Brunetta ha espresso la volontà di eliminare i certificati, anche quelli antimafia. Ma l'opposizione e persino Maroni non ci stanno. Leggi il botta e risposta tra i ministri.
Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in occasione della presentazione del nuovo logo della PA, ha parlato dei certificati "inutili" e della volontà di sostituirli con autocertificazioni.
Il ministro Brunetta ha dichiarato:
"Una delle vitamine per la crescita è la semplificazione. Perché famiglie e imprese devono fornire certificati alla pubblica amministrazione che li ha già in casa? Basta certificato antimafia, basta Durc. Basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi. Ci sono tante riforme che non costa niente attuare ma che producono crescita".
Spiega Repubblica:
I certificati "inutili" dovrebbero essere eliminati completamente e sostituiti con autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla PA resteranno valide solo nei rapporti tra privati. Su questi ultimi sarà apposta la dicitura: "Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della Pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi".
Ma nel calderone dei certificati che non sarà più necessario presentare sono compresi i certificati antimafia, dettaglio che ha fatto insorgere l'opposizione, come Michele Ventura, vicepresidente dei deputati Pd, il quale - riporta Repubblica - ha commentato con sdegno:
"Nel sacro fuoco della semplificazione amministrativa che, fin qui, ha soltanto complicato la vita a tutti, il ministro Brunetta vuole bruciare la certificazione antimafia per le imprese. Ecco le idee dell'esecutivo Berlusconi per la crescita: meno legalità per tutti".
Ma a riguardo, si è fatto sentire anche il ministro Roberto Maroni:
"La certificazione antimafia non può essere modificata perché è uno strumento indispensabile per combattere la criminalità organizzata e, in particolare per contrastare le infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici."
A Brunetta ha controreplicato come segue:
"Il collega Maroni ha perfettamente ragione: il certificato antimafia è indispensabile ma è indispensabile che a procurarselo siano le pubbliche amministrazioni al loro interno, senza più vessare imprese e cittadini, trattati finora alla stregua di inesausti fattorini. Perché chiedere a un'impresa il certificato antimafia quando l'amministrazione lo può acquisire d'ufficio attingendo alle informazioni in suo possesso? La legge peraltro già lo prevede. Quanto alla certificazione antimafia. la mia proposta, prevedendo l'acquisizione d'ufficio, è perfettamente in linea con le specifiche disposizioni dettate in materia dal nuovo codice antimafia. Si leggano le carte le tante anime belle, disinformate e in malafede (i Piero Grasso, gli Antonio Ingroia, le Rita Borsellino, gli Ivan Lo Bello, i Sergio D'Antoni, i Massimo Donadi, gli Angelo Bonelli, gli Italo Bocchino, i don Luigi Ciotti e via andando) che per amore di polemica hanno fin qui preferito rilasciare banalità o esprimere finta indignazione."
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