Non mi piacciono le urla in piazza, le proteste strillate, il virus della demagogia e l'effetto domino della giustizia a orologeria. Ma dinanzi a una sentenza di condanna, alle proteste di Como e a una discussione sui sedicenti diari di Mussolini (che per il proprietario e l'editor di Bompiani Elisabetta Sgarbi è del tutto indifferente che siano o meno originali) dobbiamo stare tutti zitti ad ascoltare il profluvio di cultura di Marcello Dell'Utri? Francamente possiamo farne a meno.
Ed è inevitabile che l'indignazione salga quando leggiamo su Corriere, Libero e Il Giornale questi titoli umilianti per la giustizia, la democrazia e la nostra rappresentanza politica. Deprimente pensare che davanti all'immobilismo e all'assenza di rispetto della classe dirigente le urla siano un buon viatico per attirare l'attenzione. Per chi è debole di stomaco attenzione ai titoli:
(Corriere della Sera)
(Libero)
(Il Giornale)
Un'apologia mascherata da tutela dell'articolo 21 davvero insopportabile.
Ecco l'ennesimo esempio del perchè la sinistra non vincerà mai in italia.. sono loro i veri antidemocratici e la gente moderata che per fortuna è la stragrande maggioranza in italia non voterà mai chi rifiuta il dialogo e lo osteggia in qualsiasi modo come loro fanno da 15 anni a questa parte
Da irrimediabile candido mi domando ancora se affermazioni come quelle dei titoli proposti siano riflessioni in buona fede o soltanto l'ennesimo tentativo di presa per i fondelli. Nel caso di "addetti ai lavori", come i giornalisti in questione o Cicchitto (Capezzone non lo includerei per rispetto del lavoro) mi ritrovo però costretto a concludere per la seconda e più amara delle ipotesi. Non vedo proprio cosa ci sia in comune fra il caso di dell'Utri e la libertà di espressione. La contestazione, direi "incontestabilmente", non era affatto contro le sue idee politiche e tantomeno contro presunte posizioni culturali, quelle garantite appunto dall'art. 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero...". Perché il pensiero di dell'Utri non interessa proprio nessuno. Ciò che è stato contestato è ciò che egli per i suoi trascorsi rappresenta, cioè le sue azioni, o per lo meno quelle che dai contestatori gli vengono attribuite. e credo che il dettato della Costituzione neanche nelle interpretazioni di Feltri o di altri del genere possa essere inteso nel senso: "ognuno è libero di fare ciò che vuole". è sacrosanto invece che alle azioni svolte dagli uomini politici consegua il giudizio dell'opinione pubblica. ad esso ci si oppone cercando di dimostrare la sua infondatezza ma non dicendo che è illegittimo. va bene che l'impunità o il suo desiderio dilaga ma se agognano quella giudiziaria non potrebbero evitare di conquistarsi anche il consenso, offuscando se non traviando il sentire? Esistono leggi ad personam davanti ai tribunali, alle coscienze no.
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alle 12:00
emi
Già andare a sentire uno che parla dei diari di Mussolini perlopiù falsi (è dal '94 che sanno che sono falsi) mi fa sorridere...se però a parlarne è un senatore della repubblica condannato anche in appello per associazione mafiosa, uno che dichiara che un mafioso appurato è un eroe, uno che dichiara spudoratamente che a lui della politica non frega nulla ma è lì solo per evitare la galera...ecco se il personaggio in questione è uno come Dell'Utri io dico che il popolo non ha solo il diritto ma anche il dovere di contestarlo..e non per le sue idee politiche ma perchè ha il coraggio di farsi vedere ancora in giro!! E poi somma tristezza nei confronti di chi ha pensato d'invitarlo.