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Berlusconi, show in terrazza tra Rosy Bindi e mele bacate: Veronica, svegliaci

Eleonora Bianchini avatar Martedì 20 Luglio 2010, 10:28 in In evidenza, Italia di Eleonora Bianchini

Veronica (Lario), aiutaci tu. L'invocazione nasce spontanea a colei che prima di tutti ci ha ricordato nero su bianco che suo marito doveva farsi aiutare. Nel video sopra uno stralcio della premiazione di ieri sera a Milano in cui Silvio Berlusconi è stato insignito del premio Grande Milano e dove ha suonato Aznavour. Fresco di nuove offese a Rosy Bindi all'università e-Campus di Novedrate, Berlusconi si giustifica spiegando di non averla offesa. Stesso copione, stessa presa in giro. Ma questa non è la parte peggiore. Vedo il servizio postumo (= di stamattina) di SkyTg24 dove Silvio, si è "spogliato del ruolo istituzionale" -  non vediamo grande differenza, sempre di cabaret si tratta- e ha cantato O mia bela Madunina con Letizia Moratti che la canzone - diciamoci la verità- non la sapeva. Imbarazzo. 

A questo è seguito il breve sproloquio in stile convention Mediolanum sull'assenza di ironia della sinistra di cui bisogna diffidare perché incapaci di ridere sè stessi. Tradotto significa che quando il Cav. offende Rosy Bindi a destra come a sinistra dovrebbero tutti ridere allegramente e darsi sonore pacche sulle spalle. Come no.

La strategia è sempre la stessa: ridicolizzare l'avversario con la pretesa di avere sfornato solo innocenti battute. Dal Corriere:

Nel corso del faccia a faccia con gli studenti, che erano stati invitati via mail, Berlusconi ha fatto battute pesanti su Antonio Di Pietro e sulla presidente del Pd, Rosy Bindi. «Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello - avrebbe detto il premier secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alle agenzie di stampa -. Ecco invece qui belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi».   

La perla: nonostante i 2.000 euro a biglietto, i 400 invitati di cui 50 delle istituzioni, al termine del siparietto dell'uomo di Arcore la terrazza del Duomo si è quasi svuotata. Claque fuori, e chi se ne frega di Aznavour. 

Davanti a tutto questo pare che Gianfranco Fini sia il salvatore della Patria quando dice che Mangano è un eroe. E come può permettersi il nostro premier di dire indisturbato che la questione morale nel Pdl non esiste, che quello è il partito degli onesti. La nuova P3, gli appalti in Abruzzo e i massaggi di Bertolaso, i festini a Palazzo Grazioli e Villa Certosa, il caso Brancher e l'invocazione del legittimo impedimento, il dossier su Caldoro, il caso Cosentino, le intercettazioni di Verdini, la corsa alla prescrizione. Siamo sfiancati. Le mele bacate ci sono e sono tante, troppe. Almeno quante sono le menzogne

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22 Lug 2010
alle 14:41

salvatore

Parafrasando F. de La Rochefoucalt:

"Ci sono dei cafoni che sfruttano abilmente la loro maleducazione".

 

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