ben poco. Perché la comunicazione online è ancora così finta?

Perché in Italia c'è pochissima cultura del web e della politica sul web e di una politica, se mi è consentito, come web, orizzontale, vicina ai cittadini, diretta e sincera, «di persona, personalmente», come direbbe Catarella, l'assistente di Montalbano. Che non ha caso è un esperto di informatica...

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