Bossi, "Casini è uno stronzo". Tarantini delirio, il dramma Tulliani e i tacchi a spillo della Santanché

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Leggere le pagine di politica sui quotidiani italiani è un divertimento impagabile, se non fosse che ci prudono le mani ogni cinque righe. Nella rassegna Palazzi de noantri, circondati dall'afa dell'affaire Tulliani, mentre si accavallano le ipotesi di elezioni o governo tecnico a giorni alterni in un m'ama non m'ama sfiancante, fa capolino di nuovo il personaggio protagonista dell'estate 2009Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore sanitario delle escort di Palazzo Grazioli è stato immortalato a Roma in compagnia della moglie, ormai agli arresti domiciliari disposti da Vito Fanizzi, gip del Tribunale di Bari.

La moglie Nicla, scrive il Corriere, ieri è andata a comprare una torta per il compleanno del marito ma sconsolata dice: "Non c'è niente da festeggiare, non abbiamo programmi […]. L'azienda è finita e Gianpaolo, per ordine del giudice, non può più mettere piedi a Bari". Povero, eh. Ma non è finita. Su Giancarlo Tulliani, fratello coatto della più celebre Elisabetta: "Immagino l'inferno che sta vivendo, tanti auguri a lui e alla sua famiglia". Sì, certo, proprio una situazione terribile, una disgrazia piombata su tutta la stirpe. Ma per piacere. 

Altre splendide osservazioni arrivano da Barbara Contini, ex governatrice di Nassirya, donna vicina al centrodestra. Sulle compagne dell'orbita berlusconiana, la Contini non ha dubbi: nel Pdl, dice, "non vedo donne che possano confrontarsi con il Presidente in modo dialettico, in modo diretto". Che bello che le osservazioni non arrivino dalle solite Rosy BindiDebora Serracchiani e altri esponenti del centro sinistra, che oscillano tra l'immagine della donna-vittima- dello-stereotipo-estetico fino all'antiberlusconismo spinto, entrambi cliché di una politica addormentata. La Santanchè risponde alla Contini credendo di essere simpatica con uno stizzosetto: "i tacchi a spillo logorano chi non ce li ha". Proprio lei che da acerrima antagonista di Silvio B.l'uomo che vedeva le donne orizzontali, dimentica tutto per il posto da sottosegretario e da pasionaria de La Destra verace e nostalgico fascista si adagia senza colpo ferire nella poltrona assegnata dallo spoil system di Arcore.

Nel torneo del fair play di giornata merita anche la considerazione di Umberto Bossi su Pierferdinando Casini, come sempre misurata e degna di un ministro delle Riforme: "Casini è uno stronzo. Casini è come quelli che non potendo avere meriti e qualità insultano gli altri. Casini è quel che rimane dei democristiani, di quei furfanti e farabutti che tradivano il nord". Che bei ministri che abbiamo. E che bello che queste siano le parole che li rendono apprezzabili agli occhi degli elettori del Nord.  

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