Silvio Berlusconi al Congresso dei Cristiano riformisti, riferendosi alla scuola pubblica e rivendicando la libertà di iscrivere i figli in altri istituti, ha dichiarato:
"Gli insegnanti inculcano idee diverse da quelle che vengono trasmesse nelle famiglie".
La dichiarazione ha suscitato l'ira dell'opposizione.
Pier Luigi Bersani ha affermato:
"Se la Gelmini fosse un vero ministro, invece che arrampicarsi sui vetri per difendere Berlusconi, dovrebbe prendere atto degli inaccettabili attacchi che ha rivolto agli insegnanti e alla scuola pubblica e dovrebbe dimettersi".
Dario Franceschini si è spinto oltre postando su Twitter:
"Tutti di nuovo in piazza, come le donne il 13 febbraio, senza simboli e bandiere, a difendere la scuola pubblica dagli insulti di Berlusconi".
Pronta la replica di Berlusconi che in una nota diffusa da Palazzo Chigi fa sapere:
"Come al solito, anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressoché ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose. Desidero perciò chiarire nuovamente, senza possibilità di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola. Il mio governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell'Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell'educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati. Questo non significa non poter ricordare e denunciare l'influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all'educazione dei figli".
Maria Stella Gelmini ha aggiunto:
"Il pensiero di chi vuol leggere nelle parole del premier un attacco alla scuola pubblica è figlio dell'erronea contrapposizione tra scuola statale e scuola paritaria. Per noi, e secondo quanto afferma la Costituzione italiana, la scuola può essere sia statale sia paritaria. In entrambi i casi è un'istituzione pubblica, cioè al servizio dei cittadini".
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