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Manovra finanziaria 2011: dove sono finiti i tagli ai costi della politica?

Giovedì 8 Settembre 2011, 14:29 in Italia di

E' stata approvata dal Senato la manovra finanziaria 2011: aumenta l'IVA ma spariscono i tagli ai costi della politica. Nel post il testo originario confrontato con quello attuale.

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Dalla manovra finanziaria approvata ieri dal Senato con 165 sì, 141 no e tre astenuti, sono stati ampiamente attenuati i tagli ai costi della politica, mentre è stato confermato il controverso aumento dell'aliquota IVA che inizialmente si era detto non avrebbe subìto modifiche.

Come denuncia il Codacons, il passaggio dell'aliquota IVA dal 20% al 21% porterà un maggiore gettito di 4.236 milioni dal 2012, cifra che costerà cara ai consumatori.

Una famiglia media di 3 persone pagherà 290 euro in più nel 2012, 209 per l'aumento diretto di un punto dell'Iva e 81 euro per via degli arrotondamenti al rialzo che i commercianti inevitabilmente faranno.

Per una famiglia di 4 persone, invece, la stangata raggiungerà i 385 euro, 279 per gli effetti diretti dell'aumento dell'Iva e 106 euro per gli arrotondamenti.

Dal testo della manovra, però, sembrano essere spariti i tagli ai costi della politica che, nel corso del primo testo della manovra, erano contenuti nell'Art.13.

Questo era il testo originario:

Art. 13 Trattamento economico dei parlamentari e dei membri degli altri organi costituzionali. 

1.ai membri degli organi costituzionali si applica, senza effetti a fini previdenziali, una riduzione delle retribuzioni o indennità di carica superiori a 90.000 Euro lordi annui in misura del 10 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150.000 euro, nonchè del 20 per cento per la parte eccedente 150.000 euro.

2.l'indennità parlamentare è ridotta del 50 per cento per i parlamentari che svolgano qualsiasi attività lavorativa per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per cento dell'indennità medesima. La riduzione si applica a decorrere dal mese successivo al deposito presso la Camera di appartenenza della dichiarazione annuale relativa ai redditi delle persone fisiche di cui alla legge 5 luglio 1982, n. 441 dalla quale emerge il superamento del limite di cui al primo periodo.

Come ci illustra anche il blogger anti-casta Spider Truman, queste le modifiche apportate nel testo approvato ieri dal Senato:

Art. 13 Trattamento economico dei parlamentari e dei membri degli altri organi costituzionali. 

al comma 1 sono aggiunte le seguenti: "per gli anni 2011, 2012e 2013" e dopo le parole: «organi costituzionali», aggiungere le seguenti: «, fatta eccezione per la Presidenza della Repubblica e la Corte Costituzionale». 

al comma 2 lettera a) è sostituita dalla seguente: "Ai parlamentari che svolgano qualsiasi attività lavorativa per la quale sia percepito un reddito uguale o superiore al 15 per cento dell'indennità parlamentare la riduzione dell'indennità di cui al comma 1 si applica in misura del 20 per cento per la parte eccedente i 90.000 euro e fino a 150 mila euro, in misura del 40 per cento per la parte eccedente i 150 mila euro. La riduzione si applica con le medesime decorrenza e durata di cui al comma 1". 

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