Sale la tensione tra Italia e Brasile dopo la scarcerazione di Cesare Battisti: l'ex presidente Lula se la prende con la destra italiana ed è crisi diplomatica.
Sale la tensione tra Italia e Brasile, conseguenza della scarcerazione di Cesare Battisti, ex militante dei Proletari armati per il comunismo (Pac) condannato in Italia in contumacia all'ergastolo con sentenza definitiva per quattro omicidi compiuti negli anni Settanta.
Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha spiegato:
"Entro il 25 giugno sarà presentata la domanda di accesso al Comitato di conciliazione, la precondizione per il ricorso al Tribunale internazionale dell'Aia"
L'Italia, quindi, farà ricorso al Brasile.
In risposta a Frattini, l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula, secondo il quotidiano brasiliano Folha de S. Paulo, avrebbe affermato:
"Frattini parla da italiano. Io ho agito da brasiliano. La destra italiana ha preso così tante sberle nelle elezioni, che è obbligata a fare queste cose. Non vale nemmeno la pena di fare commenti".
La dichiarazione non ha lasciato indifferente la parte chiamata in causa, come il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Roberto Castelli, il quale - riporta Repubblica - ha dichiarato:
"Dimostrazione di volontà politica. La risposta dell'ex presidente Lula al ministro Frattini sulla questione Battisti dimostra in maniera inequivocabile che la decisione è stata ispirata da motivazione squisitamente politica e non giuridica. A tal proposito, approfitto per ringraziare i numerosi cittadini brasiliani, che evidentemente non la pensano come Lula, per gli attestati di solidarietà che mi sono pervenuti, dopo la mia decisione di non firmare l'accordo aereo Ue-Brasile ieri in Lussemburgo".
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alle 12:34
Alberto F
Sincerramente penso che Lula non rispetti uno dei principi fondamentali della giustizia: Non si protegge un assassino. Non serve essere di destra per dirlo. Tutti gli assassini non vanno distinti per idee politiche. Sono solo assassini.